Meteoriti in rovente deflagrazione. Il cosmo sonoro dei WORDS AS KNIVES.

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WORDS AS KNIVES. Bio e lineup.

 

 

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I Words As Knives sono una band di Perugia appartenente al soundscape metalcore e djent. In attività dal 2015, sono stati fondati dal loro attuale lead singer e tastierista Andrea Reali insieme al chitarrista Giovanni “Djeezaz” Rosellini. Successivamente la formazione si è ampliata con l’ingresso di Alessandro Sposini Ghezzi al basso e Giulio Burini alla batteria.

 

 

WORDS AS KNIVES. Discografia e releases.

 

 

Il 12 Agosto 2017, i Words As Knives hanno rilasciato il loro omonimo EP di debutto preceduto sei giorni prima dalla video release del lead single It’s 6:00 A.M. (Baby, Maybe You Should Go Home).

Guarda il video ufficiale di It’s 6:00 A.M. (Baby, Maybe You Should Go Home):

 

 

 

A seguire il secondo estratto dall’EP, il brano Over The Abyss, pubblicato in premiere tramite una lyric video release il 20 Ottobre 2017.

Guarda il video ufficiale di Over The Abyss:

 

 

 

 

I Words As Knives dispongono del loro EP sulle principali piattaforme di vendita, Apple Music, Spotify e Bandcamp e ci tengono a sottolineare che l’album è disponibile gratuitamente, lasciando all’ascoltatore la libertà di decidere come supportare la band e apprezzarne il lavoro con libera offerta.

 

 

WORDS AS KNIVES. Sonorità e influenze.

 

 

La band si è dichiarata adepta al genere metalcore in fase di lancio, finchè nella propria evoluzione sonora non si è cosparsa di un sound blindato e compatto alla stregua di progressive metal e djent.

 

Queste sonorità sono emerse dallo studio del loro EP e non a caso ho ritrovato una forte influenza di una delle band che sta cavalcando l’onda del metalcore, deathcore e djent statunitense: i Veil Of Maya, accanto ai laceranti screamers del metalcore inglese Architects, di quello australiano i Northlane, i mostri del deathcore di Knoxville, i Whitechapel e i colleghi di Riverside, i Suicide Silence. Tra le proprie contaminazioni, i Words As Knives includono nomi da capogiro tra cui Periphery, Linkin Park, Tesseract, Pain Of Salvation, Fall Of Troy, Every Time I Die, Protest The Hero e i most hard-hitting metalheads Korn e Slipknot.

 

I quattro componenti prodigio di Perugia centrano il bersaglio polverizzando con un colpo solo l’attuale nascente concorrenza nel genere. L’extended play è un debutto più che promettente, composto da quattro musicisti con obiettivo e chiara ispirazione, tecnicamente delineati e pronti a mitragliarci una sequenza di brani micidiali.

 

 

WORDS AS KNIVES.

I Find Your Lack Of Metal Disturbing metal night.

 

 

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Il 21 Ottobre 2017 SICK and SOUND ha avuto il piacere di essere introdotto alle sonorità dei Words As Knives e del loro nuovissimo self titled EP, partecipando alla sessione live del quartetto perugino presso il locale Siesta di Ellera di Corciano.

 

I Words As Knives sono stati accolti tra gli headliners della metal night nominata I Find Your Lack Of Metal Disturbing, organizzata da Headbangers Hall, che li ha ospitati insieme ai Dithyrambs per abstract metal/progressive metal.

 

 

WORDS AS KNIVES EP.

Panoramica.

