Il signature sound degli ERRA con virtuosismi di corde, identità tecnica e atmosfere oscure nel nuovo NEON.

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ERRA. BACKGROUND.

Progressive metalcore dall’Alabama

 

 

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Direttamente dal panorama progressive metalcore statunitense, da Birmingham, Alabama, gli ERRA. In attività dal 2009, sono portatori del nome del Dio accadico della guerra e delle pestilenze.

 

La formazione di questo quintetto powerhouse allinea: Jesse Cash alla linea vocale pulita e alla chitarra, J.T. Cavey alle harsh vocals, Sean Price alla chitarra, Conor Hesse al basso e il batterista Alex Ballew.

 

Una band ben nota alla comunità –core che attinge al progressive, al djent e alle sfumature tecniche del genere. Gli Erra contano tre precedenti EP: l’omonimo ERRA del  2009, Andromeda del 2010 e Moments of Clarity del 2014. Affianco agli EP hanno rilasciato quattro album full-length: Impulse del 2011, Augment del 2013, Drift del 2016, e il nuovissimo NEON in pubblicazione lo scorso 10 Agosto 2018 tramite Sumerian Records. Curiosa coincidenza, perché il nome della band e il richiamo alla popolazione Accadica si accosta alle regioni Mesopotamiche e Sumere, dunque forse l’entrata nel roster di questa etichetta, era fatalmente destinato ad essere.

 

 

 

 

ERRA. NEON.

Progressive Technical Somber melodic

Sound overview

 

 

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ERRA. NEON.

L’heaviness si addentra in atmosfere e melodie oscure.

Track by track review

 

 

La componente oscura del sound proposto dagli Erra in Neon si materializza sin dalla traccia opener, Breach, introdotta appunto da una struttura di corde malinconica e slow tempo, accompagnate dalla versi in voce pulita. La stessa struttura tenebrosa è ripresa prima della chiusura e in entrambi gli istanti crea un effetto di sospensione. Il tempo lento è presto abbandonato in favore di istanti più nevrotici. Il preambolo melodico è spezzato da un repentino assalto cataclismico di drums con corde fine e grosse.  La ritmica passa a un andamento accelerato e ad una presenza massiccia di cantato distorto su quello che ho già preannunciato essere un registro abrasivo prevalentemente medio per tutto il disco. Gli istanti frenetici aprono a un catchy chorus spazioso. Gli altri aspetti visibili sin da questo brano sono: il riffing tecnico, il bilanciamento del cantanto pulito/distorto, quanto la combinazione osmotica di melodia atmosferica ed heaviness.

 

Ascolta la release audio  ufficiale di Erra – Breach:

 

 

Monolith è una traccia trainata da un pulsante lavoro di basso. L’involucro del brano è melodico senza dubbio, con una larga partecipazione di linea vocale pulita rispetto a quella distorta e una overdose di orecchiabilità nel ritornello. Contribusice il groove di base regolato da un accompagnamento ritmico regolare e ritmato quel tanto da sostenere l’headbanging. Meno ignorante della traccia precedente, è un pezzo fluido, accessibile e ricantabile. Se per le distorsioni vocali non si può dire che sperimentino registri più alti o più gutturali della comfort zone del mid growl impiegato, la linea vocale pulita propone qui una versione potente e appassionata, corposa e piena.

 

 

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Si introduce con un fantastico lavoro di chitarra, ben presto supportato da un muscoloso intervento di bassi la terza traccia Signal Fire. Entrambe le chitarre, ritmica e solista, sono intrecciate a mettere in vetrina un’alta presenza scenica sfociando in un assolo progressive carico di fascino nella seconda sezione del brano, intrecciato al guitar riff principale. La presenza delle chitarre è in effetti così prevalente in questo pezzo da togliere luce al resto, ma ben bilanciata con la linea vocale pulita.

 

Parlando di bassi in grado di aprire voragini e riffing polverizzante nei tecnicismi e virtuosismi tipici degli Erra, ecco un brano che li propone: Valhalla. Il suddetto brillante lavoro non potrebbe esistere qui senza però un lavoro di pelli altrettanto tecnico e sussultorio nei nevrotici blast beats. Alto voltaggio ed energia devastante sono infiammate dal growl protagonista e break down impetuosi. Un bel pezzo blindato e tostissimo in versione heaviness reloaded 2.0 dopo la traccia di apertura.

