IF I WERE YOU: l’emozione passa per l’ostilità e l’indulgenza melodica nel nuovo RADIANT DARK.

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IF I WERE YOU

 

 

 

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Dal brulicante substrato del metalcore underground del Paese a stelle e strisce gli IF I WERE YOU, una formazione da Poughkeepsie, nello stato di New York in attività dal 2011 con il cantante Kyle Strang, il batterista e secondo cantante Randy Pasquarella, il chitarrista Dan Conklin e il bassista James Russell. Appartengono a quella categoria di band che riescono a materializzare emozioni, prospettive personali e autoriflessione attraverso soundscapes diversi.

 

Sonoramente a cavallo del metalcore e del post-hardcore, gli If I Were You si sono riaffacciati sulla scena con il nuovo album in studio RADIANT DARK il 17 luglio 2020, follow-up del precedente INNER SIGNALS del 2018.

 

 

 

 

IF I WERE YOU. RADIANT DARK.

Track by track review

 

 

 

Radiant Dark è un album coinvolgente che apre a partire da Black Heart e un crescendo di atmosfere intrise di suggestione. Sin dal principio emerge uno scintillante lavoro di corde, che in questo primo brano combina il riffing reboante dei tipici chitarroni metalcore, a tintinnanti arpeggi delle sezioni vaporizzate, a virtuosismi ammiccanti al progressive e palm muting affilato e brevissimo. Il lavoro di corde si stabilisce sin da subito come colonna portante del disco.

 

La traccia di apertura scivola automaticamente nel secondo brano Starting Over a tutti breakdown e bassi granitici, growl a spreco (incluso un adorabile blegh!) accordature bassissime e iniezioni di sintetizzato dalla consistenza nebulosa. L’architettura blindata del brano si sorregge su un tappeto ritmico massiccio e piuttosto frenetico. L’heaviness madre si districa soltanto sul ritornello, squarcio di melodico orientato al post-hardcore. Attacca da un giro di chitarra piuttosto magnetico False Reality, che tornerà in circolarità a riversare fascino e orecchiabilità nel pezzo. Istanti di pura frenesia di blast beats incendiari e breakdown spacca-arrangiamento si sciolgono letteralmente su quella dose di melodico accattivante, con take over totale sul ritornello.

 

 

 

 

In questo album la formula di aggressività e orecchiabilità melodica è bilanciata, ma seppure sia predominante non esclude tracce esclusivamente affacciate sul precipizio della pura brutalità. È il caso del brano banger dell’album: Hate Me dove alla linea vocale c’è la collaborazione di un’icona del metalcore, niente di meno che Ryan Kirby dai Fit For A King. Sussultando su una  sezione ritmica tellurica, il brano prende e pugni in faccia sul muro del suono da inizio a fine, alternando passaggi di nevrosi di pelli a istanti più regolari. Alle spietate harsh vocals, che stavolta sono protagoniste indiscusse, si accostano backing vocals e cori con la stessa marcatura a fuoco e condiscono una formula che serra gli occhi a ogni forma di armonia, privilegiando l’antagonismo e la devastazione.

 

Always Searching torna a spostare l’attenzione sulla sfumatura post-hardcore degli If I Were You, con massima esposizione sul ritornello edulcorato e un bridge con linea vocale pulita. Il melodico qui è proposto in ratio 3:1 con l’aggressivo. Nonostante sia meno colpita da queste sezioni indorate, va menzionato che sono collocate all’interno di sezioni demolitrici apprezzabili e che la transizione messa a punto è fluida.

 

 

 

 

Come nota di merito, ci sono una varietà di sfumature che differenziano un pezzo dall’altro. Difatti il brano in coda Never There introduce un contributo elettronico-sintetizzato consistente, che permea l’involucro suggestivo in cui è avvolto. Un complemento azzeccato nella cornice metalcore principale.

 

In Circles si avvicina progressivamente all’ascoltatore con l’utilizzo di un riffing stridente e tagliente dentro a uno scenario ambient corroborato da tonalità oscure e tediose niente male. L’intero pezzo mette in vetrina un approccio strumentale tecnico attraverso un tappeto ritmico variabile in carica d’assalto cataclismica, sia sulle impennate che sui rallentamenti. Episodio all’apice del metalcore tout court, con boato di chitarra adorabile, la sa lunga di come si seduce un amante del genere. Alla ricetta si integra anthemic chorus ricantabile.

 

 

 

 

A proposito di varietà, il riffing alternato in entrata per Set Free è squisito e ha un valore aggiunto sulla chitarra solista, che per tutto il brano resta a vorticare ipnotica nel retro. Un brano forte dove la formula heaviness – melodic catchiness è stata calcolata con precisione per raggiungere l’equilibrio. Il breakdown al minuto 2,30 è uno dei più memorabili, e forse una delle transizioni più impeccabili dall’indulgente al caustico di questo nuovo lavoro degli If I Were You.

 

Apre a partire da un soundscape sci-fi No Control, un gran bel brano con innesti elettronici tra lo spietato e l’astrale. Ricorda ispirazioni sinfoniche alla Betraying The Martyrs o sonorità à la Ice Nine Kills specialmente sull’interludio tintinnante, sulle campane e via discorrendo. Coinvolgente e accattivante, è un pezzo heavy strutturato veramente bene sulla grande varietà di elementi che lo compongono, tutti genialmente incastrati per tenere attaccati all’ascolto.

 

Chiudono in bellezza gli If I Were You, con la title track Radiant Dark, un capitolo che ripercorre tutti i tratti forti del disco, con una componente atmosferica sospesa e affascinante. Passa dal lato dell’ostilità a quello dell’autoriflessione di sensibilità melodica senza sforzo, sempre tenendo alta l’asticella della potenza e del coinvolgimento emotivo sia su un lato che sull’altro. Nota di merito per il gustoso palm muting mordi e fuggi che sbuffa attraverso l’arrangiamento, contorcendosi tra il groviglio ritmico, quello vocale distorto, il synth e la colata melodica.

 

 

 

 

Radiant Dark è un album dinamico, calibrato sulla formula heaviness-catchiness di cui è stata trovata la chiave di volta per restare in equilibrio. Se in principio aveva aperto le porte al coinvolgimento consentendo un ingresso progressivo al disco sulla suggestione atmosferica, chiude il cerchio sul fascino. Quello che resta all’ascoltatore è il desiderio di riavvolgere il disco per andare a ricercare quelle tracce che hanno maggiormente vibrato con le proprie emozioni.

 

Rating: 9/10

Brani suggeriti: Black Heart, Hate Me, In Circles, No Control, Radiant Dark

 

 

If I Were You – Radiant Dark tracklist:

 

1. Black Heart

2. Starting Over

3. False Reality

4. Hate Me (feat. Ryan Kirby)

5. Always Searching

6. Never There

7. In Circles

8. Set Free

9. No Control

10. Radiant Dark

 

 

 

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