AVIANA alle soglie del secondo album e del caos primordiale: EPICENTER.

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AVIANA

 

 

 

 

Dal metalcore europeo un’altra band forte di uno dei roster di punta del genere, Arising Empire, la sussidiaria di Nuclear Blast. Si chiamano AVIANA e sono: Joel Holmqvist alle vocals, Marcus Heffler e Oscar Forsman alle chitarre, Sebastian Colque al basso e Niclas Bergström alla batteria. Provengono da Göteborg, da dove hanno propagato il 23 agosto 2019 una scossa tellurica di magnitudo 9.0 Richter col secondo album in studio EPICENTER. Segue l’album di debutto Polarize del 2017 e porta il discorso su un piano sonoro da impatto catastrofico, che ruota intorno a un nucleo infernale dove i breakdown sono tanto rocciosi da spaccare ogni arrangiamento.

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il chitarrista Marcus Heffler per discutere a fondo tutti i dettagli del nuovo album. Per l’intervista di SICK and SOUND con gli AVIANA: www.sickandsound.it/interview-marcus-heffler-of-swedish-metalcore-powerhouse-aviana-discuss-the-process-behind-sophomore-album-epicenter.

 

 

 

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AVIANA. EPICENTER.

Track by track review

 

 

 

 

EPICENTER è un album da 12 tracce che attacca senza mezze misure né compromessi con un pezzo spietato, sufficiente a dare uno spaccato vivo sull’intera selezione: My Worst Enemy. Si introduce con una dose abbondante di oscurità supportata da un arpeggio nero in entrata e una sottilissima dose di synth. Bastano pochi secondi prima che un fragoroso riffing entri in congiunzione a una sezione ritmica esagitata, riffing down tuned in boato e quanto ben di Dio il metalcore delle frange più heavy abbia da offrire. Occhio a mastodontico breakdown finale!

 

Guarda il video ufficiale di AVIANA – My Worst Enemy:

 

 

Red Sky attacca sempre in struttura di corde, ma da giri circolari più melodici, che restano a fondo dell’arrangiamento seppur variando ma in grado di esercitare un certo ipnotismo sull’ascoltatore. Come il primo brano ospitava un ritornello melodico tra versi infernali e di magistrale lacerazione vocale, anche questo ospita il pulito sul chorus, qui più alto, specularmente agli alti giri di chitarra circolari. Forse un registro fin troppo alto che mi ha convinto meno rispetto invece all’havoc primordiale di breakdown sismici e un muscoloso mestiere di corde fine/grosse. Altitude Sickness e lo stridente riffing in entrata, creano non solo caos, quanto disturbo all’ascolto. Tra mid growl polverizzanti e una linea vocale pulita ancora spinta sullo squarciagola, il pezzo è dotato di un certo groove con meno dinamiche di rallentamento/accelerazione rispetto ai precedenti. Il pezzo è dotato di un certo allure sul coinvolgimento del ritornello intriso di emozione attinta dal melodico. La melodia in proporzione ridotta rispetto all’heaviness, sembra qualcosa che all’interno della formula degli Aviana rappresenti un valore fisso.

 

 

 

 

Erased vira su una struttura sonora hardcore o metal hardcore se vogliamo, correndo irrefrenabile su un mestiere di pelli e doppio pedale martellante che va e torna tra sezioni di metalcore più plumbeo. Down tuned e bassi spinti oltre ogni profondità sono i protagonisti dell’aspetto più belluino del brano. Va menzionato che al minuto 2,28 gli Aviana mollano un breakdown memorabile che arriva mentre si stava percorrendo il brano col fiato sospeso.

 

Protagoniste tecniche indiscusse del prossimo brano in coda Heavy Feather, sono le elettriche, in bella mostra sin dall’inizio, se vogliamo strizzanti l’occhio al prog in vari virtuosismi e traino dell’intero pezzo. All’interno della doppietta di verso claustrofobico-ritornello spazioso emozionale, è versata una componente extra in synth, molto diluita, atmosferica e suggestiva e un drop clamoroso dopo il terzo minuto. Bello e dannato, Heavy Feather è uno dei brani stand out del nuovo Aviana.

