INTERVISTA AI BLACK MOTEL SIX. “Ogni cosa deve andare al suo posto per ritrovare la propria strada..”

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BLACK MOTEL SIX. 

Un 2018 che apre con grandi lavori in corso al nuovo album.

 

 

 

 

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Alle porte di un 2018 che li sta vedendo a pieno regime nella composizione del nuovo album, vorremmo conoscerli più a fondo con domande personali e relazionate all’ultimo album Everything In Its Place, come pure al loro nuovo attesissimo disco. Il nostro editor-in-chief Alessandra ha avuto una preziosa opportunità di fare una chiacchierata con il loro frontman, Stefano Calabrese.

 

 

 

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  • In fase di recensione abbiamo ritrovato un’ispirazione al sound dei Pantera nel vostro Everything In Its Place, vorremmo approfondire con voi le influenze che hanno maggiormente contribuito al suono blindato dei Black Motel Six. Quali elementi, generi e band hanno confluito nel vostro processo di composizione da massacro sonoro?

 

 

Beh più che il sound dei Pantera che è praticamente irriproducibile, direi che abbiamo mantenuto l’idea di riff granitici e voce che nei scream e growl vanno a toccare note, dando anche spazio a ritornelli cantanti in “clean” .. inoltre i gusti della sessione ritmica sono differenti anche se abbiamo molto in comune e direi che questo è un punto a nostro favore. Comunque tendiamo a mantenere di base quella cultura groove metal dei vari gruppi storici: Testament, Pantera, Sepultura, Machine Head cercando di mescolare sound più recenti, come Stone Sour, Killswitch Engage & co, anche se ormai direi che la band ha una sua identità matura e lo si sentirà definitivamente del prossimo disco.

 

 

 

  • Raccontateci un aspetto particolare di ciascuno di voi, un modo di fare strano o un interesse che dica qualcosa di voi fuori dalla normalità di tutti i giorni e la vostra sfera musicale.

 

 

É un po’ difficile elencare i tratti di ciascuno di noi, sicuramente siamo 5 persone estremamente diverse tra loro, per stile di vita, cultura, scelte professionali… Io sono  un ribelle, determinato che non molla mai, inca**ato col mondo che fa sempre più schifo ma che allo stesso tempo ha bisogno di spazio, di solitudine, di riflessione. Marco è un guerriero, determinato e senza paura, Andy un pignolo (in senso positivo) che “obbliga” a valutare le cose in modo più razionale. Emanuele “Pillo” è molto pacato e riflessivo, una persona di cui ti puoi fidare, Alessio è un calcolatore, preciso, una macchina.

 

 

 

  • Dopo un tour che ha regalato alcuni tra i momenti più intensi delle vostre sessioni dal vivo, che cosa ci dite della promozione di Everything In Its Place? Quale è stata la risposta ottenuta dall’impatto dell’ultimo album e come ha incontrato le vostre aspettative nei live?

 

 

É andato estremamente bene, forse oltre le previsioni: ci sono stati live e festivals di livello, alcuni in compagnia dei Lacuna Coil, Iced Heart con tantissime persone sotto al palco che hanno interagito e contribuito a tirar fuori il meglio di noi come band, altri meno corposi come numero di spettatori ma che comunque hanno lasciato il segno tra i presenti e qualche organizzatore, pertanto in alcune città sicuramente ci rivedremo presto. Questo ci ha permesso di fare una crescita enorme. É stata la conferma che questa band non deve e non può fermarsi, abbiamo tanto da dare ancora e vogliamo continuare a fare esperienze di questo tipo, se ci sarà concesso.

 

 

 

  • Qual è il messaggio che l’album desidera passare tramite la titletrack Everything In Its Place e l’artwork prescelta con incastro di forme geometriche? Quale è stato il vostro approccio alle tematiche che legano l’album?

 

 

La vita è un incastro di persone, di sentimenti, di esperienze, di dolori e gioie, ma soprattutto di emozioni! Purtroppo per natura umana e per lo schifo di cui siamo circondati non siamo bravi a collocarle nel posto giusto, nelle nostre menti e a volte ci perdiamo e ci confondiamo, perdiamo di vista i nostri obiettivi ed il nostro modo di essere:  ogni cosa deve andare al suo posto per ritrovare la propria strada.

 

 

 

  • Raccontateci il momento più memorabile di questo ultimo anno di Black Motel Six, nella fase di incisione del disco o durante il vostro tour.

 

 

Il momento più memorabile è stato mettere il cd in macchina ed imprecare contro il cielo per quanto ca**o eravamo soddisfatti, per esperienza personale non sempre è possibile.

 

Durante il tour ci siamo ammazzati dal ridere, facevamo mangiare mandorle al nostro batterista, e ogni volta che scassava partiva “Alè, magnate na mandorla” … ma a parte gli scherzi quello che ho davanti agli occhi spesso è il momento in cui siamo scesi dal palco dopo l’ultimo live, ci siamo guardati in faccia pensando a tutti i momenti difficili che abbiamo avuto, soprattutto per me,  che per cause personali ho bloccato il gruppo per un mese ed era in forse tutto il tour primaverile/estivo e ci siamo detti “ca**o regà, l’abbiamo fatto e ce l’abbiamo fatta!”

