CONVERGE. THE DUSK IN US. IL TRAMONTO DELL’ESISTENZA: IL BUIO E L’ELISIR DI SALVAZIONE.

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CONVERGE.

Lineup e discografia

 

 

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I Converge sono un quartetto statunitense formatosi a partire dal 1990 a Salem, in Massachussets. Il sound di questo power outfit si colloca all’interno del metalcore, ma subisce anche l’influenza di generi quali il post-hardcore, l’hardcore punk, il mathcore e lo sludge metal.

 

Il lineup corrente include: Jacob Bannon alla voce, Kurt Ballou alla chitarra e backing vocals come pure alle tastiere, Nate Newton al basso e anche lui ai cori, Ben Koller alla batteria.

 

Il percorso discografico dei Converge ha visto la pubblicazione di 8 album in studio: Halo in a Haystack del 1994, Petitioning the Empty Sky del 1996, When Forever Comes Crashing del 1998,  Jane Doe del 2001, You Fail Me del 2004, No Heroes del 2006, Axe to Fall del 2009, All We Love We Leave Behind del 2012 e l’ultimo disco, The Dusk In Us.

 

 

 

CONVERGE. THE DUSK IN US.

Panoramica e sonorità

 

 

 

The Dusk In Us è il nono capolavoro dei Converge. Un album dalle sonorità ruvide, tormentate e perforanti, in release lo scorso 3 Novembre 2017 tramite Epitaph Records. Il merito dell’ottima produzione e del mixaggio sono da conferire al brillante componente della band e artista a tutto tondo, Kurt Ballou, proprietario dei Godcity Studios presso i quali ha lavorato su questo disco. Lo ricordiamo anche nella produzione dell’ultimo eccezionale lavoro della queen of darkness Chelsea Wolfe, Hiss Spun che abbiamo recensito all’indirizzo: www.sickandsound.it/la-claustrofobia-degli-oscuri-spazi-interiori-hiss-spun-chelsea-wolfe.

 

Chitarre e basso in deflagrazione e sferragliamento si contorcono nei brani, giri e linee taglienti come rasoi a velocità elettrizzante. Blast beats che battono massicci rincorrono gli arrangiamenti per tutto il disco. Nella linea vocale, sono distorsioni esasperate quelle di Jacob Bannon, lo screamer del tormento umano. Dall’afflizione interiore tipica di questo outfit metalcore, i Converge manifestano la loro consapevolezza su una macro visione. I veri nemici divengono più mastodontici e i problemi più esistenziali attraverso questa collezione di 13 pezzi. La melodia è trapassata dalla sofferenza con carico devastante. Nelle testualità si trovano riferimenti alla guerra nucleare,  illazioni contro la brutalità e la violenza a volte ingiustificata delle forze armate, l’ossessione per le armi da fuoco, il peccato originale e la follia ereditaria, l’appoggio al pacifismo come salda forza per combattere guerre e attriti.

 

 

 

CONVERGE. THE DUSK IN US.

Track by track

 

 

 

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Guarda il video ufficiale di Converge – A Single Tear:

 

 

 

La strada è spianata per la successiva Eye of the Quarrel, dove il mood si fa tetro e sinistro, in balia di un songwriting rapidissimo. Un brano molto inquietante, la cui veste è supportata da guitar riff ultra veloci e rapaci, mitragliata hardcore nella ritmica frenetica e cantato nevrotico e lacerante. 

 

La terza traccia Under Duress è stata definita dallo stesso frontman, come una reazione emotiva al mondo complesso nel quale viviamo. Apre in giri di chitarra allettanti e insieme alle percussioni staglia un muro sonoro perforato dalle urla sotto tortura di Jacob Bannon che si dimenano dalle catene che le legano e fanno il loro ingresso. Riff di chitarra corrosivi stabiliscono insieme al tappeto ritmico arroventato un groove di base animoso e ostile. Il giro di chitarra di sottofondo mi era familiare, è infatti similissimo a quello del brano Door To Door Cannibals degli Chevelle.

 

“Don’t need a helmet if I have my heart”.

 

 

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Arkhipov Calm, un brano che prende il nome dal credo del personaggio Vasili Arkhipov, un ufficiale navale sovietico che fu in prima linea contro le armi nucleari sottomarine nel 1962 e che giocò un ruolo fondamentale nella Crisi dei Missili di Cuba. A questo si ispira la logica del cantante dei Converge nel brano, che freddamente proclama la sua mancanza di tempo da sperperare nei conflitti e nelle quisquiglie inutili. Si tratta di una chiamata alla stabilità e all’equilibrio personale. Spara proiettili a sangue in apertura su un drumming tecnicissimo e preciso mentre i giri di chitarra eseguono la stessa corsa sfrenata sullo stesso bolide. Aspre e dilanianti le vocals che sono al volante. Un andamento che viaggia a 200MPH si trascina il brano su corde e pelli talmente impeccabili al millimetro dell’esecuzione da essere orologi svizzeri.

 

“It’s the fires that we quell that save us from our hells, it’s the wars that we don’t fight that keep love alive.”

 

Giri di chitarra che aprono e chiudono fauci mentre la ritmica è incalzante e vigorosa è il seguente brano in coda, I Can Tell You About Pain. Linee vocali multiple aggrediscono senza pietà correndo su un arrangiamento in accelerazione sfrenata. La chitarra ultra distorta crea di proposito elementi di alto disturbo dell’udito nel retro delle sezioni principali. Un brano di soli 2,26 minuti ma in grado di assaltare l’ascoltatore ripercorrendo la tematica del dolore e della necessità claustrofobica di uscirne.

 

 

Guarda il video ufficiale di Converge – I Can Tell You About Pain:

 

 

 

The Dusk in Us, titletrack del nono disco dei Converge, su variazione principalmente da slow a mid tempo. Riflessiva ed eterea, apre in arpeggio in chitarra pulita e cantato parlato che cospargono il brano di un senso spettrale e tedioso in espansione senza confini. Dal secondo minuto l’arrangiamento inizia a subire un lentissimo crescendo, fino a  esplodere nel caos totale dello strumentale in fragore e fuoco metallico dal terzo minuto, a partire dal climax che si sente in backrop. Il fuoco si spegne di nuovo in solo arpeggio al quarto minuto e viene aizzato ancora dal lavoro alle pelli e corde, che in chiusura non resiste alla tentazione e torna a gridare su harsh vocals in screaming dilaniante. 7,23 minuti che chiudono con rumore di crunch guitar a scuotere la pace personale.

 

 

 

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La tensione creata dal outro della titletrack ha preparato all’impennata ritmica della seguente Wildlife. Follia strumentale impetuosa e spedita su elevati giri di chitarra che facilmente risalteranno all’ascolto rispetto al drumming altrettanto tecnico e tellurico. Accoglie un break down nella prima sezione, dove le basslines di piombo prendono le redini dell’arrangiamento e se ne risentirà il rimbombo profondo nel resto del brano. La linea vocale è inferocita e senza tirare il freno a mano né creare una chiusura, si lancia in una folle corsa nel brano successivo.

 

Difatti Murk & Marrow apre su fastidio sonoro da chitarra stridente, raw vocals e blast beats. Si spezza dopo una trentina di secondi quando fa entrare un riff circolare cadenzato. È una traccia intrisa di disagio nell’ascolto, fa perdere l’orientamento nelle variazioni di tempo che creano tensione, suspance su sonorità da infestazione di film horror. Strumentale e voce si attorcigliano all’udito e si contorcono nell’esecuzione. Una carica strabordante quella della rabbia impacchettata in questi tre minuti.

 

Trigger è un brano imperniato sul lavoro di basso che guida l’andamento dell’intero pezzo, risplende in totale evidenza da capo a coda. Guitar riff da capogiro in entrata e in loop ripetitivo nel resto del brano, si incastra con le percussioni palpitanti. Accoglie un anthemic chorus memorizzabile, quanto i fraseggi che rendono la traccia orecchiabile nella sua interezza. Trigger è una traccia tra le più accessibili e memorabili, come dal maggiore impatto. Il songwriting è degno di nota.

 

Ascolta la release audio ufficiale di Converge – Trigger:

 

 

 

Come direbbe un britannico, i seguenti due pezzi accodati sono le killer tracks dell’album: Broken by Light e  Cannibals . Sono due tracce dal tiro micidiale nell’esecuzione che supera la velocità del suono e della luce, in distorsione totale di chitarra e basso, quanto un eccellente assolo di crunch guitar nel primo brano che si estende su un solo minuto e 46 secondi. Connesso senza chiusura al successivo, sempre in blast beats indiavolati che sfociano quanto mai in un’esaurita percussione black metal con screaming altissimo e altamente perforante del timpano. Un altro brano breve e vorace in 1,15 secondi di distruzione totale.

 

Thousands of Miles Between Us è un brano bellissimo che apre in soli giri di chitarra circolari per tutto il brano e voce sussurrata. Nessuna distorsione vocale ma un tagliente filo di tensione nelle corde e nel cantato si trascina su slow tempo e ritmica scandita soprattutto dal riffing stesso quanto da percussioni cadenzate e parsimoniose. SI tratta di una traccia trainata dall’immaginazione più oscura che apre voragini all’ascolto, impaurita nel buio e l’inquietudine che il  brano cosparge intorno all’ascoltatore.

 

 

Ascolta la release audio ufficiale di Converge – Thousands of Miles Between Us:

 

 

 

Reptilian è un brano trainato da un impeto vigoroso e frenetico, dalla sua apertura in sonorità tese e infauste su arpeggio pulito fino all’apice che raggiunge in crescendo di rapidità e chiusura belligerante. Ci comanda a deporre le armi, e a tenere a bada il nostro istinto. L’arsenale hardcore spara qui le sue raffiche più violente, con una marcia di robusti giri di chitarra sludge metal. Una traccia che pesta i piedi ostinata e prepotente a partire da un’atmosfera nefasta e solo apparentemente placata in opening, cadenzata da blast beats sostenuti e marcati. Le distorsioni vocali sono su registro altissimo nello screaming e nel growl medio, con alcuni passaggi in parlato. La voracità delle urla e del riffage bestiale che le accompagnano, inghiottono in chiusura l’ultimo boccone dell’ascoltatore che il disco si è letteralmente divorato. Abbiamo recensito a fondo Reptilian in fase di pubblicazione all’indirizzo: www.sickandsound.it/nuova-release-per-i-converge-reptilian.

 

 

 

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All’alba della terza decade di musica, i Converge conducono un assalto in favore della crescita personale, dimenandosi fra tematiche politiche supportate da geniali testualità aspre e amare. The Dusk In Us guarda al tramonto dell’esistenziale, laddove la violenza e la guerra fanno calare il buio e l’oblio, e si fa quintessenza dell’elisir di salvazione umana.

 

 

Brani preferiti: A Single Tear, Under Duress, The Dusk In Us, Thousands of Miles Between Us, Trigger, Reptilian.

 

 

 

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