INTERVISTA AGLI À RÉPIT. L’eco più antico e struggente..il canto della montagna.

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SICK AND SOUND ha il piacere di presentare ai suoi lettori un’intervista esclusiva che la redazione con Alessandra ha avuto con gli À RÉPIT, una band alpine black metal che abbiamo ospitato nella nostra categoria Emergenti della settimana. Ci riaggiorniamo con Gypaetus e Skarn in seguito alla pubblicazione del loro full-length MAGNA LEGGENDA tramite l’etichetta Ucraina Vacula Productions il 31 Ottobre 2017. Vi presentiamo la chiacchierata che ci ha permesso di conoscerli meglio e di andare a fondo del loro sacro capolavoro.

 
La nostra recensione traccia per traccia è disponibile all’indirizzo: www.sickandsound.it/a-repit-magna-leggenda-soffia-sul-profano-il-sacro-respiro-delle-alpi.

 

 

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  • Ciao ragazzi e benvenuti su SICK AND SOUND. Prima di approfondire il vostro album, ci piacerebbe esplorare con voi le influenze, i generi e le band che vi sono state da inspirazione e che hanno influenzato il vostro percorso come musicisti individuali e come duo negli À Répit.

 

Gypaetus:

Innanzitutto volevo ringraziarvi per aver apprezzato il nostro album, per noi è un vero onore. Per quanto riguarda le mie influenze io mi definisco una pattumiera musicale, ascolto di tutto basta che sia buona musica. Oltre al classico black metal sono un fanatico della darkwave, Dead Can Dance su tutti, poi amo il neofolk tipo Ataraxia, Sol Invictus  e sono un fan sfegatato della grandissima Nico e poi direi tutta la musica folk per così dire alpina. Due dischi che mi hanno dato tanto ultimamente sono Sun Of The Sleepess (To The Elements) e il disco dei grandiosi The Alvaret Ensemble.

 

Skarn:

Ciao a tutti e grazie per il tempo che ci state dedicando. Anche io ascolto di tutto ma prediligo sicuramente il black metal (maggiormente quello old school) che, da quando l’ho scoperto in giovane età, mi ha accompagnato fino a oggi.  Adoro i primi Darkthrone, Burzum ma anche black metal di ogni nazione con un occhio di riguardo per quello italiano. Ascolto anche molta ambient music e tutte le altre sfaccettature del metal, dal thrash al death.

 

 

  • Chi sono Gypaetus e Skarn oltre al loro percorso nella musica? Diteci qualcosa di voi che vi piacerebbe condividere, una passione, una caratteristica particolare, un vostro modo di essere che vi contraddistingua.

 

Gypaetus:

Io fondamentalmente sono un nostalgico appassionato di natura e montagna, amo vagare per le mie valli con i miei cani, a caccia e a pesca, nel totale rispetto e amore per ciò che madre natura ci concede… non amo molto i rapporti umani o meglio non con tutti … un’ altra mia passione è la poesia… ribadisco sono un nostalgico.

 

Skarn:

Suono in molte band, da anni ho come mio progetto personale i Paymon dove faccio tutto da solo, sono il cantante degli Entirety e dei Nurmur e il batterista degli Heathen Lifecode, diciamo che la musica occupa gran parte del mio tempo. A parte l’aspetto musicale non vorrei condividere nulla di mio personale, sono una persona come tante altre e penso che nemmeno interessi a qualcuno.

 

 

  • Da dove nasce l’ispirazione del progetto alpine black metal À Répit e che cosa ha guidato la scelta di un nome tanto evocativo legato al rituale dei bambini mai nati e mai morti?

 

Gypaetus:

Nasce, come detto prima, dal mio amore per la montagna e la natura, le Alpi in tutta la loro grandezza, il sacro e il profano che caratterizzavano le genti alpine,mi ha sempre affascinato la figura delle cappelle votive e dei santuari alpini. La loro collocazione è spesso situata nei crocevia dei sentieri e ciò ha un significato particolarmente esoterico, la figura del bambino mai nato e mai morto ha una forza ed un potere grandioso, la rappresentazione del male e del bene del buio e della luce…mi viene da citare una frase del grande Rigoni Stern… “lassù sotto i mughi ci sono le pernici bianche, sono le anime dei morti che volando rievocano i ricordi del passato”.

