IMMINENCE ai vertici del metalcore europeo con uno straordinario TURN THE LIGHT ON.

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IMMINENCE

Alternative metalcore svedese

 

 

 

 

 

Gli IMMINENCE sono una formazione alternative metalcore svedese attualmente nel roster Arising Empire e SharpTone Records. Fondata a Trelleborg dal cantante e violinista Eddie Berg e dal chitarrista Harald Barrett, la band include anche il batterista Peter Hanström e il bassista Christian Höijer. Da qualche anno si sono fatti notare per la tipologia di metalcore con sfumature melodiche e atmosferiche mediante un ampio utilizzo di violino, pianoforte e contaminazioni elettroniche, diventando una delle formazioni più promettenti in Europa.

 

 

 

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Dopo alcuni EP, gli Imminence hanno debuttato con il primo full-length I nel 2014, seguito da This Is Goodbye, pubblicato nel 2017 e sono ora alle porte del terzo album TURN THE LIGHT ON, la cui pubblicazione era prevista per il 26 aprile 2019 ma che è stata poi posticipata al 3 maggio 2019.

 

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il chitarrista Harald Barrett, che ci ha dedicato il suo tempo per discutere a fondo il nuovo album e molto altro ancora. Per l’intervista con gli Imminence di SICK AND SOUND: www.sickandsound.it/interview-swedish-alternative-metalcore-outfit-imminence-on-upcoming-record-turn-the-light-on-and-tour.

 

 

 

IMMINENCE. TURN THE LIGHT ON.

Track by track review

 

 

 

 

Il nuovo degli Imminence è un disco da 13 tracce e nessun interludio, quasi un’ora di musica che è stata anticipata prima della release dai singoli Paralyzed, Infectious, Saturated Soul e Lighthouse. Paralyzed è stato il primo a uscire e mettere in vetrina la ricchezza del sound degli Imminence. Apre in pianoforte, usato nel brano accanto agli archi, in particolare il violino, col quale invece chiude. Un ottimo biglietto da visita per presentare l’album creando l’hype giusto per i fan su un formato heavy-melodic infallibile e un anthemic chorus memorabile che garantisce al brano il diritto di essere riavvolto come uno dei brani più forti dell’intero disco. Una dose melodica squisita è diluita sul metalcore stomp classico, ritrovabile in alcune altre band europee di Arising Empire e del roster statunitense SharpTone Records. Sono sonorità molto pulite, post-prodotte, a tutti bassi, riffing down-tuned e breakdown con una varietà di elementi sintetizzati e altissima orecchiabilità.

 

Guarda il video ufficiale di Imminence – Paralyzed:

 

 

Seguito cronologicamente da Infectious, ha stabilito le basi dell’interesse di molti che non conoscevano gli Imminence, un altro brano stand out della selezione con alta manipolazione elettronica sin alla quale è stato associato un largo uso di violino, ritratto per altro nel video cortesia del cantante e violinista Eddie Berg. C’è un assalto frontale iniziale su cui il violino avvolge incredibilmente le elettriche. Il brano riflette la formula del primo singolo, con alta catchiness e un gustosissimo ritornello, e aggiunge un bel riffing con lontana reminescenza progressive. Ci sono passaggi minimalisti di solo cantato pulito e pulsazione di basso e microelementi elettronici. Il fulcro del brano è la disillusione dell’amore.

 

Guarda il video ufficiale di Imminence – Infectious:

 

 

È arrivato quindi il singolo Saturated Soul, il più melodico dei quattro rilasciati prima della pubblicazione. È un brano più aderente allalternative, con un influenza che oltreoceano chiamerebbero modern arena rock, c’è difatti una dose ridotta di metalcore evidente quasi solo esclusivamente nel passaggio nu metalcore e bassi profondi in coda al brano, e un arrangiamento principalmente trainato dal melodico, elettronico e clean vocals. Non manca la potenza ma viene attinta da un approccio fuori dal peso dei generi -core e più commerciale.

 

 

 

 

Con una chiara idea sulla direzione del disco, è stato pubblicato l’ultimo singolo a ridosso della data che inizialmente era stata prevista per l’uscita dell’album: Lighthouse. Avvolto da atmosfere sospese in ingresso esplode quasi immediatamente su quello che sembra un riffing à la Caliban, e che successivamente richiama il primo brano Paralyzed in più punti. Il brano è regolato da un battente tappeto ritmico ottenuto con una dose massiccia di riffing breve, bassi rocciosi e un solido accompagnamento di pelli. Presenta un ritornello orecchiabile e accessibile quanto gli altri e un bridge di solo basso e violino. Il ritornello ha sempre un pre-chorus atmosferico con breakdown, che funziona a fare raggiungere l’apice della potenza del ritornello stesso.

 

Guarda il video ufficiale di Imminence – Lighthouse:

 

 

A proposito di climax e crescendo, il brano Erase che poi è la traccia opener del nuovo degli Imminence. C’è un involucro ambience non solo all’attacco ma durante tutti quegli intermezzi di cantato in pulito con sottostante tappeto di bassi. Del brano oltre alla ricchezza di elementi in synth, elettronici, violino e quantaltro si può apprezzare in pieno la potenza. Questa è espressa sul lavoro di chitarra, aggressivo e fulminante nel palm muting, associato al resto dello strumentale che si spegne incredibilmente sulla nebulizzazione del melodico. Erase è anche il brano che include il titolo del disco, Turn The Light On, in chiara ripetizione tra i versi.

