HE COMES LATER. COGNIZANCE. Un viaggio attraverso le tenebre per ritrovare la luce della vita.

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HE COMES LATER

 

 

 

 

Oggi parliamo di musica e sincronismo. Sotto agli occhi, o meglio, alle orecchie di un redattore di musica passa quotidianamente un numero infinito di materiali da tutti i generi. Solo pochi fanno parte di quelli trattati dal sito, e una parte ancora più ridotta ha una qualità che permette un buon lavoro editoriale.  Poco si sa di questa formazione, se non che il loro sincronismo è stato perfetto. Si chiamano HE COMES LATER, provengono da Bologna e quando si sono proposti, l’ascolto preliminare che ha deciso la loro recensione, aveva questo biglietto da visita:

                    

HE COMES LATER

DEATHCORE

ottima produzione, tecnica, dinamica

maturità lirica

 

 

 

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Sono partiti con un’iniziale formazione metalcore nel 2010 e oggi in versione deathcore reloaded grazie all’acquisizione del cantante Andrea Piro, accanto ai chitarristi Vlady Yakovenko, Daniele Ravaglia, il bassista e seconda voce Alessandro Scarpetta e il batterista Romeo Gigantino. Si sono introdotti con Existence EP nel 2014 seguito da Adam: The Decay EP del 2015 col quale la formazione ha acquisito maturazione compositiva e artistica. Alla fine del 2018 gli He Comes Later hanno varcato la soglia del primo full-length COGNIZANCE, in release indipendente, con mixing & mastering a cura di Wavemotion Recordings.

 

 

 

 

HE COMES LATER. COGNIZANCE concept album.

Brutalità, melodia e consapevolezza della vita

Overview

 

 

 

 

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Il disco ruota intorno a una tematica moderna ampiamente ben ricevuta nei generi –core: la depressione. Molti ascoltatori si ritroveranno nelle relatable lyrics del disco, che conducono attraverso il viaggio della disillusione e dello sconforto nei confronti della vita attraverso gli occhi di un ragazzo depresso che, in ultima istanza, decide di togliersi la vita. Il tentativo fallito causa al ragazzo un trauma personale e lo lascia sul ciglio dell’esperienza pre-morte. Da qui inizia un viaggio in mondi ed esperienze differenti che lo conducono ad una nuova coscienza, ritratti in ciascuno dei 10 brani di COGNIZANCE. Al risveglio dal viaggio, il ragazzo si ritrova vivo e arricchito di una nuova consapevolezza nei confronti del dono della vita.

 

Si tratta di un disco con coinvolgimento a 360 gradi. Con le parole si può soltanto rendere giustizia a quello che questi ragazzi hanno amato creare e curare dal dettaglio e quello che avuto il piacere di ricevere e analizzare. Sincronismo perfetto.

 

 

 

 

HE COMES LATER. COGNIZANCE.

Track by track review

 

 

 

 

Dallo scoraggiamento, il viaggio muove il primo passo verso il tentativo di suicidio: Despondency. Un pezzo inclusivo di due minuti di intro esplicativi del pensiero del ragazzo che sta per attuare il gesto disperato. Sono testi evocativi ed espliciti su: “It’s time for me to pass away” e “The only salvation lies in suicide”. Generalmente negli album, gli interludi su monologo e atmosfere sospese si spezzano per aprire al brano successivo e funzionano da riempitivi di materiale che deve raggiungere una setlist da almeno 10 brani. Non in questo caso, di materiale ce n’è e come e dopo poco più due minuti di fiato sospeso, quando si pensa di star soffocando sott’acqua col protagonista, c’è un nefasto growl a scuoterci. Stiamo parlando di squisite distorsioni vocali in low range growl in caduta sulla versione più gutturale o in risalita su quella media. La sezione ritmica del brano è incendiaria tra blast beats prepotenti e chitarre languide e sinistre. Accoglie un incantevole passaggio di pianoforte, che avvolge di melodia la brutalità e quando sembra che il brano abbia preso una forma definitiva di affascinante crudeltà, torna a martellare e lascia alle chitarre la sola voce della melodia a fondo della lacerazione.  

 

Guarda il video di He Comes Later – Despondency:

 

 

Niente di più oscuro di un’atmosfera degna di una scena cinematografica thriller senza ossigeno, Execution, che mette in vetrina un fine lavoro di basso in evidenza su numerosi passaggi e in doppietta con riffing stoppato. Del brano è ipnotico il lead melodico che si innesta letteralmente nell’udito, quanto stregati pianoforte e tastiere nelle intercapedini di un’architettura ostile.

