OF MICE & MEN: ritornano alle radici dell’heaviness nel sesto album EARTHANDSKY.

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Gli Of Mice & Men al sesto album EARTHANDSKY.

 

 

 

 

A soltanto un anno e mezzo di distanza dalla release del quinto album in studio DEFY del gennaio 2018, le leggende del metalcore californiano OF MICE & MEN tornano con il nuovo EARTHANDSKY in pubblicazione il 27 settembre 2019 tramite Rise Records.

 

 

 

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OF MICE & MEN. EARTHANDSKY.

Overview

 

 

 

 

EARTHANDSKY è una collezione da 11 tracce che vede un ritorno significativo all’aggressività viscerale del sound degli Of Mice & Men. La formazione continua per la strada della fama rinunciando a un formato radio edit o se vogliamo da rock arena del metalcore, su cui hanno invece ripiegato recentemente molti contemporanei e colleghi del genere.

 

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OF MICE & MEN. EARTHANDSKY.

Track by track review

 

 

 

 

EARTHANDSKY attacca con Gravedancer, un brano d’effetto che ruota intorno a uno strumento a corde indiano, un dilruba, che intrigante apre in seduzione le porte dell’heaviness. La sezione massiccia che esplode una manciata di secondi dopo, riflette specularmente la tematica del brano: l’atteggiamento auto-distruttivo consapevole. Le corde di questo strumento tornano sul ritornello tra le intercapedini di un tappeto ritmico esagitato e sullo strumentale demolitore che a furia di riffing down tuned e bassi di piombo dà già uno spaccato sull’intera composizione dell’album. Un Aaron Pauley in forma vocale smagliante, qui in eccezionale forma quasi esclusivamente distorta apre e chiude le fauci su un abrasivo mid growl. Un oscuro breakdown in coda al brano assesta la randellata finale che conduce al secondo.

 

Dove dopo aver sbranato per bene in attacco, Aaron Pauley lascerà entrare anche le clean vocals in presenza decisiva sul secondo pezzo. Tanto riconoscibili e incredibilmente sonore, sono protagoniste del ritornello di As We Suffocate sulla formula standard di brutalità diluita dal melodico virale del catchy chorus, che gli Of Mice & Men hanno trovato negli ultimi anni, sempre infallibile. Il brano è regolato principalmente da un lavoro di corde energico, in doppietta col drumming di aderenza e precisione matematica, altra nota stand out non solo del brano ma del disco intero, cortesia della notevole esecuzione di Valentino Arteaga. Come nota aggiuntiva, c’è un backrop atmosferico e ambience che supporta il drammatico delle sezioni caustiche.

 

 

 

 

Il livello dell’aggressività incendiaria continua ad elevarsi con il terzo numero Taste of Regret, che si ispira al tema del silenzio in particolare in un’epoca dettata dai social media, responsabili di aver deteriorato la comunicazione umana. Attacca su una serrata sezione ritmica associata a giri di chitarra brevi e circolari a pieno supporto dell’headbanging naturalmente scaturito dal groove dell’arrangiamento. Il brano procede e sbuffa affrettato, ma si apre anche su un ritornello spazioso e ricantabile per intero, preannunciato ciascuna volta da un lead di elettrica seducente. Tra il mid growl e il low growl, i breakdown e la distruzione perpetrata attraverso i versi, il pezzo regala un alto momento di intrattenimento. Decisamente adatto alla scaletta dal vivo, il brano ha il potenziale di magnetizzare il sing along e il mosh più distruttivo.

 

La transizione su Mushroom Cloud è una conseguenza naturale. Si tratta di un pezzo super heavy dotato di una ritmica punitiva alla stregua di blast beats eseguiti alla velocità della luce e un riffing altamente tormentato e tedioso sin dalle stridenti linee di apertura. Mostruosa, la traccia prende a pugni e corrode all’osso sulla performance di un Aaron Pauley, mastodonte della distorsione vocale.  Al confine dell’aggro metalcore, il brano è dotato di una struttura di corde maniaca ed aggrovigliata. Apre una voragine ogni volta che entra il ritornello preannunciato da un crescendo nella furia e sull’apocalissi del breakdown al minuto 3,26.  Il pezzo smuove un’orda belluina di militanti col sangue iniettato negli occhi che urlano a pieni polmoni sul ritornello extra heavy. Una serie di sintetizzati pungenti distesi dietro l’arrangiamento, supportano la tensione e la claustrofobia di una delle tracce più brutali in assoluto dell’album.

 

 

 

 

Pieces continua ancora a passo sostenuto, ma diluisce una dose più abbondante di melodico corroborata dalle elettriche e dall’emozione convogliata del ritornello memorizzabile, in grado di avvolgere incredibilmente con una tonalità bittersweet. La seconda sezione ospita un virtuoso assolo che completa l’architettura metalcore tendente al melodico. Si tratta di un pezzo bilanciato sulla formula heavy-melodic-catchy, come solo gli Of Mice & Men saprebbero calibrare.

