I FAMOUS LAST WORDS e il nuovo ARIZONA EP incentrato sul vissuto personale.

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FAMOUS LAST WORDS

 

 

 

 

 

Da Petoskey, Michigan, la formazione post-hardcore/metalcore FAMOUS LAST WORDS, che si sta facendo strada da quando si è formata nel 2010 sotto al vecchio moniker A Walking Memory. Dopo una serie di cambiamenti la band è ancora capitanata dal cantante Jeremy “JT” Tollas e al momento include anche il chitarrista Evan Foley, il bassista Tyler Myklebust e il batterista Cody Paige. Dopo aver pubblicato tre album in studio: Two-Faced Charade, Council of the Dead, The Incubus e tre EP: You Could Have Made This Easier EP (come A Walking Memory), In Your Face EP e Pick Your Poison EP, i Famous Last Words hanno pubblicato il nuovo EP ARIZONA il 17 maggio 2019 tramite SBG Records.

 

 

 

 

Sono conosciuti per i propri concept album che ruotano intorno a tematiche tratte da una sfera esterna e che affrontano argomenti come la morte, l’amore, la vita, la speranza riflessi nel nome stesso della band che richiamerebbe proprio le ultime parole significative di qualcuno prima di morire. Stavolta la formazione dal Michigan ha girato i riflettori sul vissuto personale. Da storie fittizie li testi si ispirano a storie realistiche vissute dal cantante JT e il significato terapeutico della musica nel momento in cui ci si concentra sui propri demoni personali e non più altrui. I Famous Last Words ritornano quindi con uno spirito resiliente e rinnovato con cinque nuove tracce che abbiamo recensito per voi e che abbiamo discusso con JT Tollas con una recente intervista disponibile all’indirizzo: www.sickandsound.it/track-by-track-interview-with-jt-tollas-of-famous-last-words-digging-deep-into-new-ep-arizona.

 

 

 

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FAMOUS LAST WORDS. ARIZONA EP.

Track by track review

 

 

 

 

 

Per la traccia opener di questa collezione da cinque brani, Runaways, l’argomento espone quelle connessioni molto strette che si hanno con qualcuno, ma che crescendo inevitabilmente cambiano e si perdono nonostante una volontà contraria. Il brano è energico e mette in evidenza sin dall’apertura quanto il post-hardcore di questa formazione sia contaminato dal metalcore con una presenza massiccia di bassi su tutto il pezzo. Trainato con passione e potenza nel ritornello cantato a pieni polmoni, promuove il ricantato grazie alla memorabilità del chorus stesso e delle melodie sottostanti che giocano un ruolo fondamentale.  Il brano si attenua nella prima parte su versi talvolta vicini al parlato con un lento arpeggio e strumentale minimalista, e si incendia su versi in distorsioni vocali abrasive e riffing furioso approcciando la metà e nella seconda parte. Vocalmente vario e dinamico tra le vocals più tipiche del post-hardcore, screaming e cantato pulito, accoglie un cameo di armonizzazioni vocali. Con il primo brano riavvolgibile fatto di heaviness e melodico in diluzione memorabile, arriva il secondo pezzo.

 

Guarda il video ufficiale di Famous Last Words – Runaways:

 

 

Come per le altre ispirazioni tematiche principalmente dovute a JT Tollas, anche qui si entra nel suo vissuto personale, e nel conflitto che il cantante avrebbe vissuto con la vita familiare, domestica e della band. The Game parla del sentirsi combattuti tra le cose che si amano di più nella vita. L’apertura ha un lavoretto intenso di bassi, e non solo, perché il tappeto ritmico martellante parte pestando il piede sull’acceleratore con una valenza hardcore e cantato aggressivo. Il brano si divide tra rallentamenti della sezione ritmica, istanti di aderenza sincopata e accelerazioni furiose. Come pure tra una linea vocale più plastica sul ritornello e mid growl – high screaming. La transizione dal polo heavy a quello melodico favorisce l’orecchiabilità di un ritornello gustoso. Ci sono degli elementi riempitivi sul fondo dell’arrangiamento, particolarmente evidenti sul chorus, che aggiungono un’ulteriore nuance melodica. Un brano forte del nuovo disco dei Famous Last Words  senza dubbio.

 

 

 

 

Broken Glass soffre un poco nella produzione, che se fosse stata tirata a lucido l’avrebbe reso un gran bel pezzo con evidenza di tastiere riempitive, un catchy chorus piacevole e un arrangiamento coinvolgente nella potenza. Quando alza l’asticella dell’energia il fragore nasconde quello che è il nucleo ricco di elementi del brano, con tanto di armonizzazioni vocali finali. Si tratta di un punto a sfavore perché la produzione non permette al riffing di definirsi al cento per cento come dovrebbe, e alla sezione di batteria di marcarsi a modo senza risultare fragorosa. Discute la storia della battaglia perpetrata contro qualcosa e condotta sempre in salita, e la frequente sensazione di fare un passo in avanti e due passi indietro.

 

Apre in chitarra pulita e successivamente sovrastata da chitarroni down tuned e un prepotente accompagnamento di pelli la penultima Scream. Il brano può essere tematicamente riassunto come: vivere il momento e buttare tutto fuori. La traccia è incentrata proprio sulla sensazione di urlare per liberarsi del peso e dello stress della vita quotidiana e farlo più forte possibile. Istanti di plumbeo metalcore nel riffing e nella pesantezza del’arrangiamento si miscelano al melodico e all’orecchiabile e il brano funziona nel mettere a segno una traccia stand out del disco. Anche questo pezzo offre un ritornello ricantabile e molto accessibile.

 

 

 

 

Con un incedere marcato di basso e un’atmosfera evanescente al confine dell’oscuro, entra l’ultima traccia del disco, No Walls. Seguono elementi melodico-sintetizzati-tastiere per tutto l’arrangiamento, quando più allegri sul ritornello melodico, quando più cupi tra i versi in harsh vocals. La riflessione si incentra sul concetto di non sapere chi siamo e dove  stiamo andando. Ruota intorno alla sensazione familiare di non conoscere il nostro scopo e il conflitto interiore che deriva dalla ricerca del proprio senso nella vita.

 

I brani suggeriscono una produzione non impeccabile in alcuni passi che espone l’ascolto al fragore e toglie quel qualcosa – un suono pulito – di cui ha bisogno un disco per brillare. Un peccato visto il potenziale del disco, ben costruito tra heaviness e melodico, con tracce riavvolgibili e che si trattengono nella memoria per il proprio arrangiamento coinvolgente e catchy chorus.  

 

 

Rating: 8.8/10

Brani suggeriti: Runaways, The Game, Scream

 

 

Tracklist completa per Famous Last Words – Arizona EP:

 

1. Runaways

2. The Game

3. Broken Glass

4. Scream

5. No Walls

 

 

 

 

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