Sintesi e forza sinergica di una macchina musicale quasi perfetta. Between The Buried And Me. Automata I.

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Una recensione di Fabrizio Simile

 

 

 

Between The Buried And Me. Automata I.

Premessa

 

 

 

 

 

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Prima di andare a recensire l’ultimo disco dei Between The Buried And Me (abbreviato BTBAM) vorrei fare una premessa doverosa, cercando di essere il più chiaro possibile. Sinceramente non mi aspettavo una scelta artistica così ambigua da parte dei BTBAM cioè quella di voler presentare il loro ultimo lavoro, la loro ultima fatica, suddivisa in due parti. Stiamo parlando di un format ultimamente usato da alcune band la cui notorietà sta crescendo sempre di più nel tempo (Textures, Periphery). Scelta giusta o scelta sbagliata, manovra di marketing o scelta stilistica, alla fin fine conta la sostanza, ma quando si vede arrivare sul mercato un disco contenente sei tracce di una delle band più interessanti e sorprendenti degli ultimi anni ti viene un po’ il nervoso perché da un gruppo di questo calibro ti aspetteresti qualcosa di più. La divisione in due parti di un disco a volte può servire per suddividere le idee e le più disparate emozioni che, a lavoro ultimato, compariranno in modo nitido nella mente di ognuno di noi creando un concept album ben definito. Per il momento mi limiterò a commentare e ad analizzare traccia per traccia un lavoro che già di per sé porta la firma di ‘‘INCOMPLETO’’, ma che nella sostanza di incompleto non ha nulla, cercando di capirne i limiti e fin dove si possa spingere. La momentanea assenza della seconda parte non mi impedirà di andare fino in fondo a questo primo assaggio di un progetto più grande. Ritengo che i Between The Buried And Me abbiano voluto suddividere di proposito il loro materiale per cercare di dare alla luce un lavoro compatto a livello concettuale e strutturale, rendendolo cosi meno generale, più concreto e variegato. Riguardo al commento finale mi astengo dal dare un giudizio complessivo, cosa che farò una volta che potrò andare ad analizzare il tutto, pezzo per pezzo, melodia per melodia, stendendo una seconda recensione che andrà a completare questa precedente. Mi limiterò a commentare la prima parte, in attesa di assaporare la seconda. Non perdiamoci in ulteriori chiacchiere e cominciamo più carichi che mai perché, anche se le tracce sono sei, ci troviamo di fronte ad una band in continua evoluzione e dai risvolti sorprendenti.

 

 

 

Between The Buried And Me. Automata I.

Traccia per traccia

 

 

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La seconda traccia, House Organ, si apre su note potenti e continui ritmi serrati provocati dalla batteria martellante. Subito si squarcia la ‘‘mono-tonia’’ percepita con growl potenti e trascinanti. Questo è il metalcore progressivo dei Between The Buried And Me, un hardcore old-school che negli anni si è andato sempre di più ad evolvere, nemmeno la più semplice struttura melodica si salva, l’intricata successione degli strumenti unita alla potenza vocale di Tommy Giles fagocita ogni cosa, facendo sembrare anche la più insignificante parte di quel suono necessaria e vitale per l’intera struttura del brano. Ed ecco che dopo un momento di caos strutturato giunge la pace dei sensi, dopo la parte spacca-denti arriva la salvezza, un bridge puro e leggero, catartico, intriso di pura estasi melodica, piombato dal vuoto per curare la maledizione sonora precedente, come se quella tranquillità melodica volesse esorcizzare l’attimo precedente. Il brano prosegue con clean vocals che si incastrano nella successione degli strumenti come delle pepite che si intarsiano sopra una nobile lama. Il brano termina con eleganza e potenza.