 

Molto simile a questa traccia, la penultima del disco: Don’t Tell a Soul. Un brano memorabile che parte melodicamente, ma subisce una certa progressione mettendo in vetrina un’esplosione sonora sul ritornello e riffing massiccio. Un lungo crescendo in quanto a intensità soprattutto sulla sezione di batteria, preannuncia il breakdown in deflagrazione al minuto 2,55. Un bel basso slappato emerge in gloria e punta l’arrangiamento sotto alle ripetizioni infuocate dell’anthemic chorus. Terminato il brano, ancora si ricanta il ritornello che ha un’alta capacità di innestarsi nei meandri della memoria.

 

 

 

 

Con echeggianti elementi elettronici che dall’intro si espandono sul resto dell’arrangiamento Room to Breathe, un pezzo focalizzato sul down tuned rombante. In veste anthemic chorus diluisce un energico ritornello capace di propagarsi sulle masse con un certo carisma. Si colloca tra i brani più heavy e tosti del disco.

 

Con un crescendo di elettrica e un tappeto ritmico da true headbagers The Sickness, che mantiene lo stesso giro di chitarra circolare dell’apertura nell’esecuzione. Il riffing traina l’intero arrangiamento e vortica sul ritornello cantato a pieni polmoni. Carico di aggressività nei versi in distorsione vocale, il pezzo è accompagnato da backing vocals che rinforzano l’heaviness del brano mollando anche un fantastico breakdown. Non mancano i riempitivi in archi, che appaiono durante, ma che sono in piena manifestazione sull’ultimo ritornello.

 

Death of You è un brano completamente fuori dal perimetro metalcore, in esclusiva linea vocale pulita e confidenziale, pulsazione elettronica, violini e il massimo della fragilità in quanto a delicatezza dell’arrangiamento. Un brano differente e incantevole, che dati tutti gli elementi che definiscono la ricchezza del sound degli Imminence, non solo si cala bene nella selezione, ma risalta per il suo valore misterioso.

 

 

 

 

Un brano all’insegna di un’influenza più ammiccante al post-hardcore Scars, scritto intorno a un nucleo completamente melodico e orecchiabile, con prevalenza di clean vocals. Il brano è piuttosto sostenuto nella sezione ritmica e contiene frequenti ripetizioni del ritornello che associate allo stile stesso del brano, lo rendono un pezzo commerciale.

 

Ritorno ai chitarroni con accordatura bassa associata a bassi plumbei con Disconnected, che si caratterizza per una struttura sintetizzata circolare molto bella. Avvolgente nella melodia di base favorisce un ritornello ricantabile che propaga un alto coinvolgimento. Versi in strumentale minimalista risaltano il cantato pulito e sono in incastro bilanciato e fluido con l’energia del ritornello e degli istanti più intricati di riffing. Dal minuto 2,38 quello che subentra sembra un violino elettronico, seguito da quello classico; chicche disciolte in un arrangiamento che gode, come per tutti gli altri brani, di una produzione impeccabile.

 

 

 

 

Wake Me Up è un brano straordinario, dinamico e molto strutturato. A fondo della manipolazione elettronica e di serratissimi riffing/blast beats sul ritornello richiamano molto i Caliban, già menzionati in precedenza. Il cameo di low range growl è associato alla versione media, il pulito e cori. Potentissimo e misterioso nelle atmosfere si regge su un’architettura di tipico metalcore chug arricchito da tutti quegli elementi sintetizzati che lo rendono bello e dannato in squarcio su un anthemic chorus dove nei cori si risente in pratica la folla cantare.

 

Nella dinamicità che caratterizza l’album, la chiusura è all’insegna dell’armonia più pura: Love & Grace. Così, proprio come suggerisce il titolo, il brano si veste di grazia e saluta l’ascoltatore nell’incanto totale di vocals tanto leggere da attingere al registro sussurrato. Se ascoltate bene ne sentirete l’aria tra le corde vocali che Eddie lascia passare cantando. La voce procede su solo accompagnamento al pianoforte a cui solo approcciando il secondo minuto si aggiunge il violino insieme ad una serie di leggerissimi cori.

 

Che dire di un album tanto straordinario. Gli Imminence hanno creato una miscela metalcore affascinante e potentissima. All’interno di un formato metalcore vincente a tutti chitarroni, bassi e breakdown hanno disciolto ritornelli indimenticabili e melodie favolose. Sono numerose le tracce che si trattengono di questo disco e molti gli arrangiamenti costruiti su una struttura talmente orecchiabile che necessitano di essere riavvolti. Un disco praticamente immacolato nella produzione, che sa trarre dal sintetizzato, violino e pianoforte una ricchezza unica a suo favore. A maggio gli Imminence hanno guadagnato un posto d’onore tra i metalcore Album Of The Year 2019.

 

 

Rating: 10+/10

Brani suggeriti: Paralyzed, Infectious, Lighthouse, Erase, Wake Me Up, Don’t Tell a Soul

 

 

Imminence – Turn The Light On tracklist completa:

 

 

1. Erase

2. Paralyzed

3. Room to Breathe

4. Saturated Soul

5. Infectious

6. The Sickness

7. Death of You

8. Scars

9. Disconnected

10. Wake Me Up

11. Don’t Tell a Soul

12. Lighthouse

13. Love & Grace

 

 

 

 

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