Intervista con i THE END AT THE BEGINNING: il sound, il concept e lo storytelling personale del nuovo ELEMENTS EP.

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Intervista con i THE END AT THE BEGINNING: il sound, il concept e lo storytelling personale del nuovo ELEMENTS EP.

 

 

 

SICK AND SOUND presenta un’intervista con i THE END AT THE BEGINNING, una formazione metalcore italiana attiva da Bologna. Armata di un sound inconfondibile, integrato a una componente orchestrale e uno storytelling personale, la band torna sulla scena con il nuovo EP ELEMENTS, in pubblicazione il 1 giugno 2020. La formazione si era affacciata sul panorama metalcore con un primo EP e il full-length di debutto Appearances arrivato nel 2014, seguito da Revelations nel 2016. Li ritroviamo con un una nuova identità musicale, personale e un album concettuale che abbiamo avuto l’opportunità di approfondire nel dettaglio in questa intervista.

 

 

 

 

Alessandra ha scambiato due chiacchiere con i THE END AT THE BEGINNING per conoscere meglio il loro percorso, le influenze musicali, la storia del nome e i generi esplorati fino ad oggi. Abbiamo scoperto il processo creativo e di scrittura del nuovo EP ELEMENTS e l’ispirazione tematica che lega quattro tracce, quattro elementi naturali e quattro sfere della condizione umana. Abbiamo approfondito la componente orchestrale che rende distintivo il sound dei TEATB e la visione che la band desidera trasmettere con la musica. Abbiamo inoltre approfondito alcuni brani, l’esperienza live accanto a icone mainstream del genere metalcore, i progetti per l’imminente futuro e molto altro.

 

Per la recensione traccia per traccia di ELEMENTS EP di SICK AND SOUND: www.sickandsound.it/the-end-at-the-beginning-il-metalcore-incontra-lorchestrale-e-uno-storytelling-autentico-nel-nuovo-ep-elements.

 

 

 

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  • Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di SICK AND SOUND. Iniziamo discutendo come e quando si sono formati i THE END AT THE BEGINNING e delle influenze in termini di band che hanno ispirato il vostro percorso fino a oggi.

 

Grazie a voi ragazzi dell’opportunità. I The End si sono formati nel lontano 2011. Tre di noi vivevano nella stessa città, Sasso Marconi. Andavamo ancora alle superiori e nella nostra città a fine estate ci sarebbe stato un concerto con band emergenti. Quindi, fondamentalmente, ci siamo trovati qualche settimana prima apposta per poter partecipare a quel concerto con il solo scopo di divertirci. Indubbiamente le band che inizialmente ci hanno ispirato maggiormente sono state gli August Burns Red, i Parkway Drive e i Memphis May Fire.

 

 

  • Mi piacerebbe conoscere la storia dietro al vostro nome e saperne di più circa i motivi che vi hanno spinti a sceglierlo.

 

Il nostro nome è nato molto di getto da un’idea del nostro primo cantante in assoluto, Marco Maldarella, proprio perché ci serviva un nome con cui presentarci al nostro primo concerto. Sul momento, in realtà, l’idea era quello di mantenerlo provvisoriamente, giusto per partecipare all’evento. Alla fine abbiamo procrastinato talmente tanto che non avrebbe avuto senso cambiarlo e allora abbiamo cercato di dare un senso a questa scelta. Il senso postumo che abbiamo provato a darvi è stato che: tutto ciò che esiste presenta, già dall’inizio del proprio percorso, il segno della propria fine (la nascita come condizione necessaria alla morte in poche parole).

 

 

 

 

  • Quali altri generi avete esplorato prima di collocarvi nel vostro attuale genere e qual è il vostro punto di vista riguardo il panorama metalcore in Italia?

 

In realtà noi siamo cresciuti con il metal e la band è nata proprio con l’intento di suonare metal quindi, da questo punto di vista, il percorso iniziale è stato abbastanza spontaneo. Ovviamente ognuno di noi aveva il proprio background musicale che nel complesso spaziava da elementi più legati al metal classico e al prog, fino a metalcore, post-hardcore e anche deathcore. Quella del metalcore è risultata quindi essere la scelta più spontanea e naturale all’epoca.

 

 

  • Il 1 giugno 2020 siete tornati sulla scena con il nuovo EP ELEMENTS che racchiude una nuova identità musicale e personale. Per quanto tempo avete lavorato a questo album e qual è stato il processo di scrittura e creativo che avete adottato rispetto ai precedenti Appearances del 2014 e Revelations del 2016?

 

Abbiamo iniziato a lavorare ad Elements verso metà del 2018, finendo tutta la produzione compresa di mix e master a dicembre 2019. Il tutto ci ha richiesto quindi circa un anno e mezzo anche a causa dei vari problemi insorti duranti il percorso a causa dei cambi di line-up. A differenza dei precedenti lavori, per Elements i brani sono stati composti a partire già da una visione globale e definita riguardo a ciò che ogni brano avrebbe trattato, là dove invece i precedenti lavori hanno visto una composizione meno organica.