 

 

Words As Knives EP, è un album percorso da metalcore liquido, spezzato da frequenti break down tipicamente djent nel riffage e nella ritmica, in militante marcia verso il progressive specialmente a fondo di un songwriting brillante e oscuro in tutte le tracce, sporcato di deathcore. Non a caso avvicino questa contaminazione del metal ai WAK: sono death growls le distorsioni vocali che ho trovato in questo frontman molto dotato sul piano vocale specialmente quando si spinge in pitch vocale alto e distorto. Vocalmente i Words As Knives hanno prodotto un derivato ottenuto per nitrazione esplosiva di harsh vocals, detonate da mid range growl e in parte minore in low range, e fry screaming. Sono distorsioni in scivolamento sul melodico e voce in clean and clear, mediante un passaggio glissato e mai forzato che ricorda moltissimo Lukas Magyar dei Veil Of Maya. Andrea Reali possiede una voce estremamente sfaccettata che controlla su numerose tecniche in passaggio fluido fra loro, degno di nota.

 

 

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E lo strumentale è distorto anch’esso, attraverso crunch guitar e riff che sono famelici e sbranano a fauci aperte mentre sono rincorsi da blast beats a velocità supersonica prima di cucirsi le labbra e far tacere il fragore nei numerosi intermezzi melodici e break down sparsi nelle esecuzioni. Il sound dei Words As Knives è percorso nell’album da basslines intense, slappate e martellanti, molto evidenti. Il backdrop sonoro è intarsiato da tastiere che arricchiscono notevolmente i brani e vengono a sostenerne la ritmica incalzante.

 

 

WORDS AS KNIVES EP.

Track by Track

 

 

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I Words As Knives sfondano a calci con il brano di apertura, siete abbastanza coraggiosi da seguitare con l’ascolto di un EP capace di scuotervi a furia di movimenti tellurici?

 

Flesh And Bones  è una traccia in variazione ritmica, apre con atmosfera alternative in clean and clear del cantato per lanciarsi poi nella corsa dei suoi blast beats pestando sull’acceleratore, mentre il riffing ci lancia coltelli affilati e un pungente assolo. I primi due minuti contengono giri di basso rocciosi da gustare a pieno e ancora distorsioni roventi ben dosate nel pulito, prima che un low range growl faccia da apripista a una sezione melodico atmosferica. Vengono ripresi la ritmica e l’arrangiamento dell’apertura per sigillare la fine del brano.

 

È un ambience spettrale quello che introduce alla successiva Liquor Lips, perforato dall’elettrica. L’armamentario di questi brano è apocalittico nelle tastiere, nella deflagrazione di una lead guitar da capogiro e variazioni di tempo repentine. Andrea ci brucia la pelle con le distorsioni infuocate che usa nell’unfolding del brano. Ci sono dei fry screaming in altezza e growl di assurda ferocia che arrivano in faccia di violenza. Brano militante.

 

 

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Il lead single dell’EP è il prossimo brano in coda, It’s 6:00 A.M. (Baby, Maybe You Should Go Home). Una traccia adatta all’estrazione come brano di debutto perché contiene tutte le sonorità che esaltano il talento della band. Spiccano tastiere frenetiche più che in altri brani, con chorus fortemente catchy, memorabile e ricantabile. Ci sono guitar riff taglienti come rasoi e si dispone di tutte le distorsioni vocali di cui questo cantante è capace, appoggiate in diversi casi anche in lunghezza. Sono ancora brillanti i passaggi al pulito in questi tre minuti di brano.  Una traccia di alto calibro.

 

Per il brano è disponibile anche un official guitar playthrough di Giovanni “Djeezaz” Rosellini:

 

 

 

 

La closer Over The Abyss sulla potenzialità della precedente ma di sonorità differenti e molto ricca nella composizione. Il brano è elisir sonoro. Fusione di groove con armonici stratificati e sound in apertura pulito, delizioso arpeggio seducente e basso sincopato. La traccia accoglie double vocals con  femminile in backdrop e incastrata come linea vocale principale su una traccia che sembra una lullaby di melodie ricercate e rifinite. La traccia ci getta nel baratro della distruzione di cui i Words As Knives sono legione, per concludere sull’arpeggio in apertura col quale ci lascia la mano, unico appiglio alla libera caduta nell’abyss dei Words As Knives.