 

Skarn:

Il progetto À Répit nasce dalla mente e dalla ispirazione di Gypaetus quindi è una domanda a cui non posso rispondere.

 

 

  • Come è nata la collaborazione fra Gypaetus e Skarn, che si è mostrata rivelatrice per dare vita al capolavoro Magna Leggenda?

 

Gypaetus:

La collaborazione è nata da quell’ infernale mezzo che è internet, ed è stato Skarn a convicermi a continuare … un grande polistrumentista e persona fantastica.

 

Skarn:

Qui mi prendo il merito di aver esortato Gypaetus a creare qualcosa che fosse da continuum con le sue vecchie registrazioni. Sostanzialmente aveva creato della musica che mi trasmetteva qualcosa e da lì l’ho convinto a concretizzare ( insieme ) il progetto che poi è diventato “Magna Leggenda”.

 

 

  • Che cosa è cambiato dal 2015, da quando i brani erano stati soltanto progettati e improntati, sino alla loro collocazione finale in questo album? Quali sonorità sono state perfezionate e quali nuovi tratti sono stati inseriti ad arricchire questa preziosa collezione di tracce?

 

Gypaetus:

Nel 2015 erano solo bozze home recording ed è stato grazie all’abilità di Skarn che sono divenute ciò che sono arricchendole con elementi come flauto e synth e parti di organo.

 

Skarn:

Alla prima parte della domanda ho già risposto ma posso aggiungere che sono state completamente rifatte alcune canzoni arricchendole con synth e con una struttura completamente nuova, pur mantenendo lo spirito che inizialmente avevano. Altre sono state composte da nuovo per l’album.

 

 

  • Vorremmo sapere quali sono stati gli aspetti più semplici con cui vi siete interfacciati in fase di scrittura e produzione del disco, e quali quelli che vi hanno messo maggiormente alla prova.

 

Gypaetus:

Per quanto mi riguarda la fase di registrazione, era dal 2001 che non registravo più, da quando facevo parte dei Nefarium, sopratutto in maniera professionale, non essendo molto amichevole nei confronti della tecnologia ho trovato davvero lungo in fase di registrazione, dovuto anche alla lontananza, ma Skarn mi è stato di grande aiuto, la passione e la determinazione ci ha portato ad avere un risultato inaspettato.

 

Skarn:

Da parte mia la cosa più complicata è stata soprattutto la distanza che ci separa, Aosta e Biella non sono ai due opposti del mondo ma nemmeno così vicine, quindi alcune cose che potevano esser semplici e immediate sono state invece più difficoltose. La parte semplice è venuta dalla perfetta intesa tra noi due, dal capire reciprocamente cosa volevamo ottenere e fin dove potevamo spingerci (ovviamente nelle nostre possibilità).

 

 

  • In fase di recensione abbiamo trovato un approccio molto personale e intimo nel gettare luce su scenari psicologici e mistici all’interno delle tracce. Non sono brani quelli in Magna Leggenda, ma quadri che aprono e chiudono visioni sulla natura, sulla dicotomia di luce e buio nell’intimo dell’essere umano, sul sacro religioso e spirituale diluito nel profano pagano e dannato. Vorremmo approfondire con voi le tematiche scelte per Magna Leggenda e l’approccio alle sue testualità.

 

Gypaetus:

È un vero piacere che abbiate colto il vero significato dell’album. Il concept vuole rifarsi alla vita dei popoli alpini, ai loro credi e alle loro paure. Anche le figure animali sono molto importanti viste come un qualcosa di magico e da venerare… ci tengo a precisare che ho voluto dedicare l’album a mio padre che mi ha trasmesso la passione per la natura, i suoi cicli e i suoi abitanti.

