IN SEARCH OF SOLACE: metalcore impetuoso e catarsi dell’emozione senza filtri, ENSLAVED TO TRAGEDY.

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IN SEARCH OF SOLACE

 

 

 

 

Due anni dopo l’ultimo full-length Regression|Progression del 2017, torna la formazione metalcore dal Minnesota con Jonny LaDuke, Nick Pocock, Clay Saver e Derek Ludgate, gli IN SEARCH OF SOLACE.

 

Da quest’anno sono nel roster SharpTone Records con cui hanno pubblicato l’album ENSLAVED TO TRAGEDY il 30 agosto 2019. Il titolo  racconta la storia di come gli artisti, e il genere umano in generale, hanno il bisogno di eventi tragici per trovare la propria ispirazione e quindi rilancia all’ascoltatore la domanda: Abbiamo bisogno di una tragedia per sopravvivere?

 

Abbiamo avuto l’opportunità di scambiare due chiacchiere con Nick Pocock sulla nuova etichetta, il processo creativo e l’ispirazione tematica della formazione. Per l’intervista di SICK and SOUND con gli In Search Of Solace: www.sickandsound.it/interview-nick-pocock-of-in-search-of-solace-on-new-label-sharptone-new-single-deathwish-lyrical-inspiration-and-songwriting.

 

 

 

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IN SEARCH OF SOLACE. ENSLAVED TO TRAGEDY.

Track by track review

 

 

 

 

Il nuovo degli In Search of Solace attacca da Culture Shock, una traccia evocativa che fa presa sull’ascoltatore con un intro melodica che rapidamente cambia nella dinamica lasciando entrare percussioni mordi e fuggi associate alle harsh vocals super abrasive, cortesia di Jonny LaDuke. Un giro malinconico e drammatico si estende sul fondo dell’arrangiamento e si associa alla distorsione corrosiva delle altre stilistiche di chitarra minacciosa. Vocalmente è una chiamata alle armi da parte dell’harsh a cui segue il botta e risposta del clean sul ritornello, dotato di una sua dose di catchiness convincente.

 

Losing Touch è un brano regolato da una ritmica accattivante e carica di un certo groove su una dimensione spazio temporale atmosferica. Con clean vocals tra l’etereo sul ritornello e il pieno del registro in presenza parsimoniosa, lo screaming si espande più lacerante che mai e a pieni polmoni sul pezzo. Più lenta e più oscura rispetto alla precedente, accoglie un riffing down tuned in palm muting da fiato in sospeso nella seconda sezione e fa leva sul lavoro di corde in generale. Con alcuni istanti di strumentale minimalista e grida, richiama band come i Silent Planet. In coda la chitarra si fa particolarmente stridente e languida per chiudere un brano sofferto e turbato.

 

 

 

 

Deathwish è stato estratto come lead single del disco e si sposta sul fulcro della performance vocale, con un Jonny LaDuke all’apice della disperazione e dell’intensità. Brutale e tormentata, attacca da un’atmosfera esclusivamente ambience con un arpeggio riverberato. È il retroscena evanescente che resta in secondo piano rispetto a un massiccio riffing start and stop che entra senza mezze misure. Il brano procede a ritmo sostenuto, con interventi di chitarra progressive. L’ispirazione tematica del brano attinge alla scomparsa di un amico per overdose, e dunque si rivolge alla dipendenza e alle relative problematiche associate.

 

Guarda il video ufficiale di In Search Of Solace – Deathwish:

 

 

 

Il disturbo di un’esagerata distorsione di crunch guitar è quello che introduce Force Fed, un brano che attinge ad altri versanti del –core come la sonorità grezza del metal hardcore. Battente nella ritmica con congiunzione di chitarra e batteria sincopate al micron, assorbe gradualmente velocità raggiungendo un tappeto ritmico tipicamente hardcore. Rallenta e accelera, allo stesso modo tormentato con cui intrappola nel groviglio delle corde vocali. La variazione ritmica e la nevrosi di pelli sono il nucleo del brano, e in conclusione regalano nel sussulto in precisione matematica un istante di headbanging finale.

