Intervista esclusiva ai PROSPECTIVE: il processo creativo e tutti i dettagli del nuovo album ALL WE HAVE.

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Intervista esclusiva ai PROSPECTIVE: il processo creativo e tutti i dettagli del nuovo album ALL WE HAVE.

 

 

 

SICK AND SOUND presenta un’intervista esclusiva con i PROSPECTIVE, formazione progressive metalcore italiana da Bologna con Pietro Serratore,  Luca Zini, Davide Ruggeri, Stefano Baldanza e Flavio Cacciari.

 

La band ha pubblicato il terzo album in studio ALL WE HAVE il 17 gennaio 2020 tramite Long Branch Records, follow up del precedente Unreal. Abbiamo colto l’occasione per scambiare due chiacchiere con i Prospective per approfondirne il percorso, il contratto discografico e l’evoluzione in termini di processo creativo e di scrittura dai precedenti lavori.

 

 

 

 

In questa intervista che Alessandra ha avuto con FLAVIO e LUCA abbiamo discusso in dettaglio il songwriting, l’ispirazione tematica e l’incastro iconico di double vocals della formazione bolognese. Abbiamo approfondito alcuni dei brani estratti dal disco: KILL ME, AGAINST ALL ODDS e DISOBEY e parlato del prossimo show in arrivo per i PROSPECTIVE e molto altro ancora.

 

 

 

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  • Ciao ragazzi e benvenuti, è un vero piacere per me avervi qui. Chi sono i Prospective? Iniziamo a scaldarci un po’ parlando del vostro percorso fino ad oggi e delle influenze che hanno catalizzato il formato di progressive metalcore che proponete.

 

FLAVIO – Diciamo che una versione beta strumentale dei Prospective è nata nel 2013 per poi iniziare a pieno regime dal 2015. Parlare di influenze specifiche ci viene spesso molto difficile in quanto ascoltiamo davvero tantissima roba, soprattutto generi spesso magari considerati lontani dal metal come l’R&B o l’Hip Hop. Sicuramente su All We Have queste influenze sono emerse di più rispetto ad Unreal .

 

 

  • Siete correntemente sotto l’egida di una delle pochissime etichette che detengono i roster più forti del metalcore in Europa, la Long Branch Records accanto a formazioni del calibro di The Royal, soltanto per nominarne una. Quali aspettative e quale mood accompagnano questo fantastico contratto?

 

LUCA – Siamo felicissimi di fare parte di una grande famiglia come quella di LBR! Quando ancora All We Have non era altro che qualche idea abbozzata, avevamo come obiettivo quello di farlo uscire sotto etichetta e, con un pizzico di fortuna e tanta determinazione, così è stato. Rendersi conto delle grandi realtà di cui siamo contornati in LBR è pazzesco ma siamo pronti a dare il tutto per tutto per continuare a crescere. L’aspettativa è sempre altissima e gli obiettivi prefissati sempre più ambiziosi, tra cui sicuramente quello di suonare live più spesso in Europa e non solo.

 

 

 

 

  • I Prospective hanno appena varcato la soglia del terzo full-length con ALL WE HAVE, in pubblicazione lo scorso 17 gennaio 2020. Come si è evoluto il vostro processo creativo e di scrittura dal vostro primissimo lavoro, Chronosphere EP, o rispetto ai precedenti Beyond e Unreal? Quale progressione sonora e quali nuovi elementi sono entrati a far parte del signature sound dei Prospective?

 

FLAVIO – Il processo di song-writing non è cambiato molto dal nostro primo lavoro. È sempre stato un processo abbastanza rilassato anche grazie al fatto che il 99% di ciò che scriviamo e registriamo viene fatto a casa mia. Avere uno spazio proprio dove sedersi a comporre senza limiti di orari o altro è sicuramente vantaggioso. Una cosa che sicuramente possiamo dire è che rispetto ai lavori precedenti, All We Have è un disco più strutturato e pensato, abbiamo inoltre avuto modo di sperimentare molto con i synth e con suoni come esplosioni e hi-hat tipici della Trap.

 

 

  • Proprio a partire dal vostro marchio di fabbrica ancora rivolto della perizia tecnica, il disco sembra essere calibrato su una formula heavy che integra maggiormente il melodico, l’atmosferico drammatico, e ritornelli magnetici destinati a essere ricantati all’istante in versione live. Parliamo delle caratteristiche che, secondo voi, rendono ALL WE HAVE un album non scontato e unico tra i prodotti del momento.

