Lo scorrere del tempo e l’apatia, Malina e il dramma dell’apocalisse. LEPROUS. MALINA.

Leprous Malina review, Leprous, Leprous band, sickandsound, Fabrizio Simile, Leprous Malina review, Leprous Malina, Leprous Malina recensione, latest album by Leprous, progressive metal, Listen to Leprous Malina, Stream Leprous Malina, progressive metal album review, Tall Poppy Syndrome, Acquired Taste, Bilateral, Coal, The Congregation, Malina, Live at Rockefeller Music Hall, Inside Out Music, Century Media Records, Einar Solberg, Tor Oddmund Suhrke, Øystein Landsverk, Baard Kolstad, Simen Daniel Børven, Bonneville, Stuck, From the Flame, Captive, Illuminate, Leashes, Mirage, Malina, Coma, The Weight of Disaster, The Last Milestone, Root bonus track

Una recensione di Fabrizio Simile

 

 

 

Esprimere concetti esistenziali risulta molto arduo e difficile per qualsiasi artista. La sensazione che un progetto di grande portata possa in qualche modo andare ad appesantire lo stesso soggetto che prova a spiegare questi concetti potrebbe far fallire l’atto stesso della creazione artistica, sublimando il tutto e trasformandolo in una proposta vista e rivista di tali tematiche. Ma questo non è successo per i Leprous, che dopo anni di riflessioni hanno dato alla luce con grande coraggio e con un pizzico di follia artistica un disco che si dimostra coraggioso e riuscito in tutte le sue parti analizzate.

 

 

 

Leprous, Leprous band, sickandsound, Fabrizio Simile, Leprous Malina review, Leprous Malina, Leprous Malina recensione, latest album by Leprous, progressive metal, Listen to Leprous Malina, Stream Leprous Malina, progressive metal album review, Tall Poppy Syndrome, Acquired Taste, Bilateral, Coal, The Congregation, Malina, Live at Rockefeller Music Hall, Inside Out Music, Century Media Records, Einar Solberg, Tor Oddmund Suhrke, Øystein Landsverk, Baard Kolstad, Simen Daniel Børven, Bonneville, Stuck, From the Flame, Captive, Illuminate, Leashes, Mirage, Malina, Coma, The Weight of Disaster, The Last Milestone, Root bonus track

 

 

 

Oggi giorno si sente spesso parlare di band innovative che tentano di superare i territori già esplorati della musica, cercando di giungere a nuove soluzioni melodiche come se fossero dei veri e propri ‘‘pionieri’’ musicali. Band del calibro dei Karnivool, Agent Fresco, Arcane Roots, portano avanti uno stile progressivo accattivante, che si colloca come progressive metal moderno, portando sulle scene musicali del genere strutture e melodie innovative. Tra questi piccoli-grandi nomi troviamo i Leprous, band norvegese che a mio parere rappresenta l’esponente massimo di quel tipo di progressive che in parte esplora il genere moderno, in parte tocca vette di musica ‘‘classica’’ incredibili, affondando nelle radici stesse del suono puro e libero da ogni contaminazione. Dunque senza ulteriori giri di parole partiamo per questo viaggio drammatico, apocalittico, nei meandri di Malina, quinto album dei norvegesi Leprous.

 

 

 

LEPROUS. MALINA.

Traccia per traccia

 

 

