BORDERS, PURIFY: la potenza che veicola un messaggio di riflessione e purificazione dalla corruzione umana.

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BORDERS

 

 

 

Quest’anno la label tedesca Long Branch Records ha esposto al panorama europeo una serie di album forti tra cui il terzo degli olandesi The Royal, Deathwatch e il secondo del metalcore act inglese From Sorrow To Serenity, Reclaim. Roster a cui si aggiungono numerosi nomi dai generi –core e tra cui c’è una formazione metalcore dal Regno Unito alla soglia del primo full-length. Sono i BORDERS, che provengono da Lincoln con: Jordan ‘JJ’ Olifent alle vocals, Gavin Burton alle chitarre, Tom Britton al basso e Daniel Hodson alla batteria.

 

 

 

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Si sono affacciati sulla scena con All This Time I’ve Spent EP e Diagnosed EP pubblicati nel 2017. Il 10 maggio 2019 pubblicano il primo album in studio sul tema della corruzione umana attraverso la storia intitolato PURIFY.

 

 

 

 

BORDERS. PURIFY.

La corruzione umana attraverso la storia

 

 

 

 

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BORDERS. PURIFY.

Track by track review

 

 

 

 

Trattando dei campi di sterminio giapponesi, la traccia opener 731 è supportata dall’inquietudine dei giri di chitarra circolari che dall’apertura in poi si estendono drammatici e da sottili effetti oscuri nel backdrop. Principalmente si svolge in linea vocale distorta e mid growl su cui si innesta una sola breve comparsa al centro del brano di cantato pulito in rapping. Questo stile è adottato anche a seguire come poi sentiremo in altre tracce. Il breakdown dal 2,22 apre a una sezione strumentale fa sbattere la testa non poco prima di diluirsi su un ampio chorus finale. L’oscurità del brano e il giro circolare di elettrica sono i tratti più evidenti del pezzo.

 

Wake Up è una traccia sostenuta nel tappeto ritmico e con un’eccezionale combinazione matematica di riffing breve e blast beats ad effetto mitragliatore, in squarcio glorioso su un anthemic chorus. Sul ritornello sono impiegati cori, un giro melodico e atmosferici nebulizzati che lo rendono efficace e memorabile. Nella seconda sezione un breakdown apocalittico espone il massimo del riffing in down tuned associato a un giro di chitarra tedioso. Wake Up è uno dei brani più forti del disco, che mette in vetrina il chug metalcore sussultorio amato dai fedeli del genere, fa pestare i piedi come dannati e strappa coinvolgimento sul ritornello.

 

 

 

 

In Damage Everything è manifestata l’anticipata presenza di cantato pulito in rapping, veloce quanto la sezione ritmica a tutti blast beats. Il pezzo ruota intorno a un nucleo massiccio di strumentale incendiario, rancoroso e distorsioni vocali laceranti. Non manca un ritornello infuocato con gang chants che ne aizzano la prepotenza a pungo stretto. Le parole d’ordine per questo pezzo sono potenza e distruzione.

 

Per il prossimo brano in coda basta veramente premere play per sapere se il brano ci piacerà o no. Con reminescenze The Royal nel giro di chitarra squisito in entrata che permane nell’arrangiamento, Bad Blood. Rispetto alle precedenti diluisce nell’heaviness una dose di melodico con il ritornello in cori puliti sottostanti e cantato distorto in superficie. Il giro di chitarra circolare è ipnotico e traina incredibilmente l’intero brano, protagonista fino alla fine quando emerge del tutto sull’outro strumentale.

 

War è un brano dinamico con evidente lavoro di basso, massiccio e portante, isolabile all’ascolto e associato a un aderente palm muting. Si contraddistingue anche per una serie di effetti sintetizzati, un impiego consistente di rappato e un ritornello sulla formula da stadio orecchiabile con cori retrostanti e ricantabile.

 

 

 

 

In coda un altro pezzo che mena tosto con giro di chitarra vorticante presente su tutta l’esecuzione: Demon’s Reach. Indiavolato quanto il titolo che porta, martella pesantemente sopra all’ipnosi da elettrica alternando nella variazione del tappeto ritmico istanti di percussioni supersoniche e passaggi più headbanging. Il ritornello spazioso si ripropone con gang chants e potenza elevata al cubo.

 

Estratto come singolo e tra i miei prediletti del disco, Nothing To Lose, che apre con l’equazione del giro di chitarra circolare che qui crea un climax. Lo stesso guitar riff è il traino del ritornello, che è qualcosa come l’elisir sonoro del metalcore per eccellenza. Si tratta di un brano blindato e compatto, con rombanti chitarroni, bassi e harsh vocals inferocite, con diluizione di linee melodiche. La ritmica supporta un arrangiamento che difficilmente si dimentica in questa selezione di brani. Breakdown fest e altro pezzo banger del disco con indimenticabile ritornello.

 

 

 

 

Apre con un intro accattivante di riffing brevissimo e frenetico quanto le percussioni nevrotiche World Apart. Più caotica rispetto alle altre tracce, in variazione ritmica costante, corre pestando il piede sull’acceleratore e si spezza repentinamente su un interludio in down tempo con strumentale attutito, a seguito del quale riesplode nel caos fragoroso. Il tratto più evidente del pezzo è la dinamica ritmica.

 

Alla penultima posizione Faded, il brano più breve del nuovo dei Borders, che si nutre di un esclusiva combinazione di riffing fulminante che morde e fugge con il commilitone di corde grosse e un altrettanto sincopato lavoro di pelli. La precisione al micron dello strumentale trapassata di drammatico apre a un ritornello coinvolgente reminiscente di While She Sleeps, vedesi il nuovo album So What?.

 

 

 

 

La traccia closer si chiama Walking Dead e si porta via sul massimo del down tuned l’intero disco. È un brano carico di una certa tensione sulle elettriche, con passaggio in rapping avvolto da un’atmosfera molto drammatica. Potente e incendiario se ne va scrollando la polvere dalle spalle, sicuro di aver chiuso il cerchio di un disco che non solo veicola un messaggio significativo, ma che lo canalizza al massimo del volume e della potenza.  

 

 

Rating: 9.8/10

Brani suggeriti: Wake Up, Damage Everything, Bad Blood, Demon’s Reach, Nothing To Lose

 

 

Borders – Purify tracklist completa:

 

1. 731

2. Wake Up

3. Damage Everything

4. Bad Blood

5. War

6. Demon’s Reach

7. Nothing To Lose

8. A World Apart

9. Faded

10. Walking Dead

 

 

 

 

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