 

Le intro atmosferiche sembrano essere una costante per diversi brani del nuovo degli In Search Of Solace, è questo è particolarmente vero per  Survive che attacca con un backdrop sintetizzato e nebulizzato per favorire l’entrata di un riffing à la Architects. Il brano è sostenuto da una ritmica tellurica e regolare di alcune sezioni, miscelate al drammatico del synth e di virtuosismi di corde progressive. Numerose stilistiche e diversi scenari si abbracciano e si fondono in una traccia profondamente oscura. Il brano illustra il viaggio della mente solitaria che affronta i pensieri irrazionali di essere emarginati dalla società e la lotta contro le false percezioni e il caos per la sopravvivenza. Fulcro di questo pezzo è il sintetizzato in congiunzione al down tuned di elettrica allo stato più plumbeo.

 

 

 

 

Come per Force Fed, Left To Dust entra in disagio di distorsione, con lo screaming che si avvicina gradualmente. Con una traccia che apre uno scenario da viaggio mentale, gli In Search Of Solace riprendono il tappeto sintetizzato della traccia precedente per creare continuità nell’aspetto tetro. Accelerazioni e rallentamenti favoriscono a nevrosi di una traccia regolata da percussioni prepotenti e rabbia vocale, chitarra rampante, basso plumbeo e strumentale demolitore. Occhio perché in conclusione un funesto breakdown spacca l’intero arrangiamento risucchiando l’ultima parvenza di luce!

 

La brutalità e il buio del pezzo contrastano incredibilmente con l’ambience della penultima Silent Voices che aggiunge al songwriting delle precedenti tracce un melodico accessibile e orecchiabile. La reminescenza che mi torna in mente ancora una volta sono i Silent Planet dell’ultimo album, qui molto evidenti. Una chitarra squisitamente livellata nel melodico bittersweet accompagna il ritornello e si infila nelle intercapedini di un riffing breve e frustato da un altrettanto fulminante basso. Gran bel pezzo, dinamico e ricco, lacerante quanto basta e con un favoloso ritornello ricantabile e ammaliante. Qui c’è del metalcore raffinato.

 

 

 

 

L’introduzione accattivante della penultima Vacancy presenta un altro capitolo riavvolgibile di metalcore specialmente sul catchy chorus fin dal principio. Restano le linee di chitarra in palm muting, le accelerazioni da piede sull’acceleratore ritmico e un sottile ambience, ma il focus del brano è esclusivamente sul ritornello percorso da uno squisito giro di chitarra circolare. Dal minuto 2,24 si apre un interludio sospeso in synth con tintinnante arpeggio e lontano screaming. In Vacancy gli In Search Of Solace hanno messo a punto una formula brillante di heaviness-catchiness, e un brano riavvolgibile nonostante l’alta dinamica. Ricorda sonorità come quelle dei compagni d’etichetta ExitWounds.

 

Path to Destruction è forse il gran finale con cui tirare le fila di un disco prevalentemente blindato. Sull’ultimo capitolo, la formazione del Minnesota ha voluto incapsulare il disagio per il caos circostante di un mondo asincrono e lontano dove crediamo di essere parte di una società. Il synth utilizzato attinge in pieno al versante sinistro del sound si miscela a una porzione melodica gustosissima sul catchy chorus corroborata da un mestiere di chitarra sublime cortesia di Nick Pocock, e un’imponente trazione metalcore. Breakdown come il genere comanda e un brano stand out riservato proprio al termine.

 

 

 

 

Con apice assoluto negli ultimi tre brani, Enslaved To Tragedy è un album integro che ruota intorno a tematiche esistenziali mettendo a punto una combinazione di heaviness e groove che approccia il processo creativo e di scrittura da un duplice punto di vista: quello del metalcore più impetuoso, e quello catartico dell’emozione. Diversi ascolti favoriscono il pieno gusto delle tracce più forti. In definitiva è un lavoro che mostra una progressione sonora da parte degli In Search Of Solace, che non reinventano un genere, ma si sono evoluti raffinando il proprio sound con una serie di variazioni sintetizzate, atmosfere e melodie e una dose di emozione senza filtri che rimescola le carte in tavola.

 

 

Rating: 9/10

Brani suggeriti: Culture Shock, Deathwish, Survive, Silent Voices, Vacancy, Path to Destruction

 

 

In Search Of Solace – Enslaved to Tragedy tracklist:

 

1. Culture Shock
2. Losing Touch
3. Deathwish
4. Force Fed
5. Survive
6. Left to Dust
7. Silent Voices
8. Vacancy
9. Path to Destruction

 

 

 

 

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