 

Ho ascoltato cinque pezzi composti da arrangiamenti trainati da impeto e impatto devastante comune a regolare l’intero disco. Un album che erige un wall of sound fatto di: passaggi rocciosi e blast beats martellanti, tediose testualità, harsh vocals, giri di chitarra impetuosi e linee di basso tonanti. Un EP che mantiene un comun denominatore violento e che sbalordisce proprio nella traccia conclusiva, dove si mostra anche capace di associare alla devastazione, l’allure di una melodia elegante e ricercata.

 

Un grande potenziale, e una collezione di brani che contengono un cosmo stellare intero. Benvenuti Words As Knives.

 

Brani preferiti: It’s 6:00 A.M. (Baby, Maybe You Should Go Home), Over The Abyss.

 

 

Recensione tecnico strumentale a cura di Adriano Pigna:

 

 

Qualche cenno sul djent per introdurci ai Words As Knives. 

Il Djent è un genere con prevalenza di chitarre con accordature molto basse, ritmiche, in molti casi semplici da terzine, quartine e cosi via. Il lavoro di chitarra è velocissimo e stoppatissimo quasi esclusivamente sulla corda più bassa che personalmente adoro e che contribuisce a dare un senso di cattiveria.

 

L’intro di Mushroom Town fa capire subito la semplicità unita alla cattiveria che dicevo prima delle accordature basse. Sono bellissime le note mute in questo brano. Un giro in più di intro lo avrei inserito,  perchè sicuramente un riff è punto di forza e secondo me, quelli in grado di catturare l’attenzione meritano di essere esaltati. Devastante il verso con voce scream, soprattutto nella seconda sezione quando la chitarra ritorna su note basse. Il cambio all’arpeggio e voce pulita potrebbe spiazzare un pò ma risulta davvero ben legato. Lo stacco che richiama Super Mario con l’Underworld Theme è qualcosa di geniale.

 

Flesh And Bones funziona alla perfezione nel connubio tra le voci. A 0:43 c’è un break down con armonico artificiale seguito da un riff allucinante alla Symphony X, che ho personalmente adorato. L’assolo manca di melodia ma sicuramente non di tecnica. Leggermente forzato il passaggio all’arpeggio.  L’urlo alla fine è da brividi.

 

In Liquor Lips i Words As Knives usano molti toni dissonanti e i riff cambiano molto spesso dando un senso di instabilità, però leggendo il testo noto che questo si sposa alla perfezione con l’atmosfera creata dalla musica.

 

It’s 6:00 A.M. è quella che mi ha colpito di più.  All’inizio la presenza della sola chitarra con un riff spettacolare vede un passaggio da note alte per ricadere sulla corda bassa e nel vuoto. Successivamente l’entrata della tastiera è perfetta, nello scivolamento sugli arpeggi e il nuovo ingresso della chitarra; è stato amore a primo ascolto.  Mi è piaciuto molto l’assolo, pulito, tecnicissimo e allo stesso tempo melodico.

 

Gli arpeggi inziali di Over The Abyss sono veramente beli, sembra di sentire un carillon. L’assolo con riverbero è una figata.

 

Sono onorata di ospitare un inserto da parte del fenomenale chitarrista Adriano Pigna. Per sapere di più su di lui, sbirciate nel suo music background:

www.sickandsound.it/meet-my-editors

 

 

Circolo ACSI SUPERNOVA

 

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Si ringraziano Giulia e Daniele, titolari del Circolo ACSI Supernova di Tuoro Sul Trasimeno (PG), per aver suggerito i Words As Knives. SICK AND SOUND vi segnala il Supernova per la disponibilità, l’apertura nei confronti di band inedite e la qualità dei live acts in programmazione così come per supportare il nostro progetto.

 

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I Words As Knives sono nei nostri players Song of The Week con Mushroom Town, Video of The Week con  It’s 6:00 A.M. (Baby, Maybe You Should Go Home) e Album Of The Week con Words As Knives EP e faranno parte della Top 10 Songs of the Week con Over The Abyss in uscita il 30 Ottobre per la prima settimana di Novembre.

 

 

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