HORCRUX, signature sound elevato al cubo della potenza dinamica e del progressive: HERETIC EP.

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HORCRUX

 

 

 

 

 

Li abbiamo lasciati alla prima collezione di brani di debutto THE DARK MARK EP soltanto l’anno scorso. Il 16 luglio 2019 gli HORCRUX ritornano col sophomore EP HERETIC. La formazione metalcore Canadese dalle molteplici sfumature del metal continua il proprio percorso con Michael Labelle alle vocals, Scott Norris e il nuovo membro Jon Gervan alle chitarre, Ryan Shields al basso e il batterista Zack Bray. Ispirandosi nel nome e nei contenuti del primo disco alla saga di Harry Potter, gli Horcrux presentano una seconda collezione di brani che riprende il discorso sonoro da dove era stato precedentemente interrotto.

 

 

 

 

Un signature sound riconoscibile il loro per gli arrangiamenti tosti accostati a scenari melodici con fascino drammatico e oscuro ottenuti mediante un uso intelligente di atmosfere, sintetizzato e caratura tecnica di corde. In Heretic EP gli Horcrux ne ripropongono la formula. Ma gli elementi forti del sound vengono elevati al cubo della potenza dinamica mostrando una notevole progressione sonora e maturazione compositiva.

Abbiamo avuto l’opportunità di scambiare due chiacchiere con Michael Labelle per approfondire nel dettaglio il nuovo EP HERETIC. Per l’intervista con gli Horcrux di SICK AND SOUND: www.sickandsound.it/interview-canadian-metalcore-act-horcrux-on-the-process-behind-sophomore-ep-heretic-and-more.

 

 

 

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HORCRUX. HERETIC EP.

Track by track review

 

 

 

 

 

Basta premere play per avere conferma di quello che ho anticipato. La traccia opener Monochrome attacca da un pianoforte drammatico su cui si innesta prima un giro circolare insistente e poi una serie di giri stoppati down tuned con un marcato supporto di bassi. Entrambi i lavoretti di corde restano attraverso l’arrangiamento elevandosi al di sopra dello strumentale di tanto in tanto. Le altre corde, quelle vocali, sono cortesia di un ancora mastodontico Michael Labelle, che sembra aver ulteriormente allargato l’estensione vocale e mastica distorsioni dal gutturale e massiccio all’alto e abrasivo in transizione fluida. 

 

 

 

 

Fedeli alla circolarità della chitarra in doppietta con il riffing breve, gli Horcrux marciano verso la title track Heretic che spacca un arrangiamento a base di heaviness e frenesia di corde aprendosi miracolosamente almeno due volte su interludi nebulizzati con atmosferico spettrale o angelico, a seconda dei punti di vista. Heretic è un pezzo altamente ritmato, che fa un uso abbondante di palm muting e aderenza del tappeto ritmico dove la batteria si incrocia con le elettriche con un certo groove. Terminato il brano ancora si risente il giro circolare della chitarra stridente risuonare nel cranio dato il potenziale letteralmente ipnotico.

 

Alla terza posizione un brano che con gli elementi più affascinanti del sound degli Horcrux avvolge il nucleo heavy: Linger. Si introduce con archi e pianoforte e mantiene un sottile sintetizzato attraverso le intercapedini dell’heaviness. Passaggi di batteria in full blast infernale e riffing serrato sono frustati da una presenza totalizzante di distorsioni vocali di fuoco, adorazione di growl e prolungato fry screaming. Occhio al breakdown della seconda sezione! Un lavoro di corde brillante risplende particolarmente sul pre-chorus e sul chorus, dove la chitarra solista contribuisce alla ricchezza del ritornello in varie dinamiche favorendone l’orecchiabilità e la melodia. Linger è un pezzo standout del nuovo degli Horcrux, un brano che si regge su un’architettura pressoché perfetta di elementi incastrati per mettere in scena un numero da alta dipendenza.

 

 

 

 

Con Left Behind emergono altri tratti fondamentali del output sonoro degli Horcrux: il meticoloso lavoro di corde progressive metalcore con alta perizia tecnica e l’alta manipolazione elettronica che ha tutto da regalare a un brano tanto progressivo lasciando entrare una dose di ambient metalcore. Il ritornello in double vocals, qui pulite e distorte in combinazione, aggiunge invece sul versante della catchiness.

 

Sulle orme progressive anche Trigger, che espone tutto il potenziale dei due chitarristi all’interno di un brano di cui le corde sono il cavo di trazione principale con tanto di gloriosi assoli. Frenetico e nervotico sulla sezione ritmica, il brano contiene un anthemic chorus con cori e numerosi elementi che ne restituiscono la bellezza e ne promuovono il coinvolgimento. Il pezzo se ne va con una chiusura atmosferica stregata di pianoforte avvolto dal synth e si porta via la totalità della meraviglia.

 

 

 

 

L’ultimo brano arriva così, tra lo stupore e l’intrattenimento delle dinamiche di questa collezione ed entra con un arpeggio misterioso e riverberato su sonorità tra il binaurale e il meditativo: Illuminate. Un’introduzione cosmica lascia spazio a un evidente riffing à la Architects dell’ultimo album e un nuovo ritornello orientato alla versione da stadio con backup di cori retrostanti, che ben simulano l’effetto del ricantato della versione dal vivo. Dal minuto 2,40 l’esecuzione lascia per un istante il perimetro metalcore per avventurarsi all’interno di un interludio leggero e minimalista sulla seduzione di un languido assolo. Da qui in poi il brano raccoglierà ricchezza di composizione avviandosi verso una conclusione netta.

 

Sono soddisfatta e non solo di aver osservato il marchio di fabbrica degli Horcrux restare un filo rosso diretto da The Dark Mark EP fino a Heretic EP. Radicata negli elementi più forti del sound della formazione prodigiosa da Ottawa, la nuova selezione di brani mette in vetrina una notevole maturazione, maggiori dinamiche, progressioni di corde che si fanno maggiormente largo e che non solo conquistano la scena, ma anche l’ascoltatore. Restano tutti quegli innesti atmosferici e sospesi, drammatici o evanescenti e tornano qui colando dentro l’heaviness di una composizione che attinge al chug metalcore blindato.

 

 

 

 

Capitanati da un talentuoso Michael Labelle, gli Horcrux mettono a segno un altro straordinario EP. Due di fila a lasciare a bocca aperta. A questo punto, sembra una naturale conseguenza poter vedere all’orizzonte un contratto discografico e un LP da gustare e riavvolgere come i primi due capitoli. HORCRUX, magici tanto quanto il nome.

 

 

Rating: 10/10

Brani suggeriti: Heretic, Linger, Trigger, Illuminate

 

 

  Horcrux – Heretic EP tracklist:

 

1. Monochrome

2. Heretic

3. Linger

4. Left Behind

5. Trigger

6. Illuminate

 

 

 

 

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