SILVERSTEIN. DEAD REFLECTION. Il groove spaccaossa che riflette emozioni multidimensionali.

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SILVERSTEIN. CHI SONO.

Lineup e discografia.

 

 

 

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I SILVERSTEIN sono una formazione che si schiera nella militia post-hardcore e screamo del panorama canadese. La band si è formata in Ontario, a Burlington nell’anno 2000, ed ospita il corrente lineup: l’insormontabile cantante Shane Told, il chitarrista solista Paul Marc Rousseau, il chitarrista ritmico Josh Bradford, il bassista Billy Hamilton  e il batterista Paul Koehler. La discografia dei Silverstein include nove pubblicazioni: When Broken Is Easily Fixed del 2003, Discovering the Waterfront del 2005, Arrivals & Departures del 2007, A Shipwreck in the Sand del 2009, Rescue del 2011, Short Songs del 2012, This Is How the Wind Shifts del 2013, I Am Alive in Everything I Touch del 2015, Dead Reflection del 2017.

 

 

 

 

SILVERSTEIN. DEAD REFLECTION.

Recensione dettagliata

 

 

 

Dead Reflection è l’ottavo album in studio dei Silverstein, di nove pubblicazioni complessive, in uscita il 14 Luglio 2017 tramite l’etichetta Rise Records.

 

I Silverstein sono un’outfit delineato come una delle formazioni più intraprendenti del panorama post-hardcore, in quanto a inventiva e versatilità. Sono sulla scia sonora di band sorellastre del post-hardcore dal sound giovane quanto le sue corde vocali come i Pierce The Veil, ma consolidati e avventurosi nella sperimentazione.

 

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Un disco introspettivo che è riflesso di una gamma stilistica in grado di sfiorare  passaggi di post-rock meditabondo come ritroviamo in Lost Positives, un brano in apertura crescente che esplode in un riffing vigoroso quanto il drums pattern che l’accompagna. Un brano stratificato che si snoda fra curve melodiche e tratti –core fino a sfociare su un catchy chorus ricantabile e memorizzabile. Un pezzo da resa eccezionale dal vivo nel coinvolgimento sul ritornello, sul break down e sull’arrangiamento melodico in backdrop che suscita un viaggio mentale nel sogno

 

Guarda il video ufficiale di Silverstein – Lost Positives:

 

 

Dead Reflection sprofonda in schianto sonoro e hardcore martellante su brani come Retrograde, che ospita un cantato pulito sbranato da screaming di medio registro mentre corre sul lavoro di pelli post-hardcore. Accoglie una sezione in parlato rappato e break down da headbanging garantito, che assorbono influenze metalcore e djent.  Memorizzabile e scorrevole il refrain che alleggerisce i toni accesi del pezzo e rende partecipi nella ricantabilità.

 

Un disco che dove i Silverstein si innalzano esclusivamente a punitori post-hardcore senza necessitare di presentazioni né di farsi attendere sin dalla opener spaccaossa Last Looks, che per mano cammina tra le stesse fiamme del fuoco di Ghost. Compagna d’armi della stessa forza brutale su screaming rabbioso e blast beats hardcore, il brano in grado di aprire una voragine nel mosh pit e riversarci dentro il suo anthemic chorus, Whiplash.

 

 

 

 

I Silverstein trainano ogni brano con la stessa animosità e lo stesso groove tenace, ma ne intarsiano il sound con non poca melodia e soprattutto, lo fanno sempre con ricercatezza. Un bell’arpeggiato apre il brano Secret’s Safe e torna in circolo durante la sua esecuzione ad abbracciare il cantato in clean and clear senza pestare il piede sull’acceleratore di sezioni di batteria e giri di chitarra pesanti, quel tanto che servano a servire un brano radio edit. Un altrettanto meraviglioso arpeggio quello della traccia centrale Mirror Box, che richiama le sonorità Silverstein di sempre, con un meritevole chorus e un alto potenziale di orecchiabilità.

 

Demons è un pezzo che coi proprio demoni mentali corre sul rollercoaster post-hardcore dei Silverstein con miscela di screaming e martellanti blast beats, quanto la pungente voce in altezza di Shane. Un break down di solo lavoro di corde di basso e voce spezza un brano di matrice heavy, con ritornello melodico e ricantabile.

 

Cut And Run, con intro intensa e inquieta nella crunch guitar in riff circolare ritorna ciclico nel resto del brano. La compenetrazione delle chitarre in incastro ad orologeria è degna di nota in questo brano e le corde spiccano coi loro giri travolgenti sul resto dell’arrangiamento al guinzaglio di una timbrica alta e pulita e linee vocali multiple nel retro.

 

 

 

 

Il pezzo forte dell’artiglieria di questa armata canadese è nel proprio lead singer, Shane Told.  Lui è mente delle testualità vulnerabili e spesso legate a problematiche sentimentali che legano il disco, e dotato di corde vocali notevolmente elastiche nei registri più alti. É in grado di impregnare di intensa emozione la propria musica come si ritrova nella malinconica traccia Aquamarine, che si alimenta della tematica del tradimento e il derivante strazio da cuore spezzato o Wake Up sulla necessità di forzare se stessi a rialzarsi dopo una delusione sentimentale per poter procedere in avanti. Wake up è un traccia bellissima, che fa uso della timbrica più pulita e disincantata di Shane Told. Nel cantato lascia fuoruscire quel tanto di aria fra le corde vocali che conferisce sensualità alla linea vocale. Tono soffuso e del synth dolce amaro accompagna la melodia, scandita da una ritmica lenta e un riffing semplice fino al minuto 2,34 quando l’arrangiamento di base si arricchisce di armoniosa inquietudine e pungenti distorsioni sia nello strumentale che nel cantato disperato con uso di screaming in contrasto a soffici backing vocals.

 

 

 

 

In quasi due decadi di musica, i Silverstein non abbandonano la loro formula vincente, ma in questo ultimo album la arricchiscono di una carica emozionale come mai prima d’ora. Necessita di essere ascoltato più volte per essere capito e per afferrare che ogni arrangiamento è interiorizzato al massimo del sentimento primordiale e trasporta sulle proprie lyrics in grado di convogliare pura espressività grazie allo strumentale che le accoglie. L’elemento da picchiaduro resta, ma si impreziosisce e dopo 17 anni di carriera i Silverstein sorprendono ancora una volta i propri fan.

 

All I am is a dead reflection”, canta Shane Told in Wake Up, ma la formazione si conferma invece più viva che mai col suo ultimissimo album, flusso di intricate melodie intrecciate al post-hardcore sulla variegatura sonora migliore dei Silverstein di sempre.

 

Brani preferiti: Last Looks, Retrograde, Lost Positives, Ghost, Whiplash

 

 

 

 

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