 

 

 

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Yellow Eyes, terza traccia, irrompe sulla scena come una bomba atomica sganciata a velocità supersonica. Le scale e le parti cantate si aggrovigliano, mescolandosi e cambiando di continuo. In generale tutto il brano provoca una velocizzazione delle successioni melodiche tipiche dei Between The Buried And Me. Un bridge quasi ai limiti del power metal descrive una traiettoria parabolica sopra il progressive e lo muta in melodic metal, determinando un innalzamento di tono del cantante, ma questa atmosfera viene rotta dal growl come sempre squarciante del nostro Tommy Giles. Questo brano prosegue con continui cambi di direzione, assistiamo ad un fenomeno sconvolgente, la musica muta e si va riempendo di sfaccettature incredibili. Momenti di stasi sonora, velocità e continui giri melodici strutturati con una cura degli effetti maniacale e magistrale. Growl che dilaniano la voce pura e limpida, giri di basso progressive che si incastrano in successioni intricatissime di batteria, fraseggi di chitarra ai limiti del math-rock, assoli di batteria e base elettronica che si vanno a fondere, insomma risulta molto complesso descrivere un brano così cangiante e sorprendente. Ad un tratto si presenta all’appello un assolo di chitarra necessario e continuativo che culmina con una progressiva scala sonora dalla struttura quasi aliena e dalla melodia coinvolgente. Posso dire personalmente che da un punto di vista tecnico, con Yellow Eyes, i BTBAM hanno fatto il botto!!!!

 

 

Ascolta la release audio ufficiale di Between The Buried And Me – Yellow Eyes:

 

 

 

Ed eccoci arrivati ad un pezzo che ho classificato come il più catchy e orecchiabile dell’intero lavoro. Il quarto pezzo, Millions, ci mostra ancora una volta i Between The Buried And Me nella loro atmosfera più pura e semplice artisticamente parlando. Ma, in verità, purezza e semplicità per il quintetto statunitense significano complessità e audacia compositiva. Come sempre all’interno dei loro lavori troviamo dei pezzi che rassomigliano a ballad ma che riescono a spogliarsi di questo genere creando risvolti sorprendenti e accattivanti. Millions è uno di questi, e riesce a toccare un livello emozionale e artistico sorprendente. Il motivo centrale del pezzo si ripete più volte come una melodia ossessiva che inghiotte ogni cosa e porta con sé gli echi di un Post-rock mancato, rivoluzionato dalla voce in clean del cantante. Questo brano è un inno alla solitudine. Il cantante lamenta di essere il solo fra tanti, milioni, ad aver perso la prospettiva ed ora rimane solo la nebbia danzante.

 

‘‘I’ve lost my perspective. You left me alone’’

 

Questa atmosfera viene sconvolta da un growl momentaneo che irrompe sulla scena determinando una durezza di tono. Come sempre si può notare la bravura dei Between The Buried And Me nel riuscire a coniugare due sensazioni sonore differenti, cercando di rendere melodico ciò che risulterebbe pesante e forzato nella sua durezza sonora. Insomma ci mostrano la capacità di far convivere due realtà in una sola, mescolando ancora una volta le carte in tavola, facendosi riconosce e amare, mantenendosi coerenti e sinceri nel loro lavoro e sulla loro arte. Il brano si mostra in tutta la sua compattezza e varietà fino alla fine, dando spazio alla parte finale di Automata I. Prima della mossa finale i Between The Buried And Me si prendono una pausa da 1 minuto e 02 con un pezzo strumentale dal titolo Gold Distance. Non c’è molto da dire, l’atmosfera strumentale si va piano piano componendo fino a sfociare nella canzone finale del disco.