Leprous Malina, Leprous, Leprous band, sickandsound, Fabrizio Simile, Leprous Malina review, Leprous Malina, Leprous Malina recensione, latest album by Leprous, progressive metal, Listen to Leprous Malina, Stream Leprous Malina, progressive metal album review, Tall Poppy Syndrome, Acquired Taste, Bilateral, Coal, The Congregation, Malina, Live at Rockefeller Music Hall, Inside Out Music, Century Media Records, Einar Solberg, Tor Oddmund Suhrke, Øystein Landsverk, Baard Kolstad, Simen Daniel Børven, Bonneville, Stuck, From the Flame, Captive, Illuminate, Leashes, Mirage, Malina, Coma, The Weight of Disaster, The Last Milestone, Root bonus trackLa prima traccia dell’album dei Leprous, Bonneville, si presenta in tutta la sua originalità, nel suo modo di vestirsi con un velo di pacatezza e di essenzialità nel suono che nasconde un sentimento e una sensazione di stupore latente. Bonneville non si ferma mai, procede spedita e sincera verso aperture di suono potenti e decise, senza levare a tutto il pezzo quell’aria di post-rock mista a prog che piace tanto ai nostri Norvegesi. Più volte si viene colpiti da riff ad effetto e da meccaniche musicali sorprendenti. Viene descritto un climax crescente che si sposa alla perfezione con il tono lirico del cantante Einar Solberg, toccando anche picchi acuti ben riusciti. Gli strumenti si intrecciano e si aggrovigliano, le melodie si compongono nello stesso momento in cui uno strumento cessa di esistere e diventa atmosfera. Insomma, con Bonneville i Leprous compongono il pezzo perfetto per iniziare. Trasmettono il giusto mood per poter affrontare questo drammatico viaggio attraverso la propria anima lacerata dal passare del tempo e dalla rassegnazione al suo scorrere inesorabile. Con questa atmosfera i Leprous ci vogliono trasmettere una sensazione di sicurezza e di audacia, ci avvertono del cambiamento e soprattutto ci trasmettono la giusta carica e la giusta atmosfera per non farsi trovare impreparati.

 

Il successivo brano, Stuck, si costruisce su una profondità e complessità stupefacente. L’intro parte con un riff quasi ai limiti del progressivo, un giro di boa attorno al math-rock seguito da blast beats di batteria sincopata dal sapore progressive. Il bridge intermedio porta la canzone su arie leggiadre ma non troppo, eteree al punto giusto senza mai abbandonare l’atmosfera drammatica e solenne dell’intero lavoro. Il ritornello si erge sopra tutto e tutti come manifesto della drammaticità che si riversa nel testo, bloccando l’ascoltatore in una montagna di dubbi e apatia:

 

‘‘I am stuck on mountains
Mountains of doubt
I am stuck on mountains
Mountains of apathy’’

 

La canzone prosegue come un fiume in piena per poi uscire dagli argini con un outro prettamente classico misto a prog-rock di altissimo livello grazie anche alla voce lirica e struggente, oserei dire catartica, del cantante Einar che lamenta la sua condizione di uomo abbandonato in una catena montuosa di infinita rassegnazione.

 

 

Guarda il video ufficiale di Leprous – Stuck:

 

 

 

Il terzo brano, From The Flame, è uno dei singoli rilasciato dai Leprous per promuovere il loro nuovo album. I nostri norvegesi hanno voluto pubblicare questo brano per mostrarsi come sempre all’altezza del genere ma cercando di rimanere in una comfort zone, non mostrandosi troppo ripetitivi ma nemmeno troppo innovativi, cercando di mantenere la coerenza del loro stile originale e sempre fresco. Il brano è il più catchy e orecchiabile dell’intero disco presentando passaggi di strumenti e riff di chitarra progressive tipici dei Leprous, facendo risaltare il loro stile puro ma dando quella carica drammatica che si presenta perfettamente in linea con le atmosfere e le melodie composte finora. Menzione d’onore al bridge squisitamente prog che, come un fulmine a ciel sereno, rompe ogni dubbio sulla nuova direzione musicale che hanno intrapreso i Leprous. Questo passaggio di strumenti intricato dimostra grande abilità nel riuscire a costruire pezzi complessi ma che contengano dentro di loro quel tipo di familiarità caratteristica della cifra stilistica che li ha contraddistinti finora.

 

 

Guarda il video ufficiale di Leprous – From The Flame:

 

 

 

Con Captive, quarto brano dell’album, i Leprous toccano note alternative che avevano messo da parte per fare molto più spazio al progressive. Il brano è caratterizzato molto bene anche se non presenta particolari virtuosismi, per quanto riguarda la scrittura e la struttura. Scorre abbastanza bene anche se a volte il ritornello risulta stucchevole a mio parere, fin troppo ripetitivo, ma nel finale il brano si dimostra coerente e abbastanza compatto.

