OCEAN SLEEPER: la sensibilità melodica sfuma l’aggressione nel primo album in studio DON’T LEAVE ME THIS WAY.

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OCEAN SLEEPER

 

 

 

 

Sul prolifico territorio australiano germogliano alla velocità della luce formazioni -core, che riescono ad affacciarsi ed affermarsi nella scena in un lasso temporale relativamente breve. Accanto alle icone metalcore australiane, c’è una pletora di band che nascono, crescono e passano rapidamente dall’underground al mainstream.

 

 

 

 

All’interno di questo brulicare, si collocano gli OCEAN SLEEPER, una band relativamente giovane con Karl Spiessl alle vocals, Ionei Heckenberg alla chitarra e vocals, Stan Liagourdis alla chitarra e Jarred Robson alla batteria. In attività dal 2016, il quartetto australiano ha debuttato sulla scena con il primo EP Six Feet Down del 2017. L’8 novembre 2019 è arrivato il primo full-length DON’T LEAVE ME THIS WAY in pubblicazione tramite BMG Rights Management (Australia) e Rise Records. Andiamo ad ascoltare di cosa si tratta.

 

 

 

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OCEAN SLEEPER. DON’T LEAVE ME THIS WAY.

Track by track review

 

 

 

 

Il primo album in studio degli Ocean Sleeper mette in vetrina un output sonoro che agisce su diversi fronti con una reminescenza sonora che ricorda molto i compatrioti The Amity Affliction. Dal primo fronte, attinge a tutti quegli elementi blindati del metalcore, con perno in ritmiche prepotenti, accordature basse e chitarre rampanti, growl ostile e breakdown. Al substrato metalcore base, aggiunge un ulteriore livellamento con il sintetizzato, in manifestazione diretta sulle trame atmosferiche di alcuni brani.

 

La terza componente del sound degli Ocean Sleeper è il melodico, che trova libero sfogo sulle chitarre, passaggi orecchiabili corroborati dal cantato pulito e catchy chorus in grado di assegnare coinvolgimento e suscitare il ricantato. Spesso questo si inclina al melodic hardcore, all’easycore o al più inflazionato pop punk. La traccia di apertura Sleep Life Away è il primo episodio che espone le tre componenti combinate, con proporzione maggiore per il sintetizzato, il melodico e l’orecchiabile. Dall’atmosferico trae la suggestione dell’intro e dell’outro e il riempimento emozionale delle sezioni melodiche e del divertente ritornello.

 

 

 

 

Delle clean vocals in combinazione con la distorsione, c’è da dire che la transizione sia abbastanza fluida tra i due cantanti, ma il pulito è orientato al versante edulcorato, tipico di registri usati nel post-hardcore e nel pop punk. Questo tratto attribuisce un orientamento plastico ad alcuni dei brani, che incontreranno gradimento soprattutto negli amanti dei generi appena citati, e meno negli adepti del -core più infernale a tutto growl e fragore di chitarroni.

 

Nella seconda traccia Killing Me il viaggio sulle corde vocali pulite e acute continua elevando ancora il registro accostandosi in parallelo alle distorte, carico di emozione e catchiness sul motivo del ritornello. Personalmente favorendo meno questo tipo di cantato pulito, trovo invece negli Ocean Sleeper le sezioni strumentali di metalcore essere dotate di caratura tecnica, e parlando sempre di corde, ma elettriche, che in questo pezzo sfoggiano istanti dal flair progressive, incastrate al circolare melodico delle elettriche, arpeggi e quell’adorabile palm muting distorto calato in una struttura che a primo ascolto sembra semplice perché orecchiabile, ma complessa e livellata.

 

 

 

 

Light In My Dark è decisamente un brano pop punk dotato di ampie sezioni melodiche alternate a minori innesti di metalcore. Con un repentino cambiamento ritmico che porta i versi e lo strumentale sul sincopato dal centro in poi, il brano si rende più unico che scontato. La costruzione valorizza l’aspetto pop e se fosse stata scritta unicamente sul genere escludendo distorsioni di ogni tipo, vocali e strumentali, sarebbe stato un perfetto momento di intrattenimento commerciale.

 

Da un brano easycore/pop punk la transizione avviene su uno degli episodi più energici del disco: Hate Me Like You Mean It. C’è un basso evidente che attribuisce al brano una valenza nu metalcore, associato a un riffing serrato e una ritmica massiccia, talvolta anche molto affrettata. Il pezzo scritto in questo caso sul nucleo metalcore, supporta il melodico solo sul ritornello, che arriva con lo stesso magnetismo da sing along come ascoltato finora. Al minuto 1,20 un breakdown atomico arriva a confermare un potenziale super heavy degli Ocean Sleeper. Tra le altre cose il pezzo espone una serie di distorsioni vocali varie, dallo screaming al mid growl abrasivo.

