La folle corsa attraverso il North Corridor a bordo di una Chevrolet Chevelle.

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Introduzione agli Chevelle.

 

 

 

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Con gli Chevelle inseriamo il jack direttamente nell’alternative metal proveniente degli States, in Illinois, dove nel 1995 la band si è formata adottando il proprio nome in rifacimento alla famosa Chevrolet Chevelle. La formazione attuale include i fratelli Pete Loeffler e Sam Loeffler, rispettivamente alle lead vocals e chitarra il primo, e alla batteria il secondo, insieme a Dean Bernardini per basso e backing vocals,  sopraggiunto al posto dell’altro fratello Loeffler, Joe, bassista fino al 2005. La discografia di questo trio di headbangers conta otto album in studio, due album live e una collezione di brani in versione riarrangiata.

 

Lo scorso 8 luglio 2016 gli Chevelle hanno lanciato il loro ottavo disco, The North Corridor in release per Epic Records.

 

 

 

CHEVELLE. The North Corridor.

Panoramica.

 

 

 

The North Corridor è l’abum più loudest, con le dieci tracce più heavy del power trio dell’alternative metal. Un disco molto compatto e blindato nelle sonorità, che riesce a travolgere dal principio alla fine, senza spazio per momenti di calma serenità. 

 

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Il tutto sigillato da Pete Loeffler, un cacciabombardiere nel trapassare linee melodiche, heavy, distorsioni vocali in pitch vocale tanto alto da capogiro e voce pulita, passaggi più familiari alla Chevelle e trincee sonore più rischiose. L’arma da offensiva più potente degli Chevelle è nel suo frontman. Ma Pete non attacca da solo, ha come compagni di armi il bassista Dean Bernandini e il batterista Sam Loeffler, la cui potenza non viene sminuita, perché sono in prima linea a creare una delle band più consistenti di due decadi dell’alternative metal.

 

 

 

CHEVELLE. The North Corridor.

 Track by track.

 

 

 

Un disco che apre senza sprecare tempo sfondando la porta a calci con Door to Door Cannibals, la mia preferita in assoluto. L’album pesta da qui l’acceleratore delle sue sonorità metal e non lo molla più. La traccia vale la pena di essere ascoltata in cuffia, gran bel pezzo che attacca con una linea di chitarra monocanale che poi si spinge in entrambi gli speakers. Brano al sapore di grunge graffiante e fry screaming, con riff di chitarra e drums pattern accattivanti ad intrecciarsi sulle vocals di Pete Loeffler, arrabbiate e aggressive, che reggono il volante di questo veicolo ad alta velocità e coinvolgimento dell’ascoltatore che nella corsa, canta il refrain assieme a lui. La traccia include uno dei guitar solo più notevoli del disco nella seconda sezione. 

 

 

Guarda il video di Door to Door Cannibals:

 

 

 

 

Enemies vira e corre in velocità su ritmica sostenuta, passando per il via e lasciando le sgommate di una sonorità ancora heavy e high screaming epici. Questo cantante deve avere un diaframma di ferro per sostenere i suoi screaming in vocal fry di questa altezza vocale.  Joyride (Omen) è il lead single dell’album, con fuzz bass line in distorsione diabolica in apertura, seguita da riff taglienti come rasoi, drums martellanti e voce che si diletta in un angosciante sfiorato sussurrato, tecnica cry, che poi sguinzaglia il suo screaming più primordiale, stridente e secco in esplosione sonora.  Brano molto potente e decisamente hard-hitting.

 

Segue una schizofrenica Rivers, che salta da clean and clear vocals su strimpelli di chitarra flamenchi e drums tamburellanti, a sfociare nel nuovo assalto degli screaming sonici di questo frontman assurdo. Unfolding del brano intrigante su virate costanti nella ritmica, nei riff e vocals che bastonano più incalzanti che mai in direzione della seconda metà. Un brano unico nella dinamicità vocale e strumentale. Last Days si avvia con intro strumentale suggestiva prima di irrompere in distorsione vocale disperata. In questo brano il bassista dà sfoggio alle sue micidiali basse frequenze, cosi come in Young Wicked e Warhol’s Showbiz.

 

 

Ascolta Rivers:

 

 

 

 

Young Wicked attacca il fuoco all’istante, l’impatto è folgorante. Il brano prende a pugni e si dimena fra percussioni incalzanti, grunch guitar, riff sincopati, testualità ermetiche a larga interpretazione sorvolanti la tematica del lavaggio del cervello delle generazioni moderne. Il brano gioca con cori in echoing di bambini mentre siamo spintonati e trascinati via durante il corteo dal chorusYes Sir Young Wicked Yes Sir”. Warhol’s Showbiz è un pezzo che picchia su batteria e riff aguzzi, accompagnato dal ronzio della sua chitarra, qualche altro lead riff smorzato su basso, chorus contagioso su cui stridono gli screaming.

