VOID OF VISION. DISTURBIA EP. Un album che rivisita spazi oscuri per esorcizzare i propri demoni.

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VOID OF VISION.

Lineup e attività

 

 

 

 
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Photo credit Cian Marangos. 

 

 

 

I VOID OF VISION sono un metalcore outfit attivo dal 5 Aprile 2013 da Melbourne, Australia. Il lineup corrente include: Jack Bergin alle vocals, James McKendrick e Mitch Fairlie alle chitarre, George Pfaendner alla batteria. La band è attualmente nel roster delle etichette UNFD e Rise Records.

 

Il debutto dei Void Of Vision è avvenuto grazie al video  Life // Blood che ha lanciato la formazione all’insegna di tre tour che li hanno visti condividere il palco di nomi di punta del panorama Australiano e non solo, come Hand Of Mercy, Hellions, Elegist, Villes (SNG) e The Sweet Apes. Più recentemente la band ha collaborato anche con band quali gli i Prevail, i Make Them Suffer e i Body Count. Nell’ultimo tour 2017 i Void Of Vision sono stati co-headliners con i Graves e in Europa sono comparsi nel tour anglosassone The We Are Strong Than Before Tour” con: Miss May I, Fit For A King e Currents.

 

 

 

 

 

VOID OF VISION.

 

Singoli e discografia

 

 

 

 

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Il 30 Ottobre 2014 I Void Of Vision hanno rilasciato il primo EP di debutto Broken // Bones annoverato come l’extended play dell’anno dal magazine BLUNT. Il 30 Settembre 2016 l’etichetta UNFD ha effettuato la release dell’album full-length Children Of Chrome.

 

Il 10 Novembre 2017 è stato pubblicato l’ultimo EP dei Void Of Vision, DISTURBIA che andremo a recensire. Il disco in questione ha visto in fase di scrittura e produzione la collaborazione con i compagni di etichetta Northlane, in particolare con Jon Deiley, gli Ocean Grove con Sam Bassal, e Drew Fulk che ha collaborato con We Came As Romans, The Amity Affliction, Motionless In White. Questi influssi hanno favorito uno shifting della sonorità dei Void Of Vision, che in questo EP svalica i confini delineati coi precedenti lavori in direzione di un sound più emozionale ed espressivo ma allo stesso tempo intriso di tutte le heavy features caratterizzanti di questa formazione.

 

 

 

 

DISTURBIA è stato definito come il ritorno alle origini del sound del metalcore outfit da MelbourneIl titolo e il concept di questa selezione di brani prende vita dallo stesso frontman, Jack Bergin che lo ha scritto alla finalità di mette la propria intimità in vista. Si ricollega ad una fase di transizione dello stesso cantante, alla ricerca di una collocazione del proprio vissuto personale, al trovarsi faccia a faccia con i propri demoni da accettare ed esorcizzare.

 

“Over the past year, I haven’t really been in a place which I could call ‘home’. I’d found myself lost numerous times and had to revisit a lot of dark places I never wanted to reflect back upon to do so. The term ‘Disturbia’ is coined as the dark side of a neighbourhood, a place I became all too familiar with.” 

 

“There is no particular theme for the EP, this was really for an experience I wanted myself to have, seeking the hopeful relief of facing my own demons. In the most unselfish way possible, I wrote this EP for myself, because I needed to.” Jack Bergin.

 

 

 

 

Disturbia è una collezione di brani catartica e strettamente personale, in cui ciascun brano è colmo fino all’orlo di ogni singola emozione provata da Jack Bergin, che definisce personalmente essere la cosa più giusta mai fatta negli ultimi due anni in favore della propria salute mentale.

 

Quattro brani racchiudono giri di chitarra affilati come rasoi, break down blindati, chorus che concedono una tregua nell’alto voltaggio della heaviness degli arrangiamenti, ausilio di elementi atmosferici. Un sapiente utilizzo di distorsioni vocali pungenti si incastra al micron a ritornelli o passaggi in clean dove una parsimoniosa melodia viene cosparsa tra le intercapedini del metal dei Void Of Vision.

 

 

 

 

 

VOID OF VISION. DISTURBIA EP.

 

Track by Track

 

 

 

 

1. Spite

2. Ghost In The Machine

3. You Will Bring Me Down

4. Grey Area

 

 

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This is not the way it goes, and it can only go to show, this is not the way it goes, now that you’re on your own”.