 

LUCA – All We Have è frutto di anni di tentativi musicali, alcuni falliti e altri riusciti, ed è influenzato dai più svariati generi, come dicevamo prima ad esempio dall’R&B a cui ci siamo ispirati per i ritornelli magnetici, dalla trap per gli stacchi elettronici, dal metalcore i potenti breakdown e dal Prog I riff più complessi e vari ritmicamente. Abbiamo avuto voglia di essere più diretti nella scrittura, lasciando meno spazio ai virtuosismi, con l’obiettivo di penetrare con immediatezza l’animo e la sensibilità delle persone.

 

 

 

 

  • La resa dell’album attinge all’intero spettro delle emozioni e a tematiche che riflettono il vissuto personale. Parliamo delle lyrical themes che i Prospective hanno discusso attraverso le tracce e del messaggio, se ne avete uno, che vorreste comunicare con la vostra musica.

 

LUCA – I testi di AWH, a differenza dei nostri precedenti lavori, sono intimi, sinceri ed estremamente personali. Io, Flavio e Pietro abbiamo scritto tutti i testi del disco ispirati da situazioni di sofferenza, disagio o particolare felicità che hanno alimentato le nostre vite negli ultimi due anni. Ricorrono le tematiche, ad esempio, del conoscere a fondo sé stessi con la paura di perdersi o di perdere il controllo, il dolore di perdere una persona amata o di un amore che finisce, l’odio verso un mondo controllato dai media e da persone che indossano maschere, lo sbaglio di adeguarsi in silenzio alla massa, lo stare immobili davanti ad un mondo che muore, gli orrori della guerra. Questi sono i temi principali del disco, ciò che vogliamo comunicare con forza attraverso ogni elemento di esso. Penso che il messaggio dell’intero disco in breve sia quello di comunicare con forza ciò che si prova e si pensa.

 

 

  • Il disco è stato curato al dettaglio, quindi mi piacerebbe sapere quanto è durato il processo di scrittura o recording e quali sono stati gli ostacoli con cui avete dovuto confrontarvi?

 

FLAVIO – La prima canzone ad essere stata composta è stata “Against All Odds” e risale a Luglio 2018, praticamente qualche mese dopo l’uscita di Unreal. Da li abbiamo sempre scritto ogni volta che ci veniva naturale. Ci eravamo prefissati di fare il disco e sicuramente avere le idee chiare sul come lo volevamo ci è stato di grande aiuto. L’ostacolo più grande diciamo che è stato il tempo in quanto tante cose sono accadute velocemente per noi dall’uscita di Unreal nel 2018 ad oggi. Però siamo super soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto.

 

 

 

 

  • Parliamo della vostra combinazione eccezionale di clean vocals e harsh vocals. Come si interfacciano Pietro e Luca quando lavorano insieme alla linea vocale?

 

LUCA – Nello scrivere i testi e le linee vocali del disco, io e Pietro abbiamo deciso di dividerci le parti; io mi sarei occupato di tutti i clean e lui degli scream. Ciò non era mai avvenuto in precedenza, poiché Pietro ha sempre cantato anche le parti melodiche nei dischi precedenti. Penso che sia stata una scelta vincente che ci ha consentito di focalizzarci su una tecnica vocale specifica e di dare il massimo nella stessa. In questo modo è anche stato più facile scrivere metriche adeguate per i testi, avendo già in mente la cornice ritmica o melodica nella quale inserirli. Lavorare con Pietro è sempre naturale e spontaneo, spesso l’intesa, l’istinto, il cuore e il gusto prevalgono su tutto.

 

 

  • Mi piacerebbe discutere alcune tracce stand out del disco con voi: KILL ME, AGAINST ALL ODDS e DISOBEY e qualsiasi dettaglio vogliate condividere a riguardo.

 

FLAVIO – “Kill Me” è un brano che ho scritto di getto in un periodo molto nero dove ho raccolto tutte quelle sensazioni negative che mi circondavano e le ho buttate a raffica dentro una canzone. Sicuramente un brano molto semplice ma molto d’impatto. Come dicevo prima “Against All Odds” è stata la prima canzone che ho scritto per questo album ed è uscita fuori molto casualmente dopo una notte insonne, per noi è sempre stata una buona candidata ad essere un singolo, e così è stato da subito anche per tutto il nostro team.

