Intervista con i DEEP AS OCEAN: il full-length di debutto CROSSING PARALLELS, il concept e i dettagli.

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Intervista con i DEEP AS OCEAN: il full-length di debutto CROSSING PARALLELS, il concept e i dettagli.

 

 

 

 

SICK AND SOUND ha il piacere di presentare un’intervista con i DEEP AS OCEAN, una formazione metalcore italiana da 5 membri, fondata nel 2016 a Milano. La nostra caporedattrice Alessandra ha avuto la possibilità di scambiare due chiacchiere con la band per approfondirne il percorso e il punto di vista sul panorama metalcore, le influenze e il sound.

 

 

 

 

In questa intervista abbiamo discusso in dettaglio il full-length di debutto CROSSING PARALLELS in pubblicazione il 13 dicembre 2019 affrontandone le tematiche e la visione. Abbiamo parlato dell’esperienza avuta per i featuring con Mattéo Gelsomino dai Novelists FR e Andy Pali dagli Sharks In Your Mouth, abbiamo approfondito alcuni dei brani e il processo creativo dei DEEP AS OCEAN.

 

 

 

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  • Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di SICK AND SOUND. Iniziamo discutendo come e quando si sono formati i DEEP AS OCEAN e delle vostre influenze individuali o collettive in termini di band che hanno ispirato il vostro percorso.

 

Ciao, grazie innanzitutto per l’opportunità. I Deep As Ocean nascono nel 2016 a Milano dalla grande passione per la musica di Alberto (chitarra) e suo fratello Riccardo (batteria). Il gruppo viene completato da Matt alla voce, Matteo al basso e Manuel alla chitarra. Le nostre influenze principali possono riguardare il genere più melodico del “metalcore”, facendo riferimento a band come Bring Me The Horizon, Beartooth, Alazka, i quali utilizzano principalmente basi elettroniche, quali sintetizzatori e ritornelli melodici e puliti, mischiati a voci growl.

 

 

  • Quali altri generi avete esplorato prima di collocarvi nel vostro attuale genere e qual è il vostro punto di vista riguardo il panorama metalcore in Italia?

 

Tutti e cinque arriviamo da generi diversi, per esempio Alberto e Riccardo inizialmente suonavano Hard Rock, Matt ha iniziato a cantare ispirandosi al Nu-Metal e al Post Grunge dei primi ‘00. Matteo il bassista ha avuto esperienze con band Punk Rock.

 

 

 

 

  • Il 13 dicembre 2019 è in arrivo il vostro full-length di debutto CROSSING PARALLELS. Congratulazioni per questo importante traguardo! Si tratta della vostra seconda release, che segue il primo EP Lost Hopes|Broken Mirrors del 2017. Quali differenze sostanziali e quale evoluzione hanno avuto luogo dai vostri primi materiali fino a questo album in studio? Spiegateci come siete arrivati alla fusione tra heaviness e melodic catchiness che caratterizza il vostro sound.

 

Il processo creativo di questo disco è iniziato più di un anno fa, quando la band ha deciso trasformare il sound più classic-metalcore del precedente EP “Lost Hopes|Broken Mirrors” in qualcosa di più moderno e attuale andando a creare soprattutto vocalmente un sofisticato amalgama di cori, scream, harsh, clean e un utilizzo sempre marcato dei tappeti synth. Il singolo è un assaggio di questa innovativa soluzione musicale, riecheggiata in altri brani di “Crossing Parallels”. Abbiamo voluto dare un’impronta più matura e più spinta anche a livello di produzione.

 

 

  • Quali elementi fondamentali rendono il vostro output sonoro tipicamente à la Deep As Ocean?

 

Moderni ma senza tralasciare le origini del metalcore, potenti ma anche catchy.

 

 

  • Per quanto tempo avete lavorato a questo album e qual è stato il processo di scrittura e creativo che avete adottato, o se vogliamo, quello che approcciate in generale quando entrate in studio?

 

Circa un anno e mezzo, inizialmente Alberto scrive il riff principale e melodia del verso e ritornello, poi si aggiungono di conseguenza batteria e basso, infine la melodia vocale nonché testi scritti da Matt. Diciamo che ognuno contribuisce a scrivere il proprio strumento e il tutto viene prodotto insieme a Matteo Magni, nostro producer.

 

 

 

 

  • CROSSING PARALLELS può essere considerato un concept album? Parliamo delle lyrical themes che sono state trattate attraverso i brani e la visione o il messaggio che i DEEP AS OCEAN vogliono passare con questo nuovo lavoro.

 

In realtà l’album non è un concept album. Non in termini musicali per lo meno. Le canzoni non sono collegate insieme da tematiche o da linee musicali.

 

Si può considerare “concept” nel senso che nel titolo si racchiude l’essenza della nostra proposta musicale: siamo come due linee parallele che non si incrocerebbero mai per definizione, ma per assurdo noi le facciamo collidere andando a creare ciò che più ci piace, ovvero la melodia con la potenza, la luce con l’oscurità.

 

Anche a livello tematico di testi, seppur ognuno diverso dall’ altro, nel senso che si spazia da temi personali, a quelli più sociali, c’è un nesso tra questo “bianco e nero”: è un po’ come se ci fosse sempre un tema pesante, soffocante e buio alla base, ma fa emergere anche la luce e la positività a tratti.

