NEXT TIME MR. FOX: debuttano nel metalcore con un mosh-inducing record, SUNKEN CITY.

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NEXT TIME MR. FOX

 

 

 

 

Dal panorama autoctono, i NEXT TIME MR. FOX una formazione metalcore in attività dal 2012, che dopo il primo EP Ignorance Will Prevail, presenta il full-length di debutto SUNKEN CITY il 26 aprile 2019. Provengono da Cesena e dopo un assestamento della lineup si confermano come segue:  Alberto Ugolini (harsh vocals), Luca Moqi (chitarra), Roberto Mazzotti (chitarra e clean vocals), Fred Ronco (basso e backing vocals) e Bocio Margheritini (batteria).

 

 

 

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NEXT TIME MR. FOX. SUNKEN CITY.

Overview

 

 

 

 

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NEXT TIME MR. FOX. SUNKEN CITY.

Track by track review

 

 

 

 

Il disco include due featuring: Mattia Maffioli dai Drown In Sulpuhr per le distorsioni in growl e Gabriele Catoni dai Let Them Fall, per le clean vocals. Proprio dalla prima guest appearance i Next Time Mr. Fox aprono il disco e dal primo brano banger del disco: Tottenham Swinger. Grande pezzo di chitarroni e mastodontica presenza vocale con un adorabile passaggio di fulminanti blast beats praticamente al centro del pezzo. La variabilità del tappeto ritmico tra il battente e il flemmatico e tutti i cambi di tempo evidenziano la varietà di influenze del brano. In coda un low growl abissale favorisce una transizione naturale nel secondo brano in coda, che apre spaccando la porta a calci proprio dalla linea vocale infernale.

 

Si chiama Humboldt ed è un pezzo di funzionale doppietta di drums pattern e riffing, atto ad aprire qualunque circle pit dal vivo. L’aggettivo riassuntivo del brano è “dinamico”. Un vorticante e ipnotico lavoro di corde avvolge la mattanza sonora e tenderete ad isolarlo all’ascolto. Per due minuti e venti o poco più si annega nella coltre oscura distesa dalla profondità non solo del cantato, quanto di bassi dell’arrangiamento, e preparatevi a sorprendervi perché a seguire un cambio repentino del songwriting espone una creativa variazione reminiscente di hardcore e non solo, e un finale in corde melodiche con tanto di innesto in linea vocale pulita.

 

 

 

 

In arrivo il featuring con e Gabriele Catoni dai Let Them Fall, una voce inconfondibile ormai che ho già ascoltato e recensito nel proprio lavoro Wolftales, quanto nella collaborazione all’album Limythless degli Enclaves. The All Or Nothing Days corre su una sezione ritmica più spedita e diluisce melodia tra i passaggi più affrettati e martellanti proprio grazie al ritornello in cantato pulito, cortesia di Gabriele Catoni. Il pezzo si accende e si spegne sulla formula heaviness-melodic senza perdere il marchio a fuoco tipico della band, e innesta anche un assolo nella seconda sezione.

 

Per essere un amante del metalcore a tutti bassi e chitarroni down tuned, ho trovato una quantità di tracce banger nel nuovo dei Next Time Mr. Fox, vedesi Beholder che mette in vetrina anche il top del breakdown con un lavoretto di corde retrostante lontanamente reminiscente di sonorità The Royal del nuovo disco Deathwatch, e per questo intendo il giro che spiralizza nel passaggio dal minuto 1,20. Difatti il riffing è un elemento centrale del brano, quando più sostenuto in concomitanza alle pelli, quando più dannatamente rallentato e profondo.

 

R’lyeah è un interludio di 50 secondi, spettrale, atmosferico ed evanescente incorpora unicamente quei suoni che richiama nel nome una città immaginaria del Oceano Pacifico Equatoriale ritratta in un romanzo, e che annovera quei suoni che la band ha preso direttamente dagli “unexplained sounds” catalogati dal NOAA, U.S. National Oceanic and Atmospheric Administration.

 

La pausa di ossigenazione è in effetti necessaria ad entrare nel pezzo successivo, un gran bel mastodonte metalcore della precisione al micron tra blast beats e palm muting con breakdown come il genere comanda: Mother. Grande tecnica e un’esecuzione matematica appoggiano gli istanti più solenni e sciolgono ogni catena nel cardiopalmo strumentale dei restanti passaggi.

