InVisions al secondo assalto in versione full-length: Between You And Me.

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InVisions.

 

 

 

 

Dalla qualitativa offerta metalcore inglese, gli InVisions, il nuovo acquisto di StaySick Recordings. Sono una band piuttosto recente proveniente da York con Ben Ville alle vocals, i chitarristi Alex Scott e Lucas Gabb, il batterista Josh Hardy. Avevano esordito nel 2017 con il primo album in studio in release indipendente Never Nothing. Sono al secondo album in studio Between You And Me pubblicato l’8 febbraio 2019 tramite StaySick Recordings.

 

 

 

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InVisions. Between You And Me.

Overview

 

 

 

 

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InVisions. Between You And Me.

Track by track review

 

 

 

 

Apre in crunch guitar Good for Nothing e si snoda sulla devastazione sonora senza pietà di chitarroni e boato di bassi con intreccio melodico sul chorus. Dispone in prima linea una linea vocale pulita e una linea vocale distorta, la prima accompagna il ritornello, la seconda in mid growl e low growl si contorce biforcandosi o congiungendosi nei versi. Il brano ha un involucro malinconico favorito da un arpeggio retrostante e archi che accentuano la struttura melodica. Il formato che si ritrova qui si serve di una formula inflazionata di aggressivo e melodico.

 

Dal malinconico al tedioso, il singolo Too Far Gone, rilasciato prima dell’uscita ufficiale del disco. Si tratta di un brano tormentato nel giro di chitarra che lo supporta, languido e oscuro, quanto il caos soprastante di strumentale fragoroso e harsh vocals infernali che dispensano anche un gustosissimo “blegh”. La coda di chiusura del brano è la sezione più bella, di blast beats chirurgici e ripetizione del ritornello in diverse linee vocali, pulito e distorto, con condimento di sintetizzato.

 

 

 

 

Follow Me è un pezzo che nel ritornello ammicca al post-hardcore e al melodic hardcore, tanto nella ritmica quanto nel cantato. Le vocals sono effettate elettronicamente per aggiungere un ulteriore componente mostruosa, mattanza strumentale e vocale che si dissipa sul ritornello melodico disciogliendo anche un lungo assolo appena passata la metà.  La brutalità è decisamente edulcorata sul chorus. Sulla stessa versione di ritornello, un brano più avanti nella tracklistMemoriam. Un pezzo fortemente contaminato dall’elettronico sul versante sci-fi e introdotto da effetti industriali, sfiora il progressive sulle corde. La melodia si manifesta sul ritornello che ammicca al post-hardcore e che trova la sua collocazione più scenica in coda al brano.

 

Con apertura suggestiva e un tocco di apocalittico negli archi che si intrecciano all’intero arrangiamento, Worlds Away. In questo brano la doppietta di low range growl e mid è messa in vetrina insieme al pulito. Una larga presenza di synth ha tutto da regalare al brano distendendo atmosfere sospese ed evanescenti, quanto il fragile arpeggio della seconda metà. Un brano che spicca col suo bel catchy chorus ricantabile e memorabile, si accoda ai preferiti del disco.

 

 

 

 

Too Little, Too Late: banger tra i bangers ha alzato l’asticella delle aspettative rispetto alla pubblicazione del nuovo disco degli InVisions. È un brano ostile sotto tutti i punti di vista, dalle lyrics all’arrangiamento. Giri di chitarra stridenti tengono sul filo del rasoio e sulla tensione del pezzo. Breakdown per gli amanti del genere e quanti elementi sintetizzati si possano infilare tra le intercapedini di un brano da denti digrignati. Con bassi profondi e presenza scenica di harsh vocals infuocate, apre e chiude le fauci sull’ascoltatore.

 

 

 

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Senza fronzoli, spara in faccia un assalto di riffing super tagliente in faccia all’ascoltatore, mitragliando sul tappeto ritmico: Heretic. Accelerazioni, rallentamenti e breakdown aprono voragini sull’esecuzione mentre il cantato non si arresta mai, quando si ripete in loop costante, quando si trascina negli istanti di growl più spaventoso e blegh” a volontà. Brutale ma poco memorabile.

 

Con una convincente introduzione, in grado di solleticare il gusto e la curiosità Dead to Me, sulle cui iniziali note sospese da movie sountrack suggerisce all’ascoltatore che la progressione porterà proprio a quello che l’ascoltatore cerca, l’esplosione e il breakdown. Un retrostante backdrop di tastiere e synth si uniscono al lead di elettrica principale del brano. La canzone porta non poco rancore nel testo e lo esprime a pieni polmoni e pieni cilindri, causando lheadbanging e il coinvolgimento totale sul catchy chorus, dove la brutalità e all’apice dell’orecchiabile. Un brano potente e ignorante quanto basta a guadagnarsi il riavvolgimento.

 

Gli InVisions tornano ad inclinarsi sul melodico con LifeLost dove riescono a sprigionare nella ferocia più rovente una portata incredibile di armonia nel ritornello. Oltre ad essere un chorus in voce pulita, tocca anche l’apice dell’energia e dell’espressività, abbracciato a un glorioso guitar lead centrale e si guadagna il ricantato. Il brano dispone di un elemento pianoforte in tocchi di vetro sottostante che integra l’armonia di fondo e spezza l’assalto sonoro sovrastante di fulminanti blast beats, start and stop e bassi di granito.

 

 

 

 

Un bel crescendo di sole chitarre anticipa Down & Out, un brano che si erge ancora su un’architettura brutale-melodica e un lavoro sublime di elettriche, ipnotico all’ascolto nei versi, quanto gli archi sinfonici lo sono sul ritornello. Emerge un assolo dal minuto 2,44 e si porta via l’ultima ripetizione di un ritornello squisito, ricantabile, orecchiabile e memorizzabile. Se ne va con l’ultima parvenza di pianoforte.

 

Gloria di riffing start and stop in combinazione miracolosa di pelli e basso: Never Enough. Grande numero sul finale, reminiscente di Born Of Osiris, con alta produzione e numerosi elementi che ne contribuiscono alla potenza. Contiene il ritornello più orecchiabile di questo nuovo disco degli InVisions. Fulminante e battente, spintona non poco ma è uno dei pezzi metalcore per eccellenza. Un assurdo verso in cantato in rapping si incastra al pulito del chorus, mastodontici breakdown in sequenza di chiusura e un costante tappeto di archi regalano un momento unico della selezione.

 

Destined to Fail si porta via il disco, dopo aver messo in atto un sussultorio show, con un lunghissimo assolo e le ultime atmosfere di cui Between You And Me è intriso.

 

L’ultimo brano lascia un senso di appagamento generale di un album con qualche traccia che si somiglia su una formula già conosciuta, ma in definitiva, con un buon numero di brani preferiti e atomici in versione dal vivo.

 

 

Rating: 8.8/10

Brani suggeriti: Good For Nothing, Too Far Gone, Worlds Away, Too Little Too Late, Dead To Me, LifeLost, Never Enough

 

 

 

 

 

InVisions – Between You And Me tracklist:

 

1. Good for Nothing

2. Too Far Gone

3. Follow Me

4. Worlds Away

5. Too Little, Too Late

6. Heretic

7. Memoriam

8. Dead to Me

9. LifeLost

10. Down & Out

11. Never Enough

12. Destined to Fail

 

 

 

 

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