 

 

Guarda il video ufficiale di Between The Buried And Me – Millions:

 

 

 

 

Blot, sesta ed ultima traccia del disco presenta un’atmosfera arabesca, quasi da Mille e una Notte, facendo risaltare l’animo squisitamente prog della band. Il brano sprizza varietà compositiva da tutti i pori, per un totale di 10,24 minuti e passa. Ecco lo stacco e la sorpresa, break down energici e cambi di ritmo guidano l’ascoltatore a guardarsi le spalle. Aperture melodiche che descrivono movimenti interiori d’estasi e di catarsi dello spirito segnati dalla voce sognante e lirica del cantante che ammalia. Ricadute di tono, passaggi sonori ai limiti del possibile, hard-hitting, break down, scale e arpeggi, assoli di chitarra arabeschi, insomma chi più ne ha più ne metta, stiamo parlando dei BTBAM. Arrivati al minuto 5,30 le orecchie dell’ascoltatore sono invase da un momento di leggerezza generale, composto da arpeggi accennati e voce pulita, innocente, che racconta una storia, che vuole spogliarsi di tutta la pesantezza finora trasmessa. Questo pezzo si dimostra particolarmente sorprendente nella sua struttura e nel suo essere un brano virtuoso senza mezzi termini.

 

 

 

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I Between The Buried And Me hanno saputo dimostrare il loro ecletticismo artistico, la loro immancabile abilità compositiva, la loro passione e la loro vera essenza, e questo è solo un assaggio momentaneo, è solo un avvertimento per tutti coloro che li continueranno a seguire, un monito che da speranza e che infonde i cuori di nuove emozioni e di nuove sensazioni.

 

Automata I rispecchia ciò che il precedente Coma Ecliptic è stato, un disco prog senza mezze misure, capace di convogliare in sé tutta la freschezza e tutta la purezza che hanno raggiunto finora i Between The Buried And Me. Il disco è una continua e incessante sorpresa, si viene catturati da strutture ai limiti del più fine e artistico progressive metal, passando per cambiamenti di toni vocali, tra harsh vocals e clean finemente depositati e atmosferici. La voce di Tommy Giles domina tutto e tutti, descrivendo parabole di incessante potenza e di ferma pacatezza, alzate di tono e discese di growl d’effetto.

 

Con questo disco i Between The Buried And Me si sono dimostrati all’altezza di ogni aspettativa, ma a conti fatti sono rimasti generalmente in una comfort zone, prendendo come unico rischio la suddivisione in due dell’album completo, mantenendosi coerenti in tutto e per tutto con lo stile che li ha caratterizzati sinora. Come per il precedente Coma Ecliptic ci troviamo di fronte ad un lavoro esemplare che va ad arricchire ancora di più la loro fama. I BTBAM hanno preferito presentare la loro veste migliore senza rinnovare poi così tanto il sound, confermando ancora una volta la loro bravura e la loro fantasia musicale. Sono andati a migliorare alcune esecuzioni sonore sfornando un lavoro pregiato e complesso, mantenendosi in linea con i loro lavori precedenti. Sorprendenti come sempre, questi sono i Between The Buried And Me in tutta la loro freschezza.

 

 

 

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Anche se l’album presenta al suo interno solo sei tracce sembra di avere di fronte un LP completo e di tutto rispetto. Ecco perché siamo di fronte ad un LP e non a un EP. In questo caso i BTBAM ci hanno fatto vedere che un disco non si misura da quante tracce contiene, che in sei canzoni si possono trovare tante sfaccettature inaspettate e sorprendenti. Dunque aspettiamo con ansia di vedere come procederà Automata II, sperando in quella coerenza artistica che li ha sempre differenziati da tutte le band che portano avanti un genere progressivo di questo calibro.

 

 

Fabrizio Simile

 

 

 

 

 

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Sono onorata di ospitare questa recensione del nuovissimo album Automata I dei Between The Buried And Me da parte di Fabrizio Simile, musicista, cantante per harsh vocals e redattore. Per sapere di più su di lui, sbirciate nel suo music background:

www.sickandsound.it/meet-my-editors

 

Per tutte le recensioni e gli articoli sui Between The Buried And Me di SICK AND SOUND:

www.sickandsound.it/category/artists/between-the-buried-and-me

 

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Per tutte le interviste disponibili su SICK AND SOUND:

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