 

 

 

 

Con un’inquietante giro di chitarra in entrata a cui si aggiunge la pulsazione di pelli, il brano successivo nella selezione, un brano esclusivamente incendiario. Procede sussultorio a passi pesanti tra momenti di follia mosh inducing e roccioso riffing che fa pestare i piedi come dannati: Drag Me To You. La batteria in blast soffia benzina su ogni fuoco dell’arrangiamento, vedesi dalla seconda porzione, repentini rallentamenti e impennate favoriscono la dinamica di un brano ancora tecnico e fluido nella transizione da e verso i generi –core. Dal supersonico al down tempo più cadenzato.

 

Qualche secondo finale che si collega ai suoni dell’interludio e l’accesso in distruzione è garantito per Image Of Sin. La doppietta di corde, fine e grosse fa un lavoro fulcro in questo pezzo, con evidenza del mestiere di basso specialmente in apertura. Drammatico e oscuro, il brano crivella non poco sulla psicosi da doppio pedale. Proprio sopra a questo, si distendono un assolo e creativi giri di chitarra. Nel pezzo sono associate anche una varietà di forme di distorsione vocale e..occhio al finale e alla distruzione da deathcore con squisitissimo low range growl! Simile nel riffing che fa da cavo di trazione dell’arrangiamento successivo e nell’impronta oscura generalizzata, un brano più avanti nella selezione, Volumes, dove i giri brevi sono associati a vorticanti melodie in superficie e i bassi sono ancora molto profondi. Sincopato nell’arrangiamento e nel cantato, si estende prevalentemente sul tellurico, e dunque fa pestare i piedi sulla ritmica favorevole. Dalla ripetizione dell’ultimo verso incalzante il brano si smorza improvvisamente sui suoni atmosferici già proposti in precedenza.

 

 

 

 

Grandiose Delusion è un pezzo che si distingue per l’influenza thrash metal e per il breve ingresso di clean vocals, e l’assolo stridente e mellifluo che ospita in coda. Numerosi registri vocali accolgono anche una forma di sussurrato.

 

Il brano che conferisce il titolo al disco è uno dei pezzi stand out: Sunken City. Qui, oltre agli elementi e le variazioni tipicamente ritrovate finora, ci sono passaggi di progressive metalcore. Battente fin dall’apertura nel lavoro alle pelli, accoglie progressioni di corde e suscita un headbanging immediato. Feroce nelle distorsioni vocali tra un registro medio o più alto e corrosivo, apre e chiude le fauci sul martellamento di riffing serrato e percussioni ponderate. Intorno al minuto 2,05 il brano mette in scena un freak show di delirante ritmica, con cambi di tempo domati a puntino e in transizione liquida, mai spezzata. Brutalità esponenziale sì, ma con una certa dose di fascino dannato nella chitarra solista.

 

Guarda il video ufficiale di Next Time Mr. Fox – Sunken City:

 

 

Si parla sempre troppo poco dei bassisti, beh ecco qui la gloria meritata di un basso pulsante protagonista dell’ultimo pezzo in coda, Misery. Con una dose di orecchiabilità e melodia viene messo a segno un numero accessibile proprio in chiusura con un ritornello in distorsione in grado di innestarsi nella memoria, backing vocals e una chitarra solista ancora dotata di un certo allure. Conclusioni come quella proposta qui dal minuto 2,05 mi ricordano perché il metalcore continua a essere il mio genere.

 

Con Sunken City i Next Time Mr. Fox hanno messo in tavola le carte di un debutto con grande potenziale, dinamico e in grado di aprire varchi su numerose influenze. Espongono talento nel dominare tecnica e le varie stilistiche e hanno un asso nella manica per mettere a punto un sound forte e riconoscibile, che sia tipicamente Next Time Mr. Fox-esque nel panorama autoctono dove abbiamo decisamente più bisogno di questi generi e di formazioni distintive.

 

 

Rating: 9/10

Brani suggeriti: Tottenham Swinger, The All Or Nothing Days, Beholder, Mother, Sunken City, Misery

 

 

Next Time Mr. Fox – Sunken City tracklist completa:

 

 

1. Tottenham Swinger 

feat. Mattia Maffioli dai Drown In Sulpuhr

2. Humboldt

3. The All Or Nothing Days 

feat. Gabriele Catoni dai Let Them Fall

4. Beholder

5. R’lyeah

6. Mother

7. Drag Me To You

8. Image Of Sin

9. Grandiose Delusion

10. Volumes

11. Sunken City

12. Misery

 

 


 

 

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