 

 

 

 

  • Oltre alla musica, ho trovato uno storytelling del tutto personale che rende ciascuna traccia diversa e dotata di una personalità unica. Parliamo dell’ispirazione tematica di ELEMENTS EP e di come i quattro elementi naturali, nel vostro album, siano collegati a una specifica sfera della condizione umana.

 

Esatto, in ogni brano si è voluta esplorare una precisa condizione umana, associando ad ogni elemento ciò che l’elemento stesso richiamava nella nostra mente: l’acqua l’abbiamo associata a sentimenti di malinconia, tristezza e alla paura legata alla perdita della persona amata; aria, l’elemento associato alla libertà per antonomasia, l’abbiamo legata alla paura dell’assenza di libero arbitrio; il fuoco è stato associato all’ira distruttiva, tentatrice, accecante che solo una volta placata rende consapevoli del danno causato intorno a noi; la terra, l’elemento per noi rappresentante il custode delle nostre memorie, l’abbiamo associato alla paura di essere dimenticati.

 

 

  • Quale messaggio, visione generale o significato vogliono trasmettere i THE END AT THE BEGINNING con la loro musica?

 

Il nostro scopo è quello di raccontare sia storie che esperienze vissute o che potremmo vivere, cercando di trasmettere pensieri, emozioni e valori che condividiamo tra di noi sperando che chi ci ascolta possa rispecchiarsi e trarre spunti su cui riflettere. 

 

 

 

 

  • Parliamo di uno degli elementi fondamentali che rendono il vostro output sonoro tipicamente riconoscibile: la componente orchestrale. Da cosa nasce questa ispirazione e come è stata integrata?

 

Fondamentalmente anche gli elementi orchestrali sono una conseguenza del nostro background musicale: le colonne sonore ci hanno sempre affascinato e perciò abbiamo deciso di integrarle nel metalcore. Il processo ci diverte molto al momento e il risultato ci piace.

 

 

  • Qual è il brano più sperimentale in assoluto del vostro album e quale quello che vi ha messo maggiormente alla prova durante il processo di scrittura e recording del disco?

 

In realtà in ogni brano abbiamo cercato di sperimentare qualcosa di nuovo quindi sarebbe difficile poter rispondere in maniera univoca a questa domanda. Per quanto riguarda eventuali difficoltà di composizione, in realtà non ne abbiamo trovate di particolari, sia perché siamo appunto partiti da una chiara idea iniziale definendola abbastanza dettagliatamente, sia perché, essendo comunque un percorso diluito nel tempo, si ha la possibilità di affrontare i problemi un passo alla volta. Per la registrazione invece cerchiamo sempre di arrivare sempre molto preparati apposta, poi fortunatamente c’è sempre Federico Ascari, il nostro produttore.

 

 

  • Se aveste l’opportunità di essere la band di apertura di 3 delle vostre formazioni metalcore preferite, con chi vi piacerebbe essere in tour e in quale location?

 

Sarebbe bello poter andare in tour con Architects, Fit For A King e August Burns Red. Ci piacerebbe andare a suonare all’Alcatraz poiché è una location che abbiamo visto solo da spettatori, e poi ci piacerebbe poter partecipare ai mega-fest europei.

 

 

 

 

  • Parliamo della vostra esperienza live sullo stesso palco di icone del genere come Betraying The Martyrs, Counterparts, Kingdom Of Giants, Burning Down Alaska, Polar e molti altri. Raccontateci il momento più memorabile di una di queste date live o un ricordo tra questi che vi piacerebbe condividere.

 

Di momenti memorabili ce ne sarebbero all’infinito, a partire dai viaggi in macchina tutti assieme assolutamente intrisi di disagio e risate. Il concerto è solo una piccola parte delle esperienze che si vivono suonando con gli amici. A parte questo, uno dei momenti più memorabili è stato il release parti di Appearances nel febbraio del 2014: abbiamo suonato al FOH di Bologna in un palco assolutamente strepitoso davanti a tantissime persone, condividendolo con band del calibro dei Counterparts. L’altro che non dimenticheremo è stato il “Farewell Show” di Nicola.

 

 

  • Che cos’altro possiamo aspettarci dai THE END AT THE BEGINNING per questo 2020 tra tutte le difficoltà per la scena live che ha comportato il COVID-19?

 

Speriamo in tante nuove date per poter potare in giro questo nostro ultimo lavoro e in tanta nuova musica perché abbiamo tante cose che vogliamo raccontare e condividere.

 

 

Grazie del vostro tempo ragazzi. Un grande in bocca al lupo per la promozione del vostro fantastico album. Vi terremo d’occhio e speriamo di riuscire ad assistere presto anche a una vostra data live!

 

 

The End At The Beginning – Elements tracklist:

 

1. Fire

2. Air

3. Earth

4. Water

 

 

 

 

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