WORTHY OF THE CROWN. DEITY EP. Divinità ancestrali in trinomio di armonia, brutalità e tecnica.

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WORTHY OF THE CROWN.

Bio e sound

 

 

 

 

WORTHY OF THE CROWN. Provengono da Fort Walton Beach, Florida e sono conosciuti per il loro utilizzo di chitarre a 7 e 8 corde. Rappresentano un outfit dotato di elevata potenza in attività dai primi del 2016 che ha debuttato con il primo EP SELF DOUBT, ora alle porte di DEITY EP del 15 Marzo 2018. Sulla scia di influenze quali Veil Of Maya, Born Of Osiris, Whitechapel, Parkway Drive, Chelsea Grin, After The Burial si collocano nel progressive metalcore e deathcore, aggiungendo armonie elettroniche oscure e giustapponendo un aggrovigliato lavoro di corde e break down spaccossa. Il risultato della formula è un trinomio di armonia, brutalità e capacità tecnica. La formazione ad oggi schiera: Ben Revell alle vocals, i chitarristi Scott Richards e Justin Curtis e il bassista Brent McNamara. Dopo la recente entrata nella band del cantante, sono ulteriormente alla ricerca di un batterista.

 

 

 

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I Worthy Of The Crown offrono un’esperienza nella musica unica, attraverso un sound esclusivo e carico di energia ad alto voltaggio, che si innesca nel progressive metalcore e si espande alle influenze tecniche e melodiche. Eccoli con la seconda collezione di cinque brani avvolta dal mistico e l’arcano fin dai titoli scelti legati a divinità ancestrali e mitologiche per ciascuna traccia. Sebbene la produzione non sia tirata a lucido e talvolta si senta un leggero fragore per essere ipercritici, gli arrangiamenti sono magnetici, strutturati e dotati di virtuosismi di corde non indifferenti. A voi la sua recensione.

 

 

 

WORTHY OF THE CROWN. DEITY EP.

Track by track review

 

 

 

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Segue Erebus, che nel nome si ispira ad una divinità ancestrale greca, figlio di Caos e fratello della Notte. Anche per la seconda traccia è prevista un’introduzione originale dove dei giri di chitarra circolari ad effetto ipnotico aumentano poco a poco di volume favorendo il perfetto preambolo prima che la traccia si cosparga di massicci break down. La dimensione profonda del brano è ottenuta anche grazie a delle linee di basso molto spesse e reboanti in questo pezzo. Durante tutta l’esecuzione viene riproposto il giro di chitarra introduttorio. Una varietà di sezioni di chitarra si intreccia matematicamente nelle versioni stoppate con blast beats e basso mordi e fuggi. L’influenza deathcore si sente ed è fluidamente mescolata alle tinture progressive. Battendo come un dannato il brano si avvia ad una seconda parte cadenzata, dove sono protagonisti i low range growls insieme agli effetti digitali vorticosi e ipnotici.

 

 

Ascolta la release audio di Worthy Of The Crown – Erebus:

 

 

Virtuosismo di corde e melodie per la traccia centrale: Ania. Il brano propone ampie vedute e atmosfere dotate di fascino, con interludi di soli arpeggi puliti che dissipano l’arrangiamento facendo trattenere il respiro prima che avvenga un assalto da break down scavezzacollo. Il cantato sfoggia una variegatura di harsh vocals fra il growl medio, basso e una variante più alta e corrosiva di kvlt screaming. Il brano è veramente bello, specialmente nelle sospensioni atmosferiche dove il solo arpeggio pulito associato a un palpitante tappeto ritmico elettronico crea un contrasto gustoso con la linea vocale disperata.

 

 

Ascolta la release audio di Worthy Of The Crown – Ania:

 

 

Senza perdersi in chiacchiere i Worthy Of The Crown seguitano a farsi sentire. Escludendo mezze misure aprono ed eseguono la penultima traccia Atlas in assalto sonoro. Una matassa di corde intricata, blast beats e basso polverizzante avvolgono il brano di buio e ferocia. Atlas è un brano molto dinamico nella tipologia di riffing proposta, dove le chitarre sdoppiate creano una trama complessa di aggressivo e melodico. Nell’ultimo minuto subisce una transizione liquida da passaggi apocalittici di metal incendiario e growl abissale verso un passaggio etereo con arpeggio evanescente.  L’alternanza crea un brano composito e strutturato e regala ossigenazione sull’ultimo assolo, chiudendo il brano all’opposto di come aveva aperto.

 

 

I Worthy Of The Crown chiudono il cerchio con Soma, per la quale hanno previsto un uso abbondante di synth e armonico elettronico. Stregata si evolve ai confini del sci-fi. Momenti di alta melodia fra assoli e incantevoli melodie di corde si abbracciano all’ostilità. È il brano più affascinante con cui chiudere questo EP a dimostrazione di un alto talento artistico e creativo elevato. Chiude con una sezione di pianoforte rivisitato in chiave elettronica e avvolge non solo quest’ultimo pezzo, ma l’intera collezione di cinque, con un involucro mistico e magico.

 

 

I Worthy Of the Crown sono una band che ha plasmato un sound originale nella varietà di textures che ne compongono l’anima, e hanno ancora molto da mostrare a partire dal talento dei propri chitarristi. Resto dunque in attesa di trovare un full-length come prossima tappa della discografia, alla stregua delle stesse autenticità spinte oltre nuovi confini.

 

 

Rating: 9.5/10

Brani suggeriti: Erebus, Ania, Soma

 

 

Tracklist completa per Worthy Of The Crown – Deity EP:

 

1. Iris

2. Erebus

3. Ania

4. Atlas

5. Soma

 

 

 

 

 

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