 

Illuminate, quinto brano di Malina, inizia con una base elettronica martellante ed occlusiva, accompagnata dalla batteria e dalla voce eterea del cantante. Il ritornello rompe l’atmosfera sospesa della base elettronica per poi rituffarsi in un bridge che presenta un fraseggio di chitarra accennato e ridondante. Un altro intermezzo prima del ritornello successivo martella e conquista l’orecchio dell’ascoltatore con la base elettronica regnante. L’outro finisce laddove la musica si perde nel vuoto, gli strumenti si fermano e la voce domina per un millisecondo la scena, poi s’infrange nel muro sonoro della base.

 

 

Guarda il video ufficiale di Leprous – Illuminate:

 

 

 

Con Leashes, sesto brano dell’album, ci troviamo di fronte ad un esempio di quello che potrebbe succedere se una tipica ballad incontrasse una canzone progressive. I Leprous ancora una volta si evolvono, aggiungendo alla classica atmosfera acustica e ‘‘amorosa’’ delle ballate la sensazione struggente e il sentimento drammatico che sconvolge ogni tranquillità. Questa atmosfera di sofferenza si nota molto bene non solo nella voce rassegnata del cantante ma anche e soprattutto nelle lyrics del brano:

 

‘‘No salvation to be found
Holding me back no more’’

 

Arrivati a questo punto i Leprous riescono ancora una volta a stupire l’ascoltatore e a catturare la sua attenzione. Il brano ricorda un loro grandissimo e meraviglioso pezzo del passato presente all’interno del loro secondo disco, Bilateral.

 

Dopo aver abbandonato il cammino drammatico e apocalittico i Leprous ritornando sui lidi tranquilli di un progressive metal serrato e ancora una volta sperimentale. Con Mirage, settimo brano di Malina, gli echi della musica progressiva esplodono senza però dimenticare la strada alternativa che si è finora percorsa. Mirage prosegue sempre con quella carica tipica dei Leprous, unendo come sempre la voce eccelsa del cantante all’atmosfera dell’intero disco. Nessun particolare, se non un intro molto incisivo con una base elettronica martellante e alcuni bridge progressive degni di essere menzionati. Il ritornello scorre abbastanza bene senza particolari virtuosismi. Verso la fine però il brano stupisce e si arricchisce di una struttura prettamente progressiva e ben costruita portando sulla scena un fraseggio di basso molto intricato unito a dei riff ben costruiti e alcuni fraseggi del cantante isolati nella melodia degli strumenti.

 

 

Leprous outfit, Leprous, Leprous band, sickandsound, Fabrizio Simile, Leprous Malina review, Leprous Malina, Leprous Malina recensione, latest album by Leprous, progressive metal, Listen to Leprous Malina, Stream Leprous Malina, progressive metal album review, Tall Poppy Syndrome, Acquired Taste, Bilateral, Coal, The Congregation, Malina, Live at Rockefeller Music Hall, Inside Out Music, Century Media Records, Einar Solberg, Tor Oddmund Suhrke, Øystein Landsverk, Baard Kolstad, Simen Daniel Børven, Bonneville, Stuck, From the Flame, Captive, Illuminate, Leashes, Mirage, Malina, Coma, The Weight of Disaster, The Last Milestone, Root bonus track

 

 

Con la title track Malina siamo arrivati alla parte finale di questo cammino di apatia e di dubbi iniziato con Stuck, alla ricerca di qualcosa che ci salvi, aspettando che il Deus-ex Machina si manifesti per spiegarci ogni cosa. Il significato delle cose che ci circondano si fa più chiaro e ci apprestiamo ad abbracciare l’apocalisse di ogni cosa. Il brano si registra come il pezzo più drammatico e barocco dell’intero album, riuscendo a raggiungere un livello lirico e classico molto difficile. A volte è un semplice avvertimento, a volte un sussurro, a volte un’apparizione eppure ci sconvolge questa sensazione di paura e di angoscia accompagnata da vuoti sonori e da riff potenti ma brevi, come se fossero delle vere e proprie pause che ci confondono le idee. Malina muore brillando di luce propria, si spegne con forza e poi con il silenzio catartico del vuoto.