 

Ascolta Ocean Sleeper – Hate Me Like You Mean It:

 

 

Tornando alle componenti principali, il sintetizzato, trovato in apertura, qui torna nella versione più elettronica possibile. Da un episodio energico, si passa al metalcore progressive ed elettronico con You’ll Never Know. Personalmente uno dei miei episodi preferiti tra la minore heaviness dell’album, risplende di tecnica su una frenesia da fretwork, sulla combinazione con un basso di piombo e su tutti quegli elementi elettronici che sono distribuiti non solo a supporto del ritornello, ma anche dei passaggi atmosferici. Occhio al roccioso breakdown che arriva al minuto 1,42!

 

 

 

 

Un’introduzione minimal si snoda attraverso l’armonia per Awful Thoughts, dove si ha la possibilità di ascoltare anche un registro più pieno e confidenziale del pulito da parte dell’usuale screamer. Sezioni serene come quella dell’introduzione, sono associate a momenti decisamente più animosi, a un breakdown centrale, alla nervosi da doppio pedale ritmico e onnipresenti melodie bittersweet. Ed è su questa malinconia che chiude il brano e si porta via un grado si suggestione.

 

In coda un altro dei brani forti che attacca con uno squisito riffing intricato e prog: Out Of Sight • Out Of Mind. Qui gli Ocean Sleeper miscelano linee di chitarra stridenti ad alzare l’asticella della tensione, un groviglio a braccetto con synth drammatico, percussioni puniche e growl, riservando una sola interruzione melodica e lasciando largo spazio al muro del suono. Un gran bel pezzo.

 

 

 

 

Con un arrangiamento à la Bad Omens, Save Me, un pezzo oscuro e tormentato nell’esecuzione. È dotato di una carica infernale che viene attutita dal ritornello melodico che sa come catturare, sullo stesso flusso e riflusso di heaviness-melodic insito nel marchio di questa formazione. Il brano è bello, tosto e arriva a conquistare sul metalcore granitico, però lascia come altri brani, quel velo di frustrazione per la virata sonora che soffia acqua sulle fiamme nel momento in cui trovava l’ascoltatore più coinvolto.

 

Un’atmosfera sospesa fatta di un solo arpeggio riverberato su sfondo etereo, introduce un altro capitolo pop/easycore: Running Through My Head. L’incastro delle double vocals, qui subisce una sovra incisione e e garantisce un’ottima resa all’ascolto. La traccia si accende e si spegne, tra passaggi potenti ed energici a instanti minimalisti orientati al pop.

 

 

 

 

Per la chiusura, gli Ocean Sleeper ripiegano sui tocchi di vetro di un pianoforte, con un successivo basso pulsante. Si chiama Better Days e miscela una struttura simile alle tracce precedente, con aggiunta di piano e archi synth, ma soprattutto spingendo il piede sulla mattanza ritmica metalcore. Questi sono istanti rari e adorabili cui ci si deve aggrappare con le unghie. C’è un accompagnamento di rapidi blast beats o regolari percussioni che rinforza tutta la struttura. Alla stregua della carica emotiva vocale, il brano molla un ultimo ritornello ricantabile e incantevole con il piano. Una chiusura efficace che lascia sospesi sulle ultime atmosfere di soli archi e pianoforte.

 

Negli Ocean Sleeper e in questo nuovo lavoro, la sensibilità melodica sfuma molto spesso l’aggressione. Si tratta di un viaggio fatto di sezioni orecchiabili e più aggressive che spingono nel mosh o diffondono entusiasmo pop. Va detto che su entrambi i fronti, la formazione sembra avere un certo talento. Date le circostanze, non resta che attendere e osservare quanto la band sia in grado di definirsi e addentrarsi su un lato o sull’altro lato.

 

 

Rating: 8.8/10

Brani suggeriti: Sleep Life Away, Hate Me Like You Mean It, You’ll Never Know, Out Of Sight • Out Of Mind, Save Me, Better Days

 

Ocean Sleeper – Don’t Leave Me This Way tracklist:

 

1. Sleep Life Away

2. Killing Me

3. Light In My Dark

4. Hate Me Like You Mean It

5. You’ll Never Know

6. Awful Thoughts

7. Out Of Sight • Out Of Mind

8. Save Me

9. Running Through My Head

10. Better Days

 

 

 

 

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