KINGDOM OF GIANTS: la formula calibrata di heaviness e melodic catchiness del quarto album PASSENGER.

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KINGDOM OF GIANTS

 

 

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I KINGDOM OF GIANTS (Julian Perez, Max Bremer, Jonny Reeves, Dana Willax, Red Martin, Truman Berlin) sono una band da sei membri proveniente dalla California e attualmente nel roster SharpTone Records come una delle formazioni più promettenti dell’attuale panorama metalcore. Varcano la soglia del quarto album in studio con PASSENGER, in pubblicazione il 16 ottobre 2020. Si tratta della prima release sotto l’egida SharpTone dopo l’uscita dal precedente contratto con InVogue Records e seguito di ALL THE HELL YOU’VE GOT TO SPARE dello scorso 2017.

 

Un album che per la pubblicazione ha impiegato un lungo lasso temporale e che era stato ventilato a partire dal lead single BLEACH, a seguito del quale abbiamo scambiato due chiacchiere con Max Bremer, uno dei tre chitarristi della formazione. Per l’intervista di SICK and SOUND con i Kingdom Of Giants: www.sickandsound.it/interview-max-bremer-of-kingdom-of-giants-on-latest-single-bleach-live-experience-and-fan-base.

 

 

 

 

KINGDOM OF GIANTS. PASSENGER.

Overview

 

 

 

Conosciuti per un formato sonoro che a partire dalle radici tipicamente metalcore classiche e dall’heaviness, miscela un’alta dose di orecchiabilità con indimenticabili ritornelli ricantabili, una combinazione di cantato distorto/pulito e un uso abbondante di sintetizzato che aggiungono una componente fondamentale nei KOG: la melodic catchiness. In questo lavoro viene proposto un metalcore altamente elettronico e dinamico. L’aggressività è smorzata da sezioni coinvolgenti e accessibili sul piano strumentale e vocale, sul lato del sound ostile e su quello dell’elisir sonoro, dove la potenza è il minimo comun denominatore di tutte le variabili.

 

 

 

 

KINGDOM OF GIANTS. PASSENGER.

Track by track review

 

 

 

Il quarto lavoro dei KINGDOM OF GIANTS parte proprio da quegli elementi distintivi di manipolazione elettronica e orecchiabilità che passa attraverso scenari suggestivi ottenuti mediante l’utilizzo del synth e l’innesto melodico sul piano vocale e strumentale. Si tratta della traccia di apertura Two Suns che mette in vetrina un formato di metalcore adatto a larghi palati del  genere per la commistione di aggressività e melodico in proporzione bilanciata con una spolverata di post-hardcore, clean vocals e un ampio catchy chorus ricantabile.

 

Per il brano successivo, Night Shift, i Kingdom Of Giants montano un’introduzione creativa che del tappeto elettronico retrò fa il protagonista di emozioni e atmosfere che abbracciano un nucleo heavy. In pezzi come questo emerge una forte influenza Northlane, Born Of Osiris e Bad Omens se vogliamo, di quel metalcore avvolto dall’elettronico in allungamento sulla versione più pulita dell’output sonoro. Lo strato sintetizzato riveste di fascino il brano e crea un involucro nebulizzato intorno a un fulminante lavoro di chitarra e chug che sussultano al centro dell’arrangiamento.

 

Attacca dal massacro sonoro senza fronzoli e screaming SYNC appoggiati su un tappeto ritmico tellurico e chitarroni roboanti, delizia di ogni orecchio metalcore all’ascolto. Come per molti altri brani della selezione, anche SYNC esplode sulla potenza di un ritornello coinvolgente e cantato a pieni polmoni, con tanto di gang chants che ne incitano la potenza, ventilato da un pre-chorus melodico. Breakdown e quant’altra bontà si esprima sulle accordature basse di questo pezzo, ne fanno il brano più inclinato al brutale.

 

 

 

 

Side Effect, appartiene alle tracce standout del disco per l’anthemic chorus che accoglie tra le intercapedini di un tosto arrangiamento. Similmente ai brani più forti, come Bleach, è un pezzo riavvolgibile e in grado di smuovere ammirazione su una composizione tanto capace di travolgere su un ritornello nato per la grande folla, ricantabile in sing along e quel tanto energico da spingere sull’headbanging dei passaggi più concitati. Un gran bel pezzo.