 

Con Coma, nono brano dell’album, i Leprous tornano sul progressive ma avendo già annunciato l’apocalisse questa sensazione di forza e vitalità si spegnerà a breve. Questa atmosfera si sente anche nel vuoto lasciato dal precedente brano. Loro stessi sanno che il finale dell’album sarà totalmente classico e lirico. Coma comunque prosegue come se avesse vita propria, il brano si costruisce mentre si fa avanti la sensazione di parte finale di un disco, emozione che deve andare a convogliare con coerenza e con cognizione di causa un percorso concettuale ed emozionale di grande portata. Interessanti i riff proposti in questa fermata progressive temporanea ma doverosa, per evidenziare ancora una volta che loro sono i Leprous, che possono permettersi di passare dalla A alla Z delle melodie, che giocano con i generi e che li sperimentano sulle proprie sonorità di base.

 

 

Leprous band, Leprous, sickandsound, Fabrizio Simile, Leprous Malina review, Leprous Malina, Leprous Malina recensione, latest album by Leprous, progressive metal, Listen to Leprous Malina, Stream Leprous Malina, progressive metal album review, Tall Poppy Syndrome, Acquired Taste, Bilateral, Coal, The Congregation, Malina, Live at Rockefeller Music Hall, Inside Out Music, Century Media Records, Einar Solberg, Tor Oddmund Suhrke, Øystein Landsverk, Baard Kolstad, Simen Daniel Børven, Bonneville, Stuck, From the Flame, Captive, Illuminate, Leashes, Mirage, Malina, Coma, The Weight of Disaster, The Last Milestone, Root bonus track

 

 

Eccoci arrivati alla fine del nostro viaggio drammatico. Il ‘‘peso del disastro’’ si abbatte sull’ascoltatore che ignaro della portata e della forte drammaticità contenuta in questo ‘‘distico’’ musicale (The Weight Of Disaster va a braccetto con l’ultimo brano) si lascia travolgere dalla passione e dal virtuosismo dei nostri norvegesi. I Leprous si nascondono come dei camaleonti dietro alle melodie più ricercate e variegate del panorama progressive classico e moderno. Con questo brano si confermano ancora una volta come portatori e innovatori di quella tipologia di progressive del calibro di band come Agent Fresco e Karnivool. L’intro della canzone si apre con un riff ritmato accompagnato dalla batteria per poi finire in un accenno di voce sussurrata, come un sospiro, un soffio di vento. In sottofondo riff di chitarra ben studiati accompagnano il tutto seguito da una sezione più hard hitting e da fraseggi di chitarra e rullate di batteria in salsa math-rock. La canzone si chiude con un’outro carica e incisiva evidenziata dalle alzate di tono di voce del cantante. In questa amalgama di melodie sonore si riesce a vedere l’abilità dei nostri norvegesi nel riuscire a creare un progressive metal che riesce a collocarsi sia negli standard del settore moderno, sia a rendere questo loro stile unico e accattivante.

 

I Leprous sanno che l’apocalisse sta arrivando, lo sentono, è vicina, e ancora prima che si manifesti rende chiari alcuni segni di questo fenomeno che segnerà la parola ultima all’interno di questi mutamenti sonori. Con l’ultimo pezzo dell’album, The Last Milestone, i Leprous riescono a creare il brano più classico dell’intero disco, battendo anche la già analizzata title track, e ad esplorare ancora una volta ed evidenziare un mood a loro ben conosciuto ma mai approfondito così bene, cercando anche di far rivivere una poetica lirica e classica che ha caratterizzato da sempre il proprio stile artistico. Siamo di fronte ad un idolo musicale che riesce a catalogarsi come capolavoro. Questo brano è ricco di sentimento, di ricercatezza e di finezza artistica. Per una band che riesce sempre a ridefinirsi e ad arricchirsi di varie sfaccettature melodiche, comporre un brano totalmente classico è un grande traguardo, una sfida, una meta raggiunta e a lungo sperimentata. Nel brano in questione i Leprous annunciano l’apocalisse, e riprendendo il motivo principale della title track descrivono la sofferenza. La voce acuta e lirica del cantante riesce a trasmettere una sensazione di perdizione e di dolore dilaniante, un continuo climax che guida l’ascoltatore attraverso la fine di tutto, l’apocalisse appunto, che è appena stata annunciata ma che tarda a venire, che si fa vicina ma che non arriva mai. Le lyrics si fanno potenti e profetiche, mostrando una rassegnazione e una presa di coscienza incredibile. In verità non possiamo far altro che restare fermi, inermi, davanti a questo spettacolo che finisce, dobbiamo accettare la fine e andare avanti, qualsiasi cosa succeda e qualsiasi sia il motivo di questa apocalisse annunciata.