 

 

 

 

Una fantasiosa sequenza di apertura nel riffing presenta la traccia Hyperreality e si arricchisce poi strumentalmente sugli stessi giri di chitarra. Nella sezione di linea vocale pulita ammicca alla tipologia di orecchiabilità che esce dalla cornice del metalcore convenzionale, con tanto di assolo melodico centrale. I passaggi aizzati dalla distorsione invece, supportano arpeggi tecnici eseguiti in tutta rapidità e magistralità come a questo punto avrete già incamerato tra le qualità principali degli Erra.

 

Siamo al punto critico di non ritorno, superando la metà con la sesta traccia Ghost of Nothing dove l’energia si ricostituisce su una ritmica più incendiaria e aggressiva. Nel backdrop una fina linea melodica trafigge la cortina ostile. Nella seconda metà una versione delicata di cantato ad opera di Jesse su gentile arpeggio si cala sorprendentemente benissimo nell’intercapedine creata dal resto dello strumentale al rogo. Sono emozionali anche le testualità e facilmente vi ritroverete a ricantare il catchy chorus: “Won’t you follow tonight, just breathe in slowly. I don’t wanna see you suffer forever, forever”.

 

 

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Come per Signal Fire, Disarray, è un brano regolato da una texture di chitarra elettrica e solista eccezionale. Un eccellente songrwriting prevede per questo pezzo l’introduzione di guitar tapping con sottili melodie in synth ed elementi elettronici. Un interludio cantato in quasi sussurrato su un arrangiamento che prevede esclusivamente questi elementi dal minuto 1,34, ricarica potenza per favorire una conseguente esplosione e serve da climax a tutti gli effetti. Si ricanta con lo stesso impeto di Jesse nel ritornello mentre ci si lascia travolgere dal groove di base. Un momento forte del nuovo disco degli Erra senza dubbio, non a caso uno dei primi estratti. Un brano stupendo.

 

Guarda il video ufficiale di Erra – Disarray:

 

 

Il tappeto ritmico si fa battente, insistente e vigoroso in congiunzione al glorioso mestiere perpetrato alle chitarre in Expiate. Ho trovato anche un vibrante basso che crea sezioni multidimensionali e profonde in forte evidenza. Un brano a tutti gli effetti regolato da un crescendo che nasce dall’elisir sonoro dispensato dal melodico in entrata. Il pezzo ha un volto atmosferico e affascinante nell’utilizzo di sintetizzato e uno infiammato in quelli di forza più inarrestabile. Questo brano è carico di bellezza con quel tanto di crudeltà, sull’amore sfiorito che lascia la persona cambiata.

 

Unify può essere descritto in breve come un brano scandito dalla pulsazione di chitarra e basso, tanto reboanti da echeggiare nel cranio sufficientemente. Le distorsioni vocali si calano meno di quelle pulite nel brano. Le seconde si rivelano maggiormente in armonia nelle sezioni melodiche incantevoli che le supportano, mentre le prime risultano fraseggi slacciati dall’arrangiamento. Dal minuto 2,50 accoglie anche uno squisito assolo. Un brano tra ferocia e armonia che però non resta molto nella memoria.

 

 

 

 

Il giro di chitarra in ingresso per la traccia closer Ultimata richiama il riffing dei Bad Wolves, colleghi del panorama metalcore dalla compagine Eleven Seven Music. Penso al brano Better The Devil e seppure il giro sia differente, ne richiama l’esecuzione. Ma la vera somiglianza è il giro di chitarra che introduce A Match Made in Heaven degli Architects. Ascoltatela se non la conoscete, e troverete praticamente lo stesso giro di chitarra. Identico che sia il guitar riff iniziale, che gli Erra abbiano lasciato il pezzo forte per ultimo?

 

Un pezzo audace, vigoroso, battente nel tappeto ritmico alla stregua di nevrosi da doppio pedale alle percussioni. Esili linee melodiche atmosferiche cuciono l’arrangiamento a vivo. Una pungente linea vocale pulita si accosta alla voracità del commilitone J.T. Cavey. Dalla metà del brano le bass lines addensano l’arrangiamento accodandosi ad altri elementi che avanzano a rendere il brano molto ricco. Nel retro per un istante ho risentito un tremolo picking. Ultimata è veramente un brano ben costruito e pensato per una solida chiusura che sulle ultime note si porta via il totale gradimento e sigilla il nuovo album degli Erra con una nota di merito.

 

Rating: 10/10

Brani suggeriti: Breach, Monolith, Valhalla, Ghost Of Nothing, Disarray, Ultimata

 

 

ERRA – Neon tracklist:

 

1. Breach

2. Monolith

3. Signal Fire

4. Valhalla

5. Hyperreality

6. Ghost of Nothing

7. Disarray

8. Expiate

9. Unify

10. Ultimata

 

 

 

 

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