 

 

 

  • Per la traccia Landslide PT.2 è stata pubblicata una video release lo scorso 17 Dicembre 2017. Che cosa ha condotto alla selezione di questo brano per un video e quali motivi hanno favorito la scelta di montarlo sul footage del vostro tour estivo 2017?

 

 

É un pezzo frenetico, il testo parla di colui che riesce ad uscire da una valanga di brutti momenti, tensioni e sofferenza, una persona che nonostante stesse soffocando sotto una valanga di mer*a trova la forza di alzarsi e combattere, senza mai dimenticare che un’altra valanga potrebbe essere dietro l’angolo, ma se ce la metti tutta non puoi non vincere. É stato un po’ lo specchio di quel periodo invernale/primaverile ed amando tutti quel brano per l’impatto groove che ha, abbiamo deciso che fosse quello più adatto.

 

 

 

  • Il video include alcuni momenti di riffing con Marc Holcomb dei Periphery, parlateci di questo curioso inserto, della vostra stima reciproca e amicizia con questo artista.

 

 

Mark dei Periphery è una persona splendida, alla mano, come dovrebbero essere gli artisti che si definiscono tali e aldilà del successo che hanno. Il nostro Marco con la “o” finale non ho ben capito come abbia fatto a stringerci amicizia, fatto sta che un giorno mi chiama per dirmi che stava andando a prenderlo in aeroporto, ma io non ci credevo, pensavo l’avesse sparata grossa. Invece hanno passato qualche giorno insieme a casa di Marco a suonare e si sono trovati moltissimo musicalmente e personalmente ed essendo due grandi persone ne è nata un amicizia, tant’è che si sono rivisti anche ultimamente. Mark ci ha concesso  di inserirlo nel nostro video perché è stato un momento simpatico e il video vuole raccontare questo: gente che suda e si sbatte, gente che supporta, gente che aiuta e momenti felici e divertenti. Il metal non è roba per bulli.

 

 

 

  • Siete correntemente a lavoro sul nuovo disco e vorremmo avere un’anticipazione. Ci piacerebbe sapere se e come sia cambiato il sound, se sta sfondando nuovi limiti sonori. C’è qualcosa che vorreste condividere con noi su come vi state muovendo nel processo di composizione dello stesso?

 

 

Si c’è un ulteriore evoluzione. Già il fatto che la band stessa ora stia componendo con più tranquillità e consapevolezza cambia un bel po’ di cose, “Everything” per una serie di motivi che eviterò di raccontare è stato scritto tutto molto velocemente, diciamo in due mesi da 0. Stavolta arriva il riff, o un brano più o meno scritto, viene spesso esaminato e smembrato completamente, ognuno ha più spazio per i propri gusti che deve comunque legare con quelli degli altri invece di “adattarsi”; valutiamo tutto senza freni o paraocchi, ci ragioniamo ma non troppo, perché di base siamo molto spontanei, ma avrà sicuramente un livello tecnico superiore all’altro. Comunque si sentirà sin dalle prime note che sono i Black Motel Six senza dubbio.

 

 

 

  • Che cosa ci dite delle tematiche diluite nelle tracce in fase di lavorazione, si stanno imperniando su aspetti intimi e personali del vostro vissuto o hanno un approccio più concettuale?

 

 

Direi entrambe le cose. É nel mio stile parlare del mio vissuto, delle mie emozioni o di quel che vedo e mi colpisce positivamente o negativamente. Non ci tengo a far capire quanto io sia un duro perché non lo sono, ma sicuramente sono uno che non conosce il termine “gettare la spugna” e che si dà per vinto nella propria vita per le proprie difficoltà e spero che questo, se qualcuno avrà la voglia di approfondire, possa essere uno stimolo e supporto per superare gli ostacoli, qualsiasi essi siano, come  sono stati per me molti dischi.

 

 

 

  • Qual è l’aspetto più semplice con cui vi state interfacciando nel songwriting del nuovo disco, e quale quello più complesso con cui vi dovete confrontare?

 

 

Il più semplice è che ci conosciamo benissimo e sappiamo dove andrà a parare l’altro, il più complesso è trovare la quadra quando le idee o i gusti sono divergenti… ma ad essere onesto, troviamo sempre la soluzione.

 

 

 

  • Sono previste ulteriori date dal vivo per i Black Motel Six e che cosa bolle in pentola per i progetti a venire?

 

 

Ufficialmente ancora nulla, abbiamo qualcosa in pentola per  la  tarda primavera/estate… vedremo.

 

 

 

Grazie del tempo che ci avete concesso e la piacevole chiacchierata. Vi facciamo un grande in bocca al lupo per il nuovo lavoro. Nel frattempo vi continueremo a supportare con entusiasmo e resteremo aggiornati su tutte le novità e i vostri sviluppi.

 

 

Grazie a te Alessandra e a SICK AND SOUND per la disponibilità e lo spazio che ci avete concesso. In bocca al lupo anche a voi per il vostro prezioso lavoro!

 

 

 

Per la recensione traccia per traccia di For A Long Time EP e Everything In Its Place dei Black Motel Six di SICK AND SOUND: www.sickandsound.it/bellum-ferox-infernum-invocat-i-black-motel-six

 

 

 

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Per tutte le recensioni e gli articoli disponibili sui BLACK MOTEL SIX di SICK AND SOUND:

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