LIGHT THE FIRE E IL NUOVO “COMPASSION IN UNLIKELY PLACES”: AGGRESSIVITÀ E MELODIA FILTRATE DALL’EMOZIONE.

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LIGHT THE FIRE.

 

 

 

 

Il quartetto texano LIGHT THE FIRE torna il 25 gennaio 2019 con il terzo full-length COMPASSION IN UNLIKELY PLACES in pubblicazione tramite Standby Records. Si tratta del follow up di Ascension del 2016 e Lost At Sea del 2015 e il primo album che vede il chitarrista Seth Davis passare alla linea vocale principale e l’entrata di un nuovo chitarrista e cantante per backing vocals, Trey Hawkins. Completano la formazione il bassista Andrew Penland e il batterista Blake Hein.

 

 

 

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LIGHT THE FIRE. COMPASSION IN UNLIKELY PLACES.

Overview

 

 

 

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LIGHT THE FIRE. COMPASSION IN UNLIKELY PLACES.

Track by track review

 

 

 

 

L’attacco del disco è convincente, apre con Omega, un brano decisamente inclinato sul metalcore a tutti chitarroni down tuned e bassi profondi, ferocia vocale e breakdown con quel sottile filo di inquietudine retrostante passata dal giro finale di chitarra. Un’esecuzione da meno di un minuto e mezzo con effetto sirena sottostante, lascia il passo a True North che riprende lo stesso boato strumentale con un battente lavoro di pelli e un glorioso catchy chorus interamente melodico che si cala camaleontico nella brutalità. Nel retro del pezzo c’è un fondo elettronico, che è una caratteristica tipica dei Light The Fire. Il pezzo si snoda su un’equazione testata di heaviness-catchiness ed è uno di quei classici metalcore bangers che non possono mancare su una setlist dal vivo. Il tutto su tematiche relazionabili: l’abbandono, la ricerca di una direzione, il sentirsi persi e disperati.

 

Only the Broken Evolve è un brano martellante nella sezione ritmica, tanto nei blast beats quanto nel massiccio lavoro di basso. La cortina è squarciata dalla melodia nel ritornello, un accattivante anthemic chorus con intreccio di entrambe le linee vocali in pulito-distorto. Non scontata la tipologia di timbrica in pulito si accosta con grande chimica al mid growl.  In vetrina qui c’è un vibrante lavoro di riffing stoppato, in evidenza soprattutto in coda al brano. Un altro brano da resa dal vivo assicurata, tanto esplicito nella tematica sin dal titolo. E tanto vero il messaggio.

 

 

 

 

Per The Departed i Light The Fire virano nell’armonia e abbracciano la versione più melodica del post-hardcore. Un brano intriso di emozione e interamente costruito su un’architettura elettronico-melodica. Alla struttura sintetizzata si incastrano pianoforti, tastiere e quanto altro regali il massimo del coinvolgimento melodico al brano, che si distacca dal perimetro incendiario del metalcore e si immerge nell’emozionale.

 

Se il mosh è quello che cercavate potete stare tranquilli, non manca. Arriva A Thousand Reasons e accelera il passo su istanti di pura frenesia da doppio pedale, tediati giri di chitarra lunghi o brevi che siano e  brutalità di growl. Si tratta di un pezzo molto blindato, squarciato da un inatteso ritornello post-hardcore pulito in versione plastica, che mi ha disorientato in primo ascolto, ma rivisitando la traccia ho trovato essere un contrasto interessante con la linea bellica del brano. I passaggi di riff start and stop nella seconda parte sono matematici alle linee di corde grosse e irrimediabilmente mosh inducing.

 

 

 

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Di questo nuovo disco dei Light The Fire ammiro la dinamica. I brani non sono scontati e si differenziano ciascuno dall’altro, restando comunque fedele al mio gusto per l’heaviness, trovo ben costruiti anche i brani che sperimentano in altri perimetri. Per Deceive è stato scelto un approccio interamente elettronico e un’abbondante post produzione che sono additivi all’aspetto emozionale calato non solo nelle testualità, quanto nel cantato. Il clean and clear è prevalente e con un buon grado di coinvolgimento nel ritornello, e dalla metà lascia spazio a un solo intervento in harsh vocals. C’è un evidente lavoro di basso che pulsa sul fondo. Questo pezzo mette in vetrina esattamente il genere con cui sono stati etichettati finora i Light The Fire: l’electro post-hardcore.

 

Una bella introduzione in ignorante crunch guitar e affilatissimo riffing con muscolose percussioni favoriscono l’istantaneo headbanging sul brano The Void che riprende la formula heaviness-catchiness alternando l’assalto sonoro all’orecchiabilità del ritornello, ancora all’insegna della potenza espressiva. Non posso non notare il fantastico “Bleeeeegh” all’1,59. Graziosi effetti sonori elettronici tintinnanti nel retro sono l’ultima testimonianza in chiusura della malinconica armonia del brano.

 

 

 

 

Ammicca all’audacia del metalcore Autonomy e ipnotizza sulla ripetizione dei gang chants minacciosi di: “This is war”. Trainato dall’impeto, il brano annoverato tra i bangers del disco carica una grande quantità di energia nelle accelerazioni della ritmica rivolta al solo aggressivo, tedioso nel riffing e incalzante.

 

Massiccio e poderoso Nothing Left to Save pesta i piedi pesantemente nell’introduzione e fa sbattere la testa non poco. Chiude le fauci sul ritornello melodico, leggermente scarico, e su una sezione arpeggiata che appoggia il parlato, e le riapre sulla ferocia delle harsh vocals e sulle chitarre squarcianti.

 

Reminescente di Born Of Osiris e il nuovissimo album The Salvation, l’ultimo brano con un eccellente sintetizzato, tastiere e flair elettronico in formula al napalm per esplosività: Carry On. Tra i preferiti in assoluto del disco, è un brano che accoglie seducenti sezioni di elettronico spaziale su un ritornello galvanizzante e che promuove interamente il sing along

 

Il formato proposto dai Light The Fire in questo Compassion In Unlikely Places è essenzialmente d’assalto ma diluisce passaggi orecchiabili e melodici che lo rendono ampiamente accessibile e commerciale.

 

 

Rating: 9/10

Brani suggeriti: Omega, True North, Only The Broken Evolve, The Void, Autonomy, Carry On

 

 

 

 

Light The Fire – Compassion In Unlikely Places tracklist:

 

1.Omega

2. True North

3. Only the Broken Evolve

4. The Departed

5. A Thousand Reasons

6. Deceive

7. The Void

8. Autonomy

9. Nothing Left to Save

10. Carry On

 

 

 

 

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