 

La tracklist dell’album è costruita intelligentemente, e questo è tanto lampante nelle transizioni della brutalità e del melodico che progrediscono senza spiazzare l’ascoltatore attraverso i brani. Dunque heavy per heavy e catchy per catchy, Pieces scorre verso un altro brano dotato di ritornello virale e contagioso: Deceiver/Deceived. Il brano ruota intorno alla tematica della delusione di un’epoca moderna dove regnano la mancanza di fiducia e l’abitudine patologica a mentire. Le chitarre reminiscenti di sonorità dal precedente album DEFY, sono il traino principale del brano regolandone in parte anche l’aspetto melodico e orecchiabile. Melodico non vuol dire però che gli Of Mice & Men arrestino l’assalto sonoro, perché il brano è eseguito con un lavoro di pelli prepotente e non solo sui versi, quanto anche sul ritornello. La potenza è catalizzatrice del messaggio. Al 2,44 minuto si espande un epico assolo da hard rock arena.

 

 

 

 

In coda la title track Earth & Sky un brano che molti ricanteranno e destinato ad essere riavvolto. Accattivante sin dall’introduzione con un efficace palm muting circolare, innesca una corsa inarrestabile sulla sezione di batteria e sulla lacerazione di corde, vocali ed elettriche, ma si squarcia anche sull’anthemic chorus. Proclamazione di resilienza, il brano prende a pugni per bene e procede su repentini cambi di tempo, incastrati senza arrecare disturbo. Supportano difatti l’hype del brano da cima a fondo, tanto nella spietatezza dei blast beats e della mattanza di corde, che sull’interludio nebulizzato in synth, dove lo strumentale è assente. Però interludi del genere, cosa preannunciano di solito? Sono preludio a un breakdown che qui erge un muro sonoro finale e spegne ogni forma di luce.

 

Guarda il video ufficiale di Of Mice & Men – Earth & Sky:

 

 

 

Con un’apertura melodica si preannuncia The Mountain, ma attenzione perché non è osmotica sul resto del brano. Difatti le linee melodiche sono molto esili attraverso un’accecante coltre oscura di heaviness e un groviglio di chitarroni rombanti. Al centro un interludio atmosferico crea un climax che raggiunge il culmine sul breakdown, come il genere comanda. The Mountain è un altro episodio di riffing ultra breve e tagliente associato a un drumming da blast beats matematici. Sulla chitarra una sfumatura progressive metalcore non guasta, manifestata all’ascolto attento sul fretwork affrettato che emerge di tanto in tanto. La montagna a cui si fa riferimento qui è quella che ergono le persone ogni volta che creano identità multiple scegliendo di non mostrarsi per chi sono veramente, o per non avere la possibilità di farlo.

 

Potente ed energica, orientata all’orecchiabile con arena rock vocals e ritornello da sing along instantaneo la terzultima Meltdown. Sebbene la brutalità del resto del disco sia abbassata per questo brano più orientato al sound commerciale, il groove portante dell’arrangiamento è coinvolgente e accattivante.

 

 

 

 

Linger tocca la tematica della perdita legata alla morte di persone care. La delivery dell’argomento è messa a segno attraverso un arrangiamento che spegne e riavvampa le fiamme incendiarie tra versi che ammiccano al melodico malinconico e switch repentino sull’aggressione sonica regolata dal cambio di tempo. La dose più ampia di melodico è custodita da un catchy chorus bello e potente che convoglia l’emozione, la passione e la tristezza direttamente dalle corde vocali di Aaron Pauley. Questa traccia espone una capacità raffinata di transizione dall’abrasione del growl e dello screaming verso il pulito di cui forse ne è l’esempio più abbagliante del disco.

 

Estratto come lead sigle e ultimo a comparire nel disco fisico, How To Survive, che aveva già posto le basi delle aspettative di una fan base assetata di heaviness da parte degli Of Mice & Men e che ha creato un’attesa snervante per l’uscita dell’album stesso. Attacca con un accompagnamento elettronico che irrimediabilmente fa sbattere il piede, ed esplode su un arrangiamento a base di tritolo. Potentissimo e con riffing affilato, carica lo strumentale al massimo del voltaggio. Il brano chiude su una delle note più violente sventolando la bandiera di guerra contro il bullismo e incastra nella squadriglia armata un ritornello da stadio regolato dal rancore vocale. Impossibile non ritrovarsi a urlare a squarciagola con Aaron Pauley, lancio una sfida! Con un ultimo ritornello in propagazione sulle masse e un groove tenace, mette a segno il gran finale di EARTHANDSKY.

 

Guarda il video ufficiale di Of Mice & Men – How To Survive:

 

 

EARTHANDSKY è un ritorno degli Of Mice & Men al territorio dove l’aggressività del metalcore regna suprema. Senza escludere ritornelli virali e iniezioni melodiche parte integrante del signature sound di questa formazione, viene mantenuto il profilo heavy delle sonorità riconducibili ai pezzi più forti della discografia. Non vengono cambiate le carte in tavola, ma al contrario di molte band che si stanno addentrando in territori più commerciali ed edulcorati del –core, gli Of Mice & Men continuano a soffiare benzina sul fuoco senza cambiare la propria formula vincente.

 

 

Rating: 9.8/10

Brani suggeriti: Gravedancer, Taste Of Regret, Pieces, Earth and Sky, Linger, How To Survive

 

 

Of Mice & Men – Earthandsky tracklist:

 

1. Gravedancer

2. As We Suffocate

3. Taste Of Regret

4. Mushroom Cloud

5. Pieces

6. Deceiver/Deceived

7. Earth & Sky

8. The Mountain

9. Meltdown

10. Linger

11. How To Survive

 

 

 

 

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