 

 

  • In che misura l’artwork che avete scelto è strettamente collegata al concept del disco? Spieghiamo l’artwork e il titolo dell’album nello specifico.

 

 

L’immagine di due mondi che ideologicamente non potranno mai viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda, ma che in realtà si incontrano e fondono. Un po’ come nuotare sott’acqua e vedere il buio dell’abisso sottostante ma anche la luce del sole in superficie. L’esito di questa collisione di realtà contrapposte è quello che si può finalmente definire e riconoscere come Deep As Ocean.

 

 

 

 

  • Vorrei approfondire con voi l’esperienza di aver collaborato con un artista del calibro di Mattéo Gelsomino dai Novelists FR per il brano Hourglass, come è inizialmente nata questa collaborazione e conoscere i dettagli del brano.

 

Mattéo (Gelsomino)  è stato negli ultimi due anni uno dei cantanti più ascoltati e apprezzati dal nostro cantante Matt. I Novelists per lui sono diventati una delle band preferite e più apprezzate e in fase di scrittura di Hourglass, ci è sembrata un’ottima idea affidare quelle parti vocali a un vocalist certamente più affermato e internazionale per avere una spinta in più.

 

 

  • Il disco include anche la guest appearance di Andy Pali dagli Sharks In Your Mouth, colleghi italiani del panorama metalcore. Discutiamo anche di questo featuring.

 

Andy è una persona che stimiamo e apprezziamo, e avere una collab tutta italiana ci attirava parecchio. Dobbiamo davvero ringraziarlo per la sua ottima disponibilità e professionalità e dobbiamo ammettere che le sue linee vocali insieme alle nostre ci stanno davvero bene!

 

 

  • Qual è il brano più melodico del vostro nuovo album, quale quello più heavy e quale quello più sperimentale in assoluto?

 

Il brano più melodico è anche quello più sperimentale ed è certamente Black Rose, un brano diverso dai nostri standard: l’inizio della canzone è accattivante, ma subito diventa melodica e c’è un “tappeto” di synth che accompagna la voce in gran parte del brano. Abbiamo addirittura sperimentato un po’ di autotune insieme all’uso di voci più morbide e falsetti. Invece il brano più Heavy possiamo dire che sia Oblivion, un ritmo incredibile….

 

 

 

 

  • Quali sono state le situazioni che vi hanno messo maggiormente alla prova durante il processo di scrittura e recording del disco e quali invece le cose che si sono rivelate più semplici e naturali?

 

Alcuni pezzi sono usciti subito e abbiamo davvero impiegato poco tempo per completarli, altri sono stati in stand by anche per mesi, ma credo sia una cosa molto normale nelle band, perché se non ti esce la melodia giusta o non trovi la struttura della canzone che ti piace fino in fondo rimani fermo. La cosa migliore è andare avanti, cambiare canzone e ritornare su quella dopo tempo, così le idee ritornano.

 

 

  • Se aveste l’opportunità di essere la band di apertura di 3 delle vostre formazioni metalcore preferite, con chi vi piacerebbe essere in tour?

 

Attila perché sarebbe troppo divertente. Bring Me The Horizon, semplicemente perchè sono arrivati a quel livello di mainstream dove si può solo imparare, e Architects, i numeri uno in assoluto.

 

 

  • Raccontateci il momento più memorabile di questi ultimi due anni di DEEP AS OCEAN, un concerto o un ricordo che vi piacerebbe condividere.

 

Sicuramente sono state le varie “scampagnate” per andare a girare i video, soprattutto quello di Broken Dreams in Veneto a Caorle e quello di Hourglass sulle alpi bresciane, delle vere avventure!

 

Il concerto da ricordare invece è stato quello in apertura ai Crystal Lake, mentre come ultimo ricordo da incorniciare è la recente entrata nella playlist di spotify “New Core” del nostro singolo “Knives and Flames”, playlist di riferimento principale per il nostro genere con 400.000 followers.

 

 

 

 

  • Che cos’altro possiamo aspettarci dai DEEP AS OCEAN per questo nuovo 2020 e che cosa bolle in pentola per l’immediata promozione di CROSSING PARALLELS? Anticipazioni, date live o qualunque dettaglio vi sembri rilevante.

 

Speriamo che l’album piaccia e arrivi a quanta più gente possibile. Sicuramente ci saranno date da gennaio in poi (ma forse anche prima…), e speriamo anche di valicare i confini italiani, visto che a livello di copertura di ascolti siamo molto gettonati in Germania, UK e USA.

 

 

Grazie del vostro tempo ragazzi. Vi facciamo un grande in bocca al lupo per la promozione del vostro fantastico album. Vi continueremo a tenere sotto al radar e speriamo di riuscire ad assistere anche a una vostra data live!

 

Grazie a voi! Ci vediamo sotto al palco!

 

 

DEEP AS OCEAN – CROSSING PARALLELS tracklist:

 

1. Crossing Parallels

2. Hourglass (feat. Mattéo Gelsomino)

3. Knives and Flames

4. Oblivion

5. The Sinking Ship

6. Underwater

7. Feels Like Nothing (feat. Andy Pali)

8. Floating Anchor

9. Black Rose

 

 

 

 

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