 

LUCA – Quanto a “Disobey” penso che risalti nel disco per la potenza e l’arroganza sonora di ingresso e la costanza di ritmo e groove che si mantengono costanti per tutta la durata del pezzo. Il ritornello è super catchy e le armonie di voce e chitarra aiutano a risaltarlo. La musica è mia e di Flavio mentre il testo mio e di Pietro. “Disobey” va contro ad un mondo basato su finzione ed ignoranza, con l’obiettivo di rimuovere le maschere sociali e imparare ad essere ciò che si è realmente.

 

 

 

 

  • Quanto è importante quando parliamo di metalcore assestare un breakdown mastodontico in un brano e come si colloca all’interno di un arrangiamento per risultare veramente memorabile?

 

LUCA – Il momento del breakdown, come quello di un buon intro o di un ritornello ben assestato, è sicuramente uno dei più delicati da gestire all’interno di un arrangiamento. Potrebbe infatti risultare troppo scontato o “già sentito”, troppo semplice o troppo intricato.

 

Come per tutte le cose, trovare un buon compromesso, soprattutto per il nostro modo di scrivere, è la chiave di tutto. Cerchiamo quindi di trattarlo con attenzione e delicatezza, ma anche spesso con un pelo di “ignoranza” e “cattiveria” in modo che si prenda lo spazio necessario e consono all’interno della canzone, senza esasperarlo.

 

 

  • Se aveste l’opportunità di essere la band di apertura di 3 delle vostre formazioni metalcore preferite, con chi vi piacerebbe essere in tour?

 

LUCA – In questo momento direi di getto Polaris , Northlane e sicuramente mi piacerebbe fare un bel tour con i Dayseeker . Penso che i nostri generi siano piuttosto affini e nutro una stima sconfinata per il loro cantante. Sarebbe una fortuna ed un onore pazzesco suonare a stretto contatto con loro. Il loro ultimo disco è magnifico, ne consiglio a tutti l’ascolto!

 

 

 

 

  • Parliamo invece della vostra esperienza live in Europa e in Italia che vi ha visti sul palco dell’Euroblast Festival / Long Branch Records Summer Fest, al Dissonance Festival e condividere il palco di nomi importanti tra cui i Novelists FR, Monuments, Polaris, Bad Omens. Raccontateci un episodio memorabile con questi artisti.

 

FLAVIO – Al Dissonance Festival abbiamo avuto modo di fare amicizia con Daniel (batterista dei Polaris) e Nick (batterista dei Bad Omens) e ovviamente considerato che Daniel ha origini Italiane abbiamo parlato tantissimo di cibo. Ragù, lasagne e tortellini, da veri Bolognesi (ahahah). In generale una cosa che spesso notiamo è come alla fine tutte le n band sono composte da persone a cui piace fare musica, fare amicizia e incontrare nuova gente. 0 spazio per la spocchia.

 

 

  • Un’ultima domanda per avere maggiori dettagli sul vostro release party e sui vostri show in arrivo o qualunque altra anticipazione vogliate condividere con i lettori di SICK AND SOUND.

 

FLAVIO – Il 22 Febbraio saremo al Circolo Bunker di S. Matteo della Decima (Bologna) con Damn City, Fankaz, Deep As Ocean e tantissimi altri amici per presentare ufficialmente live e festeggiare l’uscita del nostro nuovo album. Sarà una delle pochissime date Italiane di tutto il 2020, molto probabilmente l’unica in “casa”. Per quanto riguarda date future, al momento non possiamo dire molto, ma torneremo in giro per l’Europa molto presto.

 

 

Grazie mille del vostro tempo ragazzi. Congratulazioni per ALL WE HAVE e in bocca al lupo per la promozione. Spero di potervi vedere presto in versione live per ricantare con voi tutti i fantastici ritornelli dell’album che non mi hanno più mollato!

 

 

Prospective – All We Have tracklist:

 

1. Kill Me
2. Alone I Stand
3. Liar
4. Against All Odds
5. All We Have
6. Losing Control
7. Dust And Memories
8. Nobody’s Safe
9. Disobey
10. Battlefield

 

 

 

 

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