Il ritorno degli INVENT ANIMATE: luce e buio nel terzo album GREYVIEW.

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INVENT ANIMATE

 

 

 

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Un ritorno decisivo quello della formazione texana, che si riaffaccia sulla scena dopo quattro anni con una sfida da affrontare: riaffermarsi sulla scena metalcore e progressive metalcore con un nuovo vocalist. Reduci da due full-length con Tragic Hero Records, Everchanger del 2014 e Stillworld del 2016, gli INVENT ANIMATE hanno subito una battuta d’arresto con  la dipartita del cantante Ben English nel 2018. Tornano con il terzo album in studio GREYVIEW il 13 marzo 2020 e il nuovo cantante, ex frontman degli Aviana, Marcus Vik accanto a Keaton Goldwire, Trey Celaya e Caleb Sherradan.

 

 

 

 

INVENT ANIMATE. GREYVIEW.

Overview

 

 

 

Il nuovo album degli Invent Animate può essere ridotto a una dicotomia fondamentale: la luce e il buio. Una contrapposizione costante nell’album che si snoda attraverso l’introspezione, stanziandosi su due territori: il lato melodico, atmosferico e armonico vs. il lato aggressivo e tecnico. Una soluzione di continuità rispetto al precedente album è operata dal riffing tagliente e brutale che torna con la stessa tecnica e progressioni di corde con annessi breakdown. All’altro spettro, le melodie, il sintetizzato evanescente e quelle sospensioni spazio temporali inclinate alla suggestione. Il contrasto diventa equilibrio tra il delicato e il distruttivo, il conforto e il dolore.

 

 

 

 

INVENT ANIMATE. GREYVIEW.

Track by track review

 

 

 

Il viaggio inizia con Dark a partire da atmosfere nebulizzate e nefaste su cui subentra dapprima lo strumentale e successivamente il rancore vocale. Fin da qui la brillantezza delle elettriche è messa in vetrina. L’evanescente che resta dietro a una cortina di aggressione alternata, alimenta la malinconia di cui l’intero brano è intriso, lasciando sospesi fino alla fine tra breakdown e momenti di galleggiamento.

 

Si fluisce quindi nel lead single del disco: Cloud Cascade. L’evidenza da atmosfere cullate dal melodico trova quel fragile equilibrio con l’aggressione già anticipato. È un equilibrio strumentale, tra la chitarra, fragorosa e dissonante contrapposta alla melodica e vocale, tra il pulito etereo e l’abrasione della distorsione. Il legante della formula è l’emozione, in apice sul ritornello e supportata ampiamente dall’ambience colato sul retroscena. Il chug dell’accordatura bassa è spesso e volentieri livellato con il lavoro della chitarra pulita contribuendo al groove del brano. Similmente Shapeshifter, dove si ritrovano gli stessi guitar licks riverberati e puliti in entrata e una doppia linea vocale con Garrett Russell dai Silent Planet che è un valore assoluto per l’emozione del brano e di un ritornello potente e struggente, che combina lo screaming e una lontana linea pulita in sovra incisione.

 

 

 

 

Prende letteralmente a pugni sul lato dell’heaviness Reflection Room, che parte con una sezione di drumming rapidissimoblackened – per evolvere su una sezione ritmica più cadenzata e tipicamente metalcore (e un poco djent) in doppietta col palm muting. Bussa per bene dietro le pelli per tutta l’esecuzione, ad eccezione di un bridge dove ci sono voci femminili in sospensione. Queste proseguiranno incastonate alla distorsione vocale principale. Un risvolto interessante che aggiunge valore, quando istanti di high screaming troppo forzato sull’urlato, a volte confondono la bellezza integrale del brano.

 

Uno dei pezzi preferiti e finestra sull’aspetto tecnico e progressive degli Invent Animate, è Hollow Light. Straordinaria nell’introduzione, avvolge con un lavoretto di corde tecnico. Il fretwork da tastiera è alternato ad arpeggini tintinnanti e un’alta dose di orecchiabilità. C’è una pulsazione di basso aderente al riffing down tuned, che creano il sottostrato metalcore su cui il progressive e il technical costruiscono. Breakdown collocati al momento giusto, aprono voragini su cui ci si lascia andare in vista del ritornello esplosivo. Un brano bello in formula heavy-catchy. Heaven, Alone è un interludio strumentale, esclusivamente atmosferico reminiscente di musica chillout.