 

Skarn:

Sono stato coinvolto e affascinato dalle tematiche e dalle atmosfere del progetto di Gypaetus e quindi ho voluto mettermi in gioco per provare a convertire in musica le sue visioni e poesie. Viceversa credo che anche lui abbia voluto inserire una influenza esterna ( me) per creare un amalgama più complesso e vario.

 

 

  • Qual è il messaggio che gli À Répit vogliono trasmettere con Magna Leggenda?

 

 

Gypaetus:

Per quanto mi riguarda lo riassumerei in tre parole: poesia, tradizione e natura.

 

Skarn:

Rispondo con una domanda, cosa dona il nostro album una volta ascoltato? Preferisco che ognuno si lasci guidare dalle emozioni che l’ascolto del nostro album può offrire…

 

 

  • Dateci qualche piccola nozione su come la promozione dell’album sta procedendo e su come stia incontrando o meno le vostre aspettative nel panorama black metal.

 

Gypaetus:

Per quello che vedo fino adesso il nostro lavoro è apprezzato ben aldilà di ogni aspettativa… chiaramente ci sono i soliti invidiosi che non daranno mai la soddisfazione di dire: “guarda che bell’album” ma a me poco importa.

 

Skarn:

Al momento ho ricevuto solo commenti e recensioni positivi , quindi sono soddisfatto dei risultati ottenuti, ne approfitto per ringraziare Vacula che ci ha prodotto e Sinister Graphix per aver creato una grafica che è la giusta continuità della nostra musica.

 

 

  • Che cosa ci dite di vostri progetti a venire, sono previste date per sessioni live, nuove pubblicazioni all’orizzonte?

 

Gypaetus:

In previsione, se tutto va bene, ci sarà sicuramente un nuovo album. Per quanto riguarda i live, non me ne vogliano, ma penso proprio di no. Ho una visione particolare del black metal, secondo me è una musica molto intima e spirituale che poco si adatta alla dimensione live… però mai dire mai…

 

Skarn:

Idee nuove sono già in cantiere, se tutto va per il verso giusto allora avremo un nuovo album da fare.  Non vedo À Répit in ambiti live anche se confesso che almeno una volta e con le dovute e adeguate condizioni non mi spiacerebbe farne uno, chissà…

 

 

  • Un’ultima domanda libera per condividere con noi qualunque cosa vogliate, qualcosa che non abbiamo coperto con questa intervista riguardo la vostra formazione o Magna Leggenda.

 

Gypaetus:

Vi posso dire che la formazione rimarrà sempre un duo, squadra che vince non si cambia, senza però escludere magari qualche collaborazione.

 

Skarn:

Come detto dal socio saremo sempre io e lui (oppure lui e qualcun altro dato che è il suo progetto ) ma se ci sarà un nuovo album qualche collaborazione e ospite ci sarà di sicuro.

 

 

Grazie del vostro tempo e della piacevole chiacchierata. Un  grande in bocca al lupo a voi per la promozione del favoloso Magna Leggenda. Entusiasti continuiamo a supportarvi e seguirvi, restando aggiornati sulle tutte le vostre novità.

 

Gypaetus:

Grazie  mille a SICK and SOUND per  e il tempo a noi dedicato vuol dire che il nostro messaggio é  stato colto in pieno e ci fa davvero piacere

 

Skarn:

Grazie a voi di SICK and SOUND per il tempo che ci avete dedicato e per le vostre parole in sede di recensione , avete colto appieno quello che volevamo trasmettere. Dinanzi soltanto il precipizio.

 

 

 

 

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2 commenti su “INTERVISTA AGLI À RÉPIT. L’eco più antico e struggente..il canto della montagna.

    1. Ciao Ornella, grazie infinite del tuo apprezzamento sempre costante ed entusiasta. L’album degli A’ Répit è un gioiello e un’intervista per approfondirne l’ispirazione e le tematiche cadeva a pennello. A presto e continua a seguirci su SICK AND SOUND per restare sempre aggiornata sui nostri contenuti!

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