 

‘‘Realized
There’s no way out
Every day, growing older
Realized
There’s nowhere to hide
Every day, moving slower’’

 

A conti fatti Malina non si dimenticherà facilmente. Il disco presenta una forte carica emozionale, che trasmette molto bene la giusta atmosfera drammatica che i Leprous hanno voluto creare. Ci si sente come catturati, intrappolati, bloccati da quelle melodie con una certa dose di piacere funesto. I Leprous hanno portato alla luce uno stile compositivo ed un livello artistico fuori dal comune, mantenendo come sempre alta la loro cifra stilistica. L’unione del genere progressive con la musica classica risulta molto rischioso e per poter affrontare un percorso del genere ci vuole sicuramente una dose di pazzia e di coraggio smisurato.

 

Malina è compatto, coerente, ben riuscito, motivato, con una struttura ad incastro tra i vari brani, con momenti di riflessione e momenti di potenza esuberante. Ogni dubbio e ogni perplessità cessa di esistere davanti ad un lavoro del genere, confermando ancora una volta il nome di una band così tanto originale da far sembrare gli altri deboli e indifesi. I Leprous affrontano il rischio, riuscendo a rimanere coerenti con il loro cammino ma aggiungendo quel plus valore ad un genere soggetto a continui cambiamenti.

 

 

 

Fabrizio Simile

 

 

 

 

 

[amazon_link asins=’B072K78RX1,B071JZTJGW,B072QW8R7S,B00VU7L00G,B00CB8B1JI,B0021BUXV2,B00596SLIS,B01M16FYPC,B01MSLPC6H,B01M1I6U93′ template=’ProductCarousel’ store=’e0517-21′ marketplace=’IT’ link_id=’8ddb7aa9-2900-11e8-9be1-a515bc24f853′]

 

 

Sono onorata di ospitare questa recensione dell’ultimo album dei Leprous, Malina, da parte di Fabrizio Simile, musicista, cantante per harsh vocals e redattore. Per sapere di più su di lui, sbirciate nel suo music background:

www.sickandsound.it/meet-my-editors

 

Per tutte le recensioni sui nuovi album di SICK AND SOUND:

www.sickandsound.it/category/albums

 

Per tutte le recensioni sui nuovi brani in uscita di SICK AND SOUND:

www.sickandsound.it/category/songs

 

 

 

Leprous logo, Leprous, Leprous band, sickandsound, Fabrizio Simile, Leprous Malina review, Leprous Malina, Leprous Malina recensione, latest album by Leprous, progressive metal, Listen to Leprous Malina, Stream Leprous Malina, progressive metal album review, Tall Poppy Syndrome, Acquired Taste, Bilateral, Coal, The Congregation, Malina, Live at Rockefeller Music Hall, Inside Out Music, Century Media Records, Einar Solberg, Tor Oddmund Suhrke, Øystein Landsverk, Baard Kolstad, Simen Daniel Børven, Bonneville, Stuck, From the Flame, Captive, Illuminate, Leashes, Mirage, Malina, Coma, The Weight of Disaster, The Last Milestone, Root bonus track

 

 

 

www.facebook.com/leprousband

www.leprous.net

www.twitter.com/leprousband

www.instagram.com/leprousofficial

www.youtube.com/user/leprouschannel

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: COPY DENIED! Copyright protected ©sickandsound