 

Guarda il video ufficiale di AVIANA – Heavy Feather:

 

 

Look Away continua il discorso suggestivo e lo espande con una serie di textures atmosferiche incastrando nel metalcore di accordature ultra basse e scenari inquietanti, dissonanze da toccata e fuga e un ritornello decisamente affascinante e malinconico. Il passaggio sull’ambience è stato graduale, ma in crescendo. Troverà apice nella traccia Celosia, dove il melodico è congiunto all’armonia, a una linea vocale pulita inquadrata nel registro più espressivo di Joel Holmqvist. Intensa sul versante emozionale, stende un tappeto di archi e una serie di atmosferici in supporto dello scenario dalle tonalità bittersweet.

 

Il rientro nel perimetro interamente heavy avviene con il prossimo brano Frail. Qui gli Aviana mollano una pestata decisa sul piede dell’acceleratore ritmico e intriso di una serie di effetti inquietanti e agghiaccianti nel retro, calando una cortina drammatica sul metalcore a tutti chitarroni e bassi rombanti.

 

 

 

 

Con una breve apertura creativa in synth nebulizzato tra spazio e tempo, gli Aviana riprendono le fila di uno squisito discorso di corde elettriche progressive in Melancholia. Questo è un brano dotato di un certo fascino malinconico, come suggerisce il titolo, pienamente manifestato sull’interludio centrale dove aleggia un arpeggio riverberato e un accompagnamento minimalista che fa letteralmente viaggiare sulla linea vocale prima di caricare sull’ultima esplosione di potenza.

 

Con un basso fortemente palpitante e una struttura di corde sinistra Hidden il cui ritornello destinato alle folle è enumerabile tra i migliori catchy chorus trovati nella selezione finora. Il brano è trapassato da un tenebroso giro di chitarra circolare che tenderete ad isolare all’ascolto, quando emerge dal resto dello strumentale, disturbato e distorto tra la mattanza di una ritmica tosta e il groove che fa sbattere la testa non poco. Attinge ancora una volta all’atmosferico nebulizzato e ambience nel backdrop, specialmente sulla fantastica coda di chiusura arpeggiata.

 

 

 

 

Altro episodio che sceglie la variazione di questo nuovo lavoro degli Aviana è la penultima Ikigai che a un arpeggio tintinnante lascia subentrare una base dal flair elettronico e procede mantenendone la circolarità su quello che è un arrangiamento strumentale e che senza linea vocale, dispone dello stesso potenziale di un brano con vocals.

 

L’ultimo capitolo si chiama More Than A Name e tira le fila di un discorso a partire da uno scenario degno di film, che costruisce un climax d’accesso al brano su un’atmosfera rarefatta con una forte carica emotiva. Il brano ha un evidente influenza à la Architects dell’ultimo album Holy Hell, nello specifico del riffing e nell’arrangiamento in generale. Grande brano di chiusura da parte degli Aviana che scelgono di ripiegare sulla potenza convogliata dall’emozione.

 

 

 

 

Il nuovo degli Aviana è un album prevalentemente distruttivo, ma che nella formula adottata ha riservato episodi minori di orecchiabilità e melodico. Va riascoltato più volte per poterne isolare le tracce preferite e soprattutto cogliere tutti quelle variazioni alla brutalità che risultano presenti ma in forma ridotta. Epicenter è decisamente un ascolto consigliato a tutti gli adepti al metalcore dalle frange più heavy e un secondo capitolo che pone una pietra miliare della discografia degli Aviana.

 

Rating: 9/10

Brani suggeriti: My Worst Enemy, Red Sky, Heavy Feather, Melancholia, Hidden, More Than A Name

 

 

Aviana – Epicenter tracklist completa:

 

1. My Worst Enemy

2. Red Sky

3. Altitude Sickness

4. Erased

5. Heavy Feather

6. Look Away

7. Celosia

8. Frail

9. Melancholia

10. Hidden

11. Ikigai

12. More Than a Name

 

 

 

 

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