 

Detachment è una traccia con contaminazione elettronica, che si introduce con chitarroni sopra all’ambient spacing e atmosfera nebulizzata. Trainata interamente da un lavoro di corde tecnico in continua variazione, quanto un sussultorio tappeto ritmico, è una traccia molto dinamica. Trae dalla nevrosi ritmica e strumentale la sensazione di essere intrappolati dalla sua stessa allucinazione. Consiglio altamente di dare un’occhiata alle lyrics insieme all’ascolto, riescono ad aprire e chiudere scenari mentali intricati. Della stessa influenza elettronica e abbondante synth una traccia più avanti nella selezione, Healing, che accoglie anche una serie di pungenti assoli che isolano rispetto al muro del suono che si lasciano alle spalle.

 

 

 

Il dinamismo è un asset delle sonorità degli He Comes Later, e per il prossimo brano Torment prevede una combinazione di affascinanti tastiere ad effetto organo e archi nel backdrop con rombanti chitarroni e un involucro di synth. Manifestazione del lato tedioso della propria musica, specialmente nell’apertura qui richiamano i Before I Turn. Un altro brano che richiama le sonorità di questa band e mio preferito in assoluto del disco è Resurgence, la penultima traccia. Favorendo l’orecchiabilità, si snoda su atmosfere oniriche aiutate da tutti quegli elementi sintetizzati, tintinnanti, una squisita chitarra pulita melodica e una manipolazione elettronica, che hanno garantito la resa eccezionale del brano. Distorsioni di fuoco, sono accostate a istanti di deathcore dannato, e mettono in vetrina del pig squeal tra i low growl domati a puntino.

 

Ascolta He Comes Later – Resurgence:

 

 

Apre in licks e trascina per la maggior parte dell’esecuzione su languidi giri di chitarra e una sezione ritmica sincopata, cortesia del massiccio lavoro di basso, Guidance. Nell’arrangiamento è disciolto un assolo dalle tonalità orientali, plus valore di un brano che possiede un groove di base in grado di coinvolgere in versione live.

 

Evanescente e inquietante la quartultima Atonement, che ha una struttura di costante variazione in superfice e un costante atmosferico in profondità, suggestione di ambience etereo. Quello che succede in primo piano scombussola non poco. Assalti alla batteria agevolano un drums pattern ad effetto mitragliatore e nefasti rallentamenti supportano gli istanti atmosferici. C’è un drammatico arpeggio pulito che incede riverberando sulla sospensione spazio temporale, piccola parte di un mestiere di corde incursivo e fragoroso per tutto il brano e che tornerà nella sezione di chiusura in forma più tintinnante. È un brano molto complesso che va riascoltato per capirne a fondo tutti gli elementi di caos controllato legato all’espiazione.

 

 

 

 

Riparte con lo stesso arpeggio Quiescence, un interludio strumentale che procede snodandosi su una base interamente elettronica e che mai vi aspettereste dagli He Comes Later. Qui ho capito l’amore per la musica, e di voler creare con la musica un concetto, e di voler rendere quel concetto BELLO. Non a caso si chiama Quiescence, e non a caso la base volge interamente all’armonia.

 

Cognizance, la title-track per ultima avvolge l’ascoltatore con una serie di tonalità binaurali e si evolve tra istanti di furia e istanti di sospensione. L’evanescenza dell’atmosfera sospesa in questa prima parte del pezzo mette in risalto un solo di basso. Nella seconda parte si evolve e contorce intorno a gloriosi lead di elettrica e un arpeggio in delay, ultima parvenza di armonia del disco. E dopo averne letto il testo prima di concludere il disco, posso solo dire: bellissimo.

 

“Waking like a wise man, conscious of the importance of breathing. He’s never been so satisfied. The perfection of the surroundings consumes the eyesight”.

 

 

C’è stato un grande lavoro dietro all’album. In apparenza blindato, complesso, infernale nel deathcore perpetrato, ma che trapassa l’heaviness con intensi raggi di luce melodica, gli stessi che gli He Comes Later volevano comunicare. Sbagliare è una condizione dell’esistenza umana, dicono. Ripartendo dall’errore, capovolgono la storia della morte sulla vita e non solo il messaggio, ma la maturità lirica dei testi è eccezionale. Sono parole curate quanto la produzione dell’album stesso. Lunga vita agli He Comes Later, che mi auguro di vedere dal vivo e con un contratto discografico, perché si sono avvicinati al sentire di molti e a farlo col canale migliore: la musica.
Non ho uno strumento migliore per rendergli giustizia se non le parole.

 

 

Rating: 10/10

Brani suggeriti:  Execution, Detachment, Guidance, Resurgence, Cognizance

 

 

Tracklist completa per He Comes Later – Cognizance:

           

1. Despondency

2. Execution

3. Detachment

4. Torment

5. Healing

6.Guidance

7. Atonement

8. Quiescence

9. Resurgence

10. Cognizance

 

 

 

 

 

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