OVER CLOUDS CORRUPTION e il nuovo FOLLOW THE LIGHT EP: luce nel buio, melodico nell’heaviness.

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OVER CLOUDS CORRUPTION

 

 

 

 

Gli OVER CLOUDS CORRUPTION sono un quintetto metalcore, melodic metalcore da Bari con Roberto Max Lo Riso alle vocals, i chitarristi Gianluca Di Chiaro e Vincenzo ‘Rage’, il bassista e cantante per backing vocals Vito Garzone e il batterista Davide Olivotto.

 

A partire dal 2014, anno della formazione, la band si è imposta come portabandiera di concetti significativi espressi attraverso la musica inglobando la visione di una società moderna corrotta, dove il potere detiene il controllo delle masse alla costante ricerca di un precario benessere.

 

 

 

 

Gli Over Clouds Corruption si sono affacciati sulla scena con il primo singolo Crucify Your Heart, hanno varcato la soglia del primo lavoro FOLLOW THE LIGHT EP, uscito nel marzo 2019. Un EP che ruota intorno all’immagine della luce nelle sue molteplici forme e significati, diluita attraverso tutte e tracce attraverso il melodico corroborato da pianoforte, archi, synth e ritornelli orecchiabili. Lacerazione e traino di corde vocali ed elettriche, il disco riflette specularmente nella composizione la metafora di luce nel buio, melodico nell’heaviness.

 

 

 

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OVER CLOUDS CORRUPTION. FOLLOW THE LIGHT EP.

Track by track review

 

 

 

 

Il nuovo degli Over Clouds Corruption apre con Lust for Dawn, intro che concede un ingresso graduale al disco con pianoforte stregato e un crescendo attutito di chitarra distorta. L’attacco svolge quella funzione di agganciare l’attenzione dell’ascoltatore e la mette a segno con suggestione, cortesia del piano e del riffing che restano nel retro e su cui sopraggiungono una varietà di elementi atmosferici tra l’evanescente e l’onirico. Archi e cori in sospensione, sintetizzato e quant’altro svolga un ruolo di soundtrack da film reminiscente di ambient metalcore. Si tratta di un preambolo funzionale al caos che esploderà dopo un minuto e venti a suscitare l’irrefrenabile desiderio di buttarsi dentro al circle pit in balia della distruzione totale. 

 

 

 

 

Non a caso, perché premendo play il brano in entrata, Insomaniac, chiude gli occhi, anzi li cuce, alla melodia. Spazio a volontà alle distorsioni vocali che divoro ogni giorno per ordine del medico e che qui trovo in vetrina su una vasta estensione di registri. Dall’abrasione di un high screaming che strizza l’occhio alla timbrica di Bryan Garris dai Knocked Loose, disperata e lacerante, in transizione liquida su un mastodontico growl medio e gutturale. Il passaggio da un registro all’altro è supportato dalla variazione stessa del tappeto ritmico, da rapido a drammatico e viceversa. Approcciando il minuto 1,40 gli occhi sono riaperti al melodico. Il brano spacca una voragine nell’heaviness con un catchy chorus melodico in linea vocale pulita. Il pezzo cambia nella sezione ritmica almeno tre volte con perizia tecnica sulla doppietta di corde e pelli, tra accelerazioni frenetiche allineate a generi come l’hardcore, e rallentamenti massicci tipici del metalcore dalle frange più dure. C’è una sottile linea progressive nel lavoro di elettrica degli Over Clouds Corruption, che si sente qui nei virtuosismi di chitarra. Cinque minuti di esecuzione e un arrangiamento intricato se ne vanno lasciandosi dietro l’armonia di archi e pianoforte.

 

 

 

 

Parlando di elettriche, Follow the Light, che incastra riffing breve e giri melodici, cavo portante del’intero pezzo. Non sono rari gli istanti in cui la circolarità della solista si installa nell’udito e non si molla più. Follia di blast beats e sostenuto mestiere da doppio pedale (Dio benedica i batteristi del metalcore e tutte le volte che riescono a far tremare la cassa toracica!), la traccia accoglie una vera giustapposizione di luce e buio. Con un ritornello orecchiabile quanto la formula visitata in precedenza in cantato pulito, il sing along è una naturale conseguenza. Ma occhio perché melodico non vuol dire che i ragazzi hanno spento le fiamme incendiarie, beccatevi il breakdown dal minuto 3!

 

 

 

 

Ill Sun è stato estratto come lead single del disco, scelta che manifesta chiaramente il marchio sonoro degli OCC. Pubblicato per primo, aveva già dato un assaggio della capacità della formazione di trapassare istanti di arrangiamento nevrotico con evoluzioni melodiche e sottili effetti atmosferici. Sostenuto e massiccio nel riffing serrato quanto la batteria in blast che l’accompagna, lascia una chitarra solista emergere attraverso tutto l’arrangiamento. Un brano da sei minuti e un’architettura complessa di cui i chitarroni down tuned in boato sono lo scheletro. La maggior parte dei brani ospita code di chiusura creative, così come questo pezzo se ne va lasciando sull’ambience finale la sensazione di volerne ancora.

 

Guarda il video ufficiale di Over Clouds Corruption – Ill Sun:

 

 

 

In Hoc Signo Vinces rappresenta il brano più esemplare ed esplicito nel riflettere la metafora di una società corrotta attraverso l’ispirazione tematica delle lyrics. Qui il metal incendiario vuole che si pesti il piede sull’acceleratore di una ritmica indiavolata con istanti di totale aderenza di corde fine e grosse al micron, vedesi dal minuto 1,05 che rende vera la connotazione del chug metalcore a tutti bassi. Mena senza pietà e crivella sulle percussioni ad effetto mitragliatore. C’è una certa caratura tecnica sullo strumentale e una chimica che sembra emergere proprio da questi istanti di aderenza matematica, che sanno come fluire da passaggi massacranti a innesti melodici senza perdere in consistenza. Attenzione perché questo pezzo ospita uno dei breakdown più apocalittici del disco, arriva al minuto 3,49. ATOMICO.

 

 

 

 

Si arriva alla conclusione del disco tutto d’un fiato tanta è la dinamica delle tracce, e ultima ma non ultima: War Inside. L’attacco intriso di armonia è precursore di un’inevitabile carica d’assalto se avete capito come scrivono e compongono gli Over Clouds Corruption. Il passaggio centrale accoglie un istante di notevole lavoretto di elettrica diluito dentro a un arrangiamento polverizzante facendo una nuova comparsa dopo il quinto minuto. La produzione dell’album supporta tutto lo strumentale, quanto il rancore delle vocals, il che è importante per la resa di un suono che miscela numerosi elementi curati al dettaglio.  Il brano scorre su sette minuti senza accorgersene grazie alla composizione non scontata che vira spesso, riuscendo a tenere l’attenzione sempre alta.

 

Un debutto di talento e potenziale quello degli Over Clouds Corruption, che hanno trovato la proporzione giusta per mettere a punto una formula heavy-melodic che deve essere necessariamente perseguita visto il risultato, e che spero di trovare presto in una versione full-length.

 

 

Rating: 9/10

Brani suggeriti: Insomaniac, Follow the Light, Ill Sun, War Inside

 

 

Over Clouds Corruption – Follow The Light EP tracklist completa:

 

1. Lust for Dawn (Intro)

2. Insomaniac

3. Follow the Light

4. Ill Sun

5. In Hoc Signo Vinces

6. War Inside

 

 

 

 

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