BOTTOMFEEDERS. THE GOOD LIFE EP. Tormento e oscurità colano sul nu metalcore downtempo.

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L’esordio dei Bottomfeeders da Venice

 

 

 

 

Primo lavoro per una formazione nuovissima da Venice, Florida che miscela una formula metalcore e nu metal downtempo. Sono i Bottomfeeders che schierano: Mark Iachetta alla voce,  Evan Thompson alla chitarra,  Joe Long al basso e il batterista Mark Landry. Il loro album di debutto è una collezione di sei brani intitolata THE GOOD LIFE EP ed è stata diffusa dall’etichetta Chugcore il 3 febbraio 2018. Con guest appearances dai VCTMS, Zealot ed Encrypted, l’ascolto è rivolto agli adepti del metalcore e non solo.

 

 

 

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Photo credit Todd Daugherty Photography

 

 

 

 

BOTTOMFEEDERS. THE GOOD LIFE EP.

Recensione traccia per traccia

 

 

 

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Dark Thoughts accoglie il featuring di Austin Scherzberg dagli Zealot. Il discorso seguita a dimenarsi sul synth riempitivo di un arrangiamento più aggressivo rispetto alla traccia d’ingresso. Una patina oscura avvolge il brano con claustrofobia, suggerita dagli effetti tesi con tanto di urla sopra ai blast beats che si sentono in sottofondo. Un tempo rallentato e talvolta in slow motion fa colare il buio sull’arrangiamento. L’attacco spintona con una certa potenza l’headbanging sulla combinazione chitarra-basso e va ad accostarsi ad un andamento frenato nella ritmica. Oscuro quanto i pensieri che l’accompagnano fra un  growl abissale e uno più abrasivo.

 

Ascolta la release audio ufficiale di Bottomfeeders – Dark Thoughts:

 

 

The Good Life seguita con Selfworthless e guest appearance di John Matalone dai VCTMS, nella quale i Bottomfeeders non si distaccano dalla pennellata nera con cui hanno coperto il disco. Questa è una traccia più regolare nella ritmica, in grado di sostenere integralmente il mosh pit. Dal minuto 1,24 l’entrata del low range growl su un tappeto ritmico cadenzato e pesante con una varietà di linee di basso e riffing tormentato è molto gustosa. Lo preferisco alla distorsione di medio registro usato nel disco, che qui è apparso in apertura e necessita ancora di raffinarsi diminuendo il dosaggio della voce tra le corde vocali per un maggiore effetto abrasivo. Un lungo intermezzo nella seconda sezione del brano accoglie un pungente arpeggio in chitarra pulita e synth atmosferico fino a sigillare la coda del brano.

 

Hanno intitolato la prossima traccia in coda “complesso di inferiorità”, Inferiority Complex. Ma di questo non c’è traccia. La doppietta di corde fine e grosse è in congiunzione molto precisa, scandita. Martellata dai blast beats veloci e accompagnata nelle variazioni rallentate. Dal minuto 2,15 un nuovo arpeggio in delay apre a un passaggio interessante. Le sezioni di chiusura dei brani del disco, in effetti sono in maggioranza creative.

 

La penultima Autolysis ospita il featuring di Jared Bytautas dagli Encrypted, e questa è una base introduttoria esplicitamente downtempo che attinge all’hip-hop. Pur uscendo dalla cornice del metalcore risulta adatta a creare un effetto esplosivo inaspettato nel caos che verrà a seguire. Un mellifluo arpeggio si accosta ai migliori blast beats e al lavoro di basso più roccioso del disco. Senza escludere la manipolazione elettronica del brano, schiaffa nel retro anche un effetto scratch prolungato a creare quel tanto di disturbo in associazione alle urla e al growl famelico.

 

Ascolta la release audio ufficiale di Bottomfeeders – Autolysis:

 

 

La title track è lasciata per ultima: The Good Life. Il brano più lungo della collezione apre con stridore di chitarra e accompagnamento ad alto coinvolgimento. Nota degna di merito al growl gutturale e mastodontico che risuona nella cassa toracica e può essere apprezzato a pieno. Dall’arpeggio al centro subisce un crescendo di intensità e potenza, che a rallentatore picchia sull’udito con una certa ferocia. Chiude pestando su linee di basso pulite e sfumando se ne va, lasciando sull’ascoltatore un che di incerto e meditabondo.

 

Ascolta la release audio ufficiale di Bottomfeeders – The Good Life:

 

 

 

The Good Life è una collezione di brani sperimentali simili fra loro, che miscela una dose abbondante di sintetizzato oscuro. Non lascia spazio alla melodia né all’armonia, focalizzandosi su elementi che confluiscono su sensazioni di disagio, riflessione tormentata e paura. Senza temere di addentrarsi in territori reconditi per il metalcore, i Bottomfeeders virano dalla strada maestra adoperando basi downtempo e variazioni ritmiche costanti per tutti i brani, con sezioni di apertura o chiusura in sospensione e tensione. Si tratta di una versione di metalcore contaminata che merita di essere approfondita e protratta verso nuovi confini, magari con una maggiore differenziazione delle tracce in una futura versione full-length. BOTTOMFEEDERS. THE GOOD LIFE EP.

 

 

Rating: 8.8/10

Brani suggeriti: Dark Thoughts, Autolysis, The Good Life

 

 

 

Tracklist completa per BOTTOMFEEDERS – THE GOOD LIFE EP:

 

 

1. Post-Psychosis Groove

2. Dark Thoughts (feat. Austin Scherzberg of Zealot)

3. Selfworthless (feat. John Matalone of VCTMS)

4. Inferiority Complex

5. Autolysis (feat. Jared Bytautas of Encrypted)

6. The Good Life

 

 

 

 

 

 

 

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