 

 

 

 

Ghost In The Machine è il lead single dell’EP dei Void Of Vision, con un lavoro di chitarra aggrovigliato ai blast beats pulsanti e un’apertura da massacro sonoro. La collaborazione con Jon Deiley dei Northlane alla composizione del brano si sente forte e chiara nel lavoro di corde. Le linee di basso sono granitiche e mordono a riprese i guitar riff che legano l’arrangiamento. C’è quella colata di elementi atmosferici e tensori nel backdrop che arricchiscono con pathos l’esecuzione. Le percussioni e i break down spessi del brano sono portabandiera di un metalcore come piace agli adepti del genere. La traccia accoglie un catchy chorus riossigenante su linea vocale pulita, che spezza l’aspetto prevalentemente martellante e arroventato del brano. La fusione tra pulito e distorto nella linea vocale è impeccabile e senza passaggi di disturbo tra una stilistica all’altra. Il titolo richiama i propri demoni personali che si sono inevitabilmente mostrati e il senso di autoconsapevolezza della propria morte interiore, su testualità alquanto ermetiche.

 

“This feeling never leaves, it’s become it’s become, a part of me, I’ll bottle it up inside, outta sight outta mind, you’ll miss it every time”.

 

 

Guarda il video ufficiale di Void Of Vision – Ghost In The Machine:

 

 

 

La terza traccia You Will Bring Me Down apre con fuzz di cassetta in riavvolgimento. Il brano intreccia brillantemente vocals in distorsione e clean and clear con tanto di un break down atmosferico e ambience con synth sincopato in sola voce pulita effettata di elettronico. L’intermezzo si lancia in una sezione molto bella, con un giro rapido di chitarra a trainare l’intero arrangiamento. Il groove del brano carico anche di effetti oscuri nel retro ha un tiro micidiale. Il ritornello è decisamente un anthemic chorus, ricantabile e melodico mentre scivola su un arrangiamento ancora heavy e arroventato su una ritmica simile al precedente. Il brano si contorce sulla delusione sentimentale e una relazione in cui il rapporto di fiducia reciproca è spezzato, una storia divenuta aspra, in cui la persona si sente sola e incompresa ed è dunque pronta a concludere per esasperazione questa relazione.

 

“Misery loves company, but I’ll be happy when you leave, I’m so over losing sleep. Misery loves company, I’m dying for you to see, that I’m so tired of this hollow feeling”.

 

 

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La traccia
closer Grey Area, apre con sonorità spettrali e drone che si muovono con disagio da un canale all’altro della cuffia prima di innescare un’inarrestabile corsa hardcore nei blast beats e nelle basslines che prendono a pugni. Il break down dal secondo minuto è unico nell’intensità, quanto quello incendiario dal terzo minuto, espressivo fino all’ultima goccia di sangue. Sono intermezzi che trascinano faccia a terra e rappresentano soltanto due dei break down che costituiscono i muri sonori innalzati all’interno della traccia conclusiva. Si passa agevolmente da sezioni impetuose a sezioni come queste che sollevano al massimo l’asticella della tensione e dell’headbanging. Gran bel pezzo in grado di sparare alcuni tra i migliori guitar riff rapaci dell’EP capaci di diluirsi in sezioni melodiche, tornare nella rissa innescata dalle sorellastre a corde grosse e basse, e farsi travolgere dal tappeto ritmico che vigoroso batte senza pietà. Il giro di chitarra melodico nel retro del ritornello è eccezionale. Grey Area è vendetta nei confronti delle ferite inflitte da una persona che fingeva di esserci ma che in realtà pensava soltanto a sé stessa, e infine, si è dimostrata assente.

 

 

 

 

“Pushed aside, cut the ties, kept away but kept in mind, speak your mind, ignore mine I’m left thrown by the wayside, I’ll stay underneath with my whole world at your feet”.

 

“I built my walls up high, for you to destroy them, piece me back together brick by fucking brick, do I make you sick?”

 

 

Ascolta la release audio officiale di Void Of Vision – Grey Area:

 

 

 

Nessun altro asso migliore da calare come chiusura se non questa bomba -core ad alta carica esplosiva. Disturbia è un EP solido e trainato con forza e impeto da un suono cingolato, capace di schiacciare l’udito con le sue ruote dentellate e ridurre in brandelli col rancore col quale ci viene scaraventato addosso nelle testualità aspre e intrise di sofferenza. Quelle di Jack, che ha scritto questo EP per sopravvivere al confronto con i propri demoni personali e per trovare il sollievo di riversare il suo vissuto personale in un album creato per sé stesso senza risultare egoista. Lo sforzo di riuscire a tenere il livello della heaviness dei Void Of Vision ancora all’apice riuscendo a comunicare messaggi onesti e sinceri come sono sentiti nel personale è effettivamente eccellente. A voi il giudizio.

 

 

Brani preferiti: Ghost In The Machine, Grey Area

 

 

 

 

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