 

 

L’ottavo brano Punchline, apre con un’atmosfera nefasta da soundtrack di film spettrale e inquietanti vocals. Una sospensione intrigante ed evocativa su drums elettroniche minimali, riff di basso mite a sfiorare il synth, double The North Corridor album second cover, Chevelle, alternative metal, post grunge, hard rock, Pete Loeffler, Sam Loeffler, Dean Bernardini, The North Corridor, Epic Records, Door to Door Cannibals, Enemies, Joyride (Omen), Rivers, Last Days, Young Wicked, Warhol’s Showbiz, Punchline, Got Burned, A Miracle, Shot from A Cannon, Chevelle's new album.vocals e chorus altrettanto soffice. Pete si allunga sulla distorsione senza aggrapparsi con uncini, adotta del sussurrato vestendosi di oscuro, regala al brano una dicotomia altrimenti inesistente in qualsiasi altra traccia, l’aspetto heavy e dark soft allo stesso tempo nella sensazione di essere sopraggiunti al giorno del giudizio. Una puntata su questa traccia che è come una partita di Black Jack, e ne vale la vincita, perchè gli Chevelle la spaccano.

 

Accanto alla performance decantata dei componenti, in Got Burned anche la stella di Dean trova opportunità di splendere accecante, mettendo a segno beats virali, cosi come nell’apertura del bonus track A Miracle.

 

In chiusura, il brano epico Shot from A Cannon marcia bruciando la benzina di una bassline minimale e cadenzata. La traccia subisce un crescendo attraverso la seconda chitarra che si aggiunge assieme alla potenza dei refrain cantati tutti su un alto livello di distorsione e fry screaming laceranti. Un’interminabile sezione strumentale di quasi quattro minuti di feedback acustico e variegazione dell’accompagnamento principale,  finchè il brano si dissolve fino a trapassare il nostro cervello come uno spillo.

 

 

Ascolta Shot from A Cannon:

 

 

 

 

Gli Chevelle si confermano una formazione compatta e con i denti serrati nell’affermare la propria personalità. Sono impavidi nel giocare d’azzardo mettendo in ballo la propria essenza. Corrono un alto rischi proporzionale all’essere ripagati con album di strepitoso successo come quello riscosso con The North Corridor.  Gli Chevelle sono annoverati fra quella stretta cerchia di band che seguitando il proprio percorso dopo ventanni di musica, non fanno che migliorare ed esplodere sonoramente.  Non accade spesso. Con questo disco gli Chevelle propongono l’eccezione alla regola, omen già preannunciato nel titolo del loro lead single. Una band che non conosce la propria rise & fall, non vede il proprio declino neanche lontanamente al suo orizzonte musicale, e continua la sua folle corsa a 200 km orari a bordo della propria Chevrolet.

 

Cercate The North Corridor online, settate il vostro audio player e assicurate che tutti  gli oggetti fragili che vi circondano siano ancorati al loro appoggio. Premete play.

 

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2 thoughts on “La folle corsa attraverso il North Corridor a bordo di una Chevrolet Chevelle.

  1. Adoro e seguo gli Chevelle quasi dagli inizi, e sapere che c’è qualcun altro che si rende conto del loro valore e del loro peso nella scena Rock attuale è una boccata d’aria fresca! Gran Recensione.. ottima, dettagliata, appassionata e tecnica. Spero prima o poi di poterli vedere Live! \m/ Per ora so solo che mi è venuta una gran voglia di riascoltare “The North Corridor” ad un volume disumano..

    1. Ciao Giancarlo, grazie mille del tuo commento e dei complimenti generosi che ci fai. E’ molto prezioso per noi avere dei feedback così positivi ed entusiasti come il tuo. Siamo felici di essere in grado di trasmettere ai nostri lettori la stessa passione che ci spinge a scrivere. Gli Chevelle sono davvero una formazione esplosiva e unica, un trio che suona almeno come cinque componenti. Ci auguriamo di avere presto una loro data in Italia. L’album meritava una recensione dettagliata che potesse rendergli giustizia a parole perchè si tratta davvero di un capolavoro. Ti ringraziamo ancora! A presto e continua a seguirci su SICK AND SOUND.

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