 

00397 è un interludio elettronico pulsante e ammortizzato che nelle tastiere ha un flair vintage e che fa a tutti gli effetti da ponte alla successiva Burner, che nel sottofondo mantiene quello stesso atmosferico evanescente e le stesse tastiere. Ma in primo piano accade molto di più, perché Burner è forse uno dei brani più tecnici del disco, con una maestria di dita nevrotiche e fretwork di corde serrate in chirurgia con bassi palpitanti e drumming sincopato. Attacca con una reminiscenza Wage War. Questo è un brano inclinato all’influenza progressive sul versante tecnico e melodico con una minore manciata di edulcorato sul ritornello spazioso.

 

Wayfinder incede con un‘introduzione accattivante e procede sulla falsa riga di band come Northlane. Altamente sintetizzata, Wayfinder è una delle tracce più memorabili per il ritornello carico, proposto in versione anthemic chorus, nato e scritto per la resa dal vivo. Il brano garantisce coinvolgimento attraverso il flusso e riflusso di una formula di heaviness e catchiness in ripartizione praticamente perfetta mantenendo l’asticella della potenza alta sull’uno e l’altro spettro. Un brano spettacolare. Seguono una serie di altri capitoli memorabili per la perla di un ritornello ricantabile, adagiato tra le fiamme di un arrangiamento che non spegne mai l’energia voltaica, ma che incorpora volentieri passaggi coinvolgenti e melodici, accessibili come trovato in band come i sopracitati Wage War e non solo. Quindi si tratta anche di Blue Dream che accoglie il featuring di Michael Barr dai Volumes, un gran bel brano metalcore con un ritornello contagioso.

 

 

 

 

Sleeper è un brano più malinconico, elettronicamente manipolato anche nella linea vocale. Sobbalza da cima a fondo e mantiene l’arrangiamento sul lato più tenace delle cose, esplodendo su un ritornello enorme, accessibile ma impetuoso. Ci sono una serie di interruzioni del flusso aggressivo con semi parlato, o nebulizzazioni in cui la voce robotica appoggia gli interludi sul synth minimalista.

 

Singolo introduttorio del nuovo Kingdom Of Giants, è anche il numero di prestigio che mi ha avvicinato a questa formazione: Bleach. Degno di essere stato il primo estratto, esplica tutte quelle caratteristiche che rendono il sestetto una formazione vincente nel panorama del metalcore giovane. Con il ritornello più virale dell’intero album, Bleach espone l’ascoltatore a una dose di violenza disciolta in soluzioni d’atmosfera e melodie spiazzanti. Il boato di corde in down tuned si scontra e si fonde con l’elettronico onirico che non solo riempie il backdrop del muro del suono, ma crea una serie di strutture in grado di rendersi indimenticabili per il fascino suscitato.

 

 

 

 

Con una base elettronica sincopata e un lead melodico magnetico in entrata, Lost Hills, un pezzo teatrale per le backing vocals che aleggiano insieme a un’abbondante uso di synth a sostegno dell’armonia del brano. Pensavate che un brano metalcore non potesse integrare l’armonia? Eccone un esempio. Un flusso e riflusso di bellezza e crudeltà, emozione e coinvolgimento, con un ritornello ampio e sognante, tanto quanto la soundtrack di un film. Bellissimo.

 

Per la traccia di chiusura The Ride c’è la collaborazione alla linea vocale della cantante degli Spiritbox, Courtney LaPlante. Si conclude il viaggio sulla nota più heavy, con un ultimo brano incendiario di chitarroni fulminanti e serrati. Non manca l’onnipresente presenza melodica di cui sono emblema le clean vocals, maschili sul catchy chorus e femminili tra i versi, ma il brano è pensato per aggredire e soltanto in brevissimi istanti concedere ossigeno.

 

Passenger è una release che brilla tra le pubblicazioni metalcore dell’anno e che spicca per la dinamica della selezione di brani che ruotano intorno a una formula fissa di heaviness e catchiness ma aggiungono questa o l’altra variazione per diversificare tracce dotate di una personalità unica e per la maggior parte in grado di innestarsi a lungo nella memoria. Un disco solido e vincente che si classificherà meritatamente tra gli album metalcore più forti di questo 2020.

 

Rating: 9.5/10

Brani suggeriti: SYNC, Side Effect, Wayfinder, Blue Dream feat. Michael Barr, Bleach, Lost Hills

 

 

KINGDOM OF GIANTS – PASSENGER Tracklist:

 

1. Two Suns

2. Night Shift

3. SYNC

4. Side Effect

5. 00397

6. Burner

7. Wayfinder

8. Blue Dream feat. Michael Barr

9. Sleeper

10. Bleach

11. Lost Hills

12. The Ride feat. Courtney LaPlante

 

 

 

 

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