 

 

 

 

Con lo sguardo rivolto al lato progressivo è Monarch. Tintinnante anch’essa e con una presenza di growl medio e basso massiccia. Continua a tornare la forma troppo urlata di high screaming, che crea del disturbo all’ascolto. Qui ci sono tutti i registri vocali possibili, compreso il sussurrato in pulito. La formula che qui viene adottata dagli Invent Animate è heavy-yet-hooky, sì perché l’aggressione spietata mantiene un coinvolgimento di base sul ritornello e sugli elementi melodici. La chiusura è quella più tecnico-dissonante dell’arrangiamento. Aggiungo alla gamma progressive un brano successivo nella selezione, Secret Sun, altro preferito del disco per il forte traino della chitarra. C’è di nuovo del djent, specialmente negli istanti strumentali, ma davvero è un brano completo su tutti gli aspetti forti del suono. Breakdown e distruzione sonora sono fianco a fianco con passaggi altamente tecnici e sospensioni bittersweet di sensibilità melodica e atmosferica. E a rendere rotonda la struttura, un catchy chorus magnetico a tutta potenza.

 

Sembra un vizio, ma gli arpeggi tintinnanti agli Invent Animate piacciono parecchio. Ogni volta che vengono introdotti, il brano si rivela dotato di un certo fascino stregato sul lato della luce. È anche il caso di Eden quindi, che percorre le orme del progressive metalcore intricato e nella trama diluisce la catchiness. Percorso da una serie di blast beats a effetto fulminante e mitragliatore, il brano scioglie la tensione sul ritornello. Bello e stregato.

 

Tra gli altri aspetti della musicianship degli Invent Animate, c’è il melodico, che emerge abbondante in Fireside. Un ausilio più ampio del cantato pulito cresce e dosa l’intensità del distorto, ma soprattutto, l’arrangiamento attinge maggiormente all’ambience e al sintetizzato con qualche guitar lick sovrastante. Il ritornello arriva al massimo della potenza, la cui asticella difatti non viene abbassata, ma diluita dall’aurea di pace e serenità propagata. Il brano riflette specularmente la tematica della morte di qualcuno di importante.

 

 

 

 

Chiamatela straight heaviness per essere dall’altra parte della luce che porta nel nome: Brightwing. Un lavoro di batteria da doppio pedale stellare lavora a intreccio con le chitarre per creare il tiro micidiale del brano. Accoglie alcuni tra i breakdown più mastodontici del disco, pur tuttavia però tende a scivolare via per similarità di arrangiamento.

 

Niente paura, non siamo nel post-hardcore né tanto meno nel pop punk, anche se l’introduzione di Halcyon l’ha dato a pensare. Più melodico e orecchiabile di altri brani, questo pezzo è più distensivo e in un certo senso vivo, rispetto agli altri episodi. Apre proprio da un chorus energetico, passa per sezioni demolitrici di blast beats e assurdo growl, un bridge riverberato con cantato pulito e una chiusura antagonistica. C’è un’interessante variazione nel songwriting per fortuna.

 

All’ultima posizione Nova, che è avvolta da un involucro atmosferico a cavallo tra lo sci-fi e lo spaziale che restituisce la bellezza del brano, un esempio metalcore a tutti bassi e chitarroni. Da pulsante a massiccio, o sospeso in un intervallo spazio temporale, è il grand finale emotivo del disco.

 

 

 

 

Leggermente statico e simile nel  processo di scrittura degli arrangiamenti, il nuovo lavoro degli Invent Animate si dilunga qualche brano di troppo intorno al sound ritrovato. Quasi nella totalità le tracce esemplificano l’output sonoro, con tutti quegli elementi che arricchiscono l’amalgama ma che si somigliano. Questo non toglie che numerosi brani si stanziano come episodi di grande tecnica e altri come capitoli emotivi e suggestivi nel soundscape surreale in cui sono calati. Greyview è un disco che cresce con diversi ascolti, di cui si possono isolare le tracce preferite a partire dal gusto più o meno tecnico, progressivo, aggressivo o atmosferico personale. La formazione non ha perso la stoffa, c’è del solido metalcore in evidenza e ci sono tutti gli asset per una vera progressione di cui sono state poste le basi e sono state prese le misure intorno a un nuovo cantante.

 

Rating: 8.8/10

Brani suggeriti: Cloud Cascade, Hollow Light, Shapeshifter, Secret Sun, Eden, Nova

 

Invent Animate – Greywview tracklist:

 

1. Dark

2. Cloud Cascade

3. Reflection Room

4. Hollow Light

5. Shapeshifter

6. Heaven, Alone

7. Monarch

8. Fireside

9. Secret Sun

10. Eden

11. Brightwing

12. Halcyon

13. Nova

 

 

 

 

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