DEMATERIALIZE EP: nella spirale di sonorità vorticose e oblio spazio-temporale dei DEMATERIALIZE.

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DEMATERIALIZE.

Heavy-atmospheric spine-chilling metalcore

 

 

 

DEMATERIALIZE. Dopo aver siglato un contratto con l’etichetta Famined Records, la band di Craig Hoffman, Stephen Jinga, Jeremy Verbin e Bryce Tollner debutta con il proprio self-titled EP il 7 Dicembre 2018.  Provengono dall’Illinois e si collocano all’interno del metalcore e djent con deathcore vocals con variante atmosfericaCon ispirazioni vocali da band iconiche come Suicide Silence, Chelsea Grin, Volumes e strumentali da Erra, Born Of Osiris e Veil Of Maya, miscelano un frenetico lavoro di corde a una quantità sovrabbondante di synth.

 

 

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Hanno dato un assaggio del proprio output sonoro il 26 ottobre 2018 con la release del primo singolo Ephemeral, con il quale hanno decisamente sfondato i confini del genere e hanno iniziato ad esporre l’ascoltatore a una quantità massiccia di energia ad alto voltaggio rilasciato attraverso un video psichedelico. Ad esso è seguita la release del secondo singolo DOOM, col quale i Dematerialize hanno invece mostrato anche il lato inquietante delle atmosfere dense e oscure che caratterizzano la propria musica.

 

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Ruota intorno a sei brani che esplorano la relazione dell’essere umano con l’ambiente e si snoda attraverso tracce dalle testualità più oscure come Doom e The Insomniac a tematiche più oggettive come Ephemeral e Sonder. All’interno dell’EP vengono discusse le sfumature della vita moderna, degli aspetti controversi e delle false utopie della società, il processo meditativo e gli stati alterati della percezione umana, lo stile di vita odierno che rovina la civilizzazione interna e la necessità di proteggere l’ambiente naturale.

 

Abbiamo avuto l’occasione di intervistare i Dematerialize e discutere a fondo i dettagli di questo EP di debutto: www.sickandsound.it/interview-dematerialize-on-singles-ephemeral-doom-and-upcoming-self-titled-ep.

 

 

 

DEMATERIALIZE. DEMATERIALIZE EP.

Track by track review

 

 

 

 

La collezione di brani di debutto dei Dematerialize apre con il lead single EPHEMERAL, che introduce alla devastazione sonora di un virtuoso lavoro di corde. Una combinazione di lead magniloquenti e riff distorti start and stop garantisce un’ingresso fatale all’output sonoro della formazione dall’Illinois. Dal metal ostile e lo sferragliamento il brano si scioglie su elementi sintetizzati e atmosferici con l’ausilio di tastiere dai tocchi di vetro. Snodandosi attraverso la variazione ritmica, i Dematerialize congiurano momenti di puro headbanging e atmosfere ipnotiche rappresentate in pieno da un video psichedelico. Le harsh vocals passano dal mid growl al low escludendo ogni forma di cantato pulito. Ephemeral è un brano denso nel groviglio di corde che attinge alla versione progressive, che si affaccia senza cautela, sbranando a vivo l’ascoltatore e catturandolo all’interno di una rete di elementi elettronici ed evanescenti che lo lasciano intrappolato e stordito. Sin da questa traccia è messa in evidenza la tematica dello stile di vita moderno e della società in cui viviamo versus l’ambiente naturale.

 

 

Guarda il video ufficiale di Dematerialize- Ephemeral:

 

 

Segue la seconda release che aveva anticipato il disco lo scorso novembre: DOOM. In fase di recensione l’avevo definita una traccia in grado di inquietare il sonno dell’ascoltatore. È difatti una traccia dipinta su atmosfere spaventose, tediosa e sinistra sulle chitarre che chiudono gli occhi ad ogni armonia e che alimentano l’adrenalina della paura e l’oscurità. Apre su tintinnio sonoro in versione horror movie e con un climax spettrale favorisce una progressione di heaviness perpetrata dal cantato infausto quanto dalla chitarra distorta. Doom è un brano dinamico, che rallenta ed accelera, evolvendosi da un tappeto ritmico moderato ad istanti di blast beats e nevrosi da doppio pedale e viceversa. Le percussioni puniche sono associate a profondi bassi, che contribuiscono a spegnere la luce del brano, che se ne va lasciando una sensazione di ansia alle spalle.

 

Ascolta la release audio ufficiale di Dematerialize – Doom:

 

 

THE INSOMNIAC segue i passi dell’oscurità del brano precedente, ma spezza la cortina di suspance con una perforante chitarra. Ne riprende il tintinnio inquietante negli istanti di strumentale puro e non solo. Qui i Dematerialize impiegano un intreccio di double vocals tra l’abissale growl e una versione di screaming molto abrasiva che si allunga sul pig squeal. È un brano caotico regolato dai giri di chitarra molto pungenti in solista e fragorosi nella ritmica, interamente regolato dalle chitarre che prendono il sopravvento sul caos sottostante creando una sensazione globale di disturbo sonoro.

 

 

Segue un pezzo dotato di notevole fascino orecchiabile, PRIMORDIAL, dove ritorna un magistrale lavoro di chitarra progressiva e una quantità di elementi sintetizzati con esclusivo effetto sonoro vicino a quello di uno xilofono o un marimba, tastiere ad effetto archi, tintinnio e atmosferico. Accoglie le guest vocals di Ryan Wilmot dagli Speaking With Ghosts. Regolare ed affascinante, accoglie istanti di perizia tecnica invidiabile nella combinazione matematica di blast beats controllati, chitarra stoppata e spesse linee di basso in evidenza totale dal minuto 2,20. È forse il pezzo che contiene il lavoro di basso più prepotente del disco, orecchiabile e ben costruito che tende ad essere memorizzato tra i preferiti della tracklist.

 

Il dominante lavoro di chitarra è ripreso nella penultima THE BEHAVIORAL SINK talvolta a sfumare la versione oriental metalcore del riffing con interessante break down in coda al brano.

 

 

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SONDER è la traccia closer che ruota intorno all’esperienza personale di Stephen Jinga con la meditazione e gli stati alterati della propria percezione. È un brano avvolto da archi sintetizzati, elementi eterei ed onirici, corale spettrale, e quello che è andato incontro a un maggiore lavoro di post-produzione. Attraverso tutti gli elementi che ne hanno creato l’amalgama, sobbalza prevalentemente su una ritmica sincopata. Si spezza in favore di interludi strumentali e dimensioni sospese tuttavia percosse con palpitazione intermittente da corde e pelli. Chiude sfumandosi e lasciando un senso di incompiuto nell’ascoltatore, che ha percorso un breve tragitto all’interno di una spirale di sonorità vorticose, talvolta lasciandosi andare all’oblio della sospensione temporale e spaziale, talvolta lasciandosi travolgere dal caos dei Dematerialize. E se un brivido è corso lungo la vostra schiena all’ascolto e se vi siete sentiti persi nell’oscurità, allora i Dematerialize sono una band che dovreste tenere nel raggio del vostro radar.

 

 

Rating: 9/10

Brani suggeriti: Ephemeral, Primordial, Sonder

 

 

Tracklist completa per DEMATERIALIZE EP:

 

1. Ephemeral

2. Doom

3. The Insomniac

4. Primordial (feat. Ryan Wilmot)

5. The Behavioral Sink

6. Sonder

 

 

 

 

 

Per tutti gli articoli e le recensioni di SICK AND SOUND sui DEMATERIALIZE:

www.sickandsound